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LE PERGAMENE DI RENNES LE CHATEAU: la verità nell’inganno (parte quinta)

In questa quinta parte andiamo a sondare la questione delle pergamene attraverso alcune interviste e testimonianze che coinvolgono la figura di Philippe de Chérisey, Claire Corbu figlia di Noel Corbu, suo marito Antoine Captier e il padre di quest’ultimo nipote del campanaro della chiesa di Rennes ai tempi di Sauniére.

La prima testimonianza sulla scoperta delle pergamene viene riportata da Claire Corbu e suo marito Antoine Captier:

Il campanaro di Rennes, un anziano signore molto devoto, si inginocchiava ogni sera di fronte all’altare per dire una preghiera prima di andare a suonare l’Angelus della sera. Quel giorno, gli operai avevano demolito l’altare ed erano partiti lasciando un ammasso di macerie provenienti dai loro lavori. Meccanicamente, mormorando la sua preghiera, il campanaro raccolse un vecchio pezzo di legno, simile all’estremità di una capriata, che emergeva dal mucchio di macerie. Quando lo tirò a sé, il pezzo di legno si aprì in due. Si trattava in effetti di una sorta di scatola tarlata da cui uscirono dei piccoli frammenti di ossa e un pezzo di carta arrotolata. Si affrettò a portare l’oggetto della sua scoperta al curato che, dopo averlo esaminato, gli disse: non è niente, sono reliquie 

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Claire Corbu figlie di Noel Corbu

Esaminando però la versione che dà il padre di Antoine Captier, nipote del campanaro su citato, in essa vi sono elementi leggermente diversi:

Una sera, mentre scendeva per la scala del campanile, mio nonno scorse un riflesso brillante provenire dal capitello di un vecchio balaustro che i muratori avevano messo da parte perché ostacolava i loro lavori. Incuriosito, si avvicinò e scoprì che il riflesso proveniva da una fiala incastrata al fondo di un profondo intaglio del capitello. Il vecchio balaustro era stato probabilmente spostato senza troppa cura, e il pezzo di legno che normalmente chiudeva l’intaglio si era rotto, lasciando apparire la fiala. Mio nonno la estrasse e vide che conteneva all’interno un pezzo di pergamena arrotolata. La portò al curato e non ne sentì mai più parlare. Diceva che grazie a ciò il curato aveva trovato un tesoro 

In entrambi compare un concetto comune:

Claire Corbu e Antoine Captier: un pezzo di carta arrotolata

padre di Captier: un pezzo di pergamena arrotolata

In entrambi abbiamo a che fare con un pezzo di carta o con un pezzo di pergamena e che quindi non ci sono tracce delle quattro pergamene. Che le quattro pergamene effettivamente non siano mai esistite?

Nel libro “Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood” viene riportata un intervista fatta dallo scrittore Jean Markale al noto personaggio de Chérisey, sul quale circola la voce che egli insieme all’ormai famoso Pierre Plantard, sarebbe responsabile della falsificazione delle pergamene di Renne le Chateau:

trovandomi a Rennes-les-Bains e saputo che dopo la morte del curato il municipio di Rennes-le-Chateau aveva preso fuoco e tutto era andato distrutto, archivi compresi, pensai che sarebbe stato intrigante inventare una storia in cui il sindaco della città possedeva una copia delle pergamene realizzate da Sauniere. E cosi, dando corpo alla proposta di Blanche, mi sono messo a concepire una copia criptata, basata sui passi dei vangeli, per poi applicare da me stesso la chiave di decifrazione. A questo punto non ho fatto altro che innescare, per via indiretta, l’attivissimo Gérard de Séde ed il gioco si è realizzato, ben al di là delle mie aspettative più rosee”

Sempre nello stesso libro si parla di come Pierre Plantard e Philippe de Chérisey abbiamo coinvolto Gerard de Séde.

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Plantard e de Chérisey

I due una volta elaborato tutto il materiale lo hanno fornito a de Sedé indirizzandolo presso la Biblioteca Nazionale dove erano stati depositati dei documenti che de Sedé scambiò per autentici.

Poi gli avevano mostrato i manoscritti elaborati da de Chèrisey, consentendogli di riprodurli nel suo libro senza però rivelare le fonti. Infine gli avevano fornito solo una parte del sistema per decodificare i codici da loro stessi elaborati e su questo dettaglio si arriva al 1971 quando Henry Lincoln, uno dei tre autori del libro “Il Santo Graal”, intervistando Gerard de Sedé gli chiese per quale motivo non aveva pubblicato il messaggio celato nei codici.

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Gerard de Sedé

Come prima risposta de Sedé disse:

quale messaggio?

Dopo una buona insistenza basata sulle reticenze di de Sedé quest’ultimo diede una risposta diversa:

perche pensavo che qualcuno come lei avrebbe preferito scoprirlo da se

Questo potrebbe collimare non solo con la spiegazione fornita da B. Putnam e J. E. Wood ma anche con l’intervista che Jean Markale fece a de Chérisey. Quest’ultimo afferma di aver innescato per via indiretta, l’attivissimo Gérard de Séde e ciò proverebbe che dietro le famose “quattro pergamene di Rennes le Chateau” vi è un inganno ben elaborato al solo scopo di far credere a tutti i curiosi del mistero in questione che il segreto custodito dall’abate Saunière avesse come base quattro pergamene quando secondo alcune testimonianze esse sono state elaborate allo scopo di creare una falsa pista.

Il fatto che de Sedé non sapesse del messaggio e avesse fornito come risposta quella in cui la gente doveva scoprirlo da sola è alquanto strano. Non era meglio renderlo noto in modo da prendersi lui il merito. Chi scrive un libro su un mistero per cercare di risolverlo e invece di mostrare la soluzione al mondo vuole dare il merito a qualcun altro? Solo un idiota secondo me.

Quindi de Sedé ha dato per buono tutto quello che gli è stato fornito per via indiretta e ne ha fatto un libro. Un altro dettaglio ipotizzato dal punto di vista di B. Putnam e J. E. Wood fu che secondo loro de Chèrisey e Plantard non volevano comparire negli studi di de Sedé. Anche questa cosa ammesso che sia vera è alquanto curiosa.

Alla fine però il collegamento de Sedé-Plantard-de Chèrisey è emerso. Perché ? Per quale motivo hanno elaborato questa farsa ? Perché far credere che il mistero di Rennes avesse al vertice quattro pergamene quando aumentano le prove che non siano mai esistite ? Ed infine tutto questo imbroglio è veramente uno scherzo ?

Ovviamente non sono elementi certi a fornire delle risposte e quindi non ci resta che riflettere su questi e attendere la sesta parte dove verrà affrontati altri dettagli.

 

Lombardi David – LUMOS

 

Fonti:

Il Santo Graal – M. Baigent, R. Leigh e H. Lincoln

Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B. Putnam e J. E. Wood

http://www.renneslechateau.it/index.php?sezione=guida&id=36

LE PERGAMENE DI RENNES LE CHATEAU: La verità nell’inganno (Parte 4)

Nella terza parte eravamo rimasti ai tre gruppi i quali hanno messo in moto il mistero delle famose pergamene:

A: persone che conoscono il mistero e fatto di tutto affinché il mondo non ne conosca mai il segreto
B: persone curiose che dedicano la loro vita a risolverlo
C: persone che detengono la verità ma che per evitare di essere screditate e per questioni di sicurezza si fingono a tutti gli effetti membri del gruppo A. Quindi possiamo anche chiamarli A1.

Riprendiamo i testi delle due pergamene e vediamo di trovare quella verità nascosta nell’inganno dal gruppo C o A1:

Pergamena1
PASTORELLA NESSUNA TENTAZIONE CHE POUSSIN TENIERS HANNO LA CHIAVE PACE 681 SULLA CROCE E QUESTO CAVALLO DI DIO IO COMPLETO QUESTO DEMONE DEL GUARDIANO MEZZOGIORNO MELE BLU

Pergamena 2
A RE DAGOBERTO II E A SION APPARTIENE QUESTO TESORO ED EGLI E’ LA MORTO

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Una delle pergamene di Rennes le Chateau

Partiamo dal presupposto che questi due testi siano stati elaborati per mettere la gente fuori strada e di conseguenza sono falsi; ma allo stesso tempo cerchiamo di trovare in loro elementi che si legano con quelli reali e inerenti la chiesa di Rennes.

Nella prima abbiamo vari elementi:

• Pastorella
• Tentazione
• Poussin
• Teniers
• 681
• Demone
• Mele blu

Nella seconda invece abbiamo:

• Re Dagoberto II
• Sion
• Tesoro
• Morte

Io credo che questi siano gli elementi che possono aiutarci a capire lo schema eseguito dal gruppo C/A1.
La prima domanda da porci è: in questi elementi elencati quali sono reali e quindi “tangibili” ?

• Poussin = Pittore Nicolas Poussin
• Teniers = Pittore David Teniers
• Demone = Asmodeo (acquasantiera della chiesa)
• Mele blu = fenomeno del 17 gennaio
• Dagoberto II = Re Merovingio
• Sion = Monte Sion

Abbiamo quindi sei elementi reali tra i quali figurano due pittori, una statua, un fenomeno di luce, un Re e un monte.
Tali elementi sono stati inseriti nel contesto delle pergamene per dare a quest’ultime quel tocco di verità che non avrebbero mai potuto avere senza di essi.
Quindi è possibile che chi fosse a conoscenza della verità abbia elaborato dei falsi inserendoci argomenti veri come le mele blu, il demone Asmodeo, e Re Dagoberto II.
Questi tre elementi sono legati direttamente al mistero di Rennes le Chateau mentre per gli altri la questione è leggermente diversa e sono sicuro che li si trovi il nodo della questione.
I due pittori menzionati nella prima pergamena sono legati alla figura dell’abate Sauniere in quanto si dice che egli, quando si recò a Parigi, si procurò le copie di tre quadri, dei quali due di essi erano stati realizzati dai due pittori in questione.
Nonostante molti neghino la presenza di Sauniere a Parigi ci sono due dettagli molto importanti di cui uno è emerso nei dieci anni di ricerca e l’altro intervistando Giorgio Baietti grandissimo esperto del mistero di Rennes le Chateau:

• Dettaglio1: vicino Parigi vi è la cattedrale di Chartres legata alla vita della Maddalena e al mistero di Asmodeo
• Dettaglio 2: “Sul viaggio a Parigi ci si deve affidare a ciò che scrive Gerard de Sede, invece sulla presenza di Saunière a Lione vi è una ricevuta di locazione d’affitto di un appartamento che il parroco aveva pagato. Il documento mi è stato mostrato da un ricercatore francese a casa di Graham Simmans, scrittore e studioso dell’argomento che aveva una casa proprio di fronte alla chiesa di Rennes le Chateau e dove ho avuto la fortuna di soggiornare a lungo” risposta datami da Giorgio Baietti quando gli chiesi il suo punto di vista sulla presunto viaggio di Sauniere a Parigi

Tutto questo dove ci porta ?
Sauniere non è stato a Parigi ma è stato a Lione ?
Sauniere è stato anche a Chartres ?
Sauniere è stato in tutti e tre i posti ?
Si possono fare varie ipotesi intorno ai viaggi di Sauniere nelle vicinanze di Parigi e il dettaglio di Lione di certo non può essere messo da parte ma tornando alla questione di Parigi esaminiamo alcuni dettagli di importanza “fondamentale” :

• Parigi è molto vicina a Chartres
• Vi sono immagini della vita e della morte della Maddalena poste in alcune delle vetrate di Chartres
• Il pavimento della cattedrale di Chartres è grande 666 piedi
• 666 è il numero affibbiato al Diavolo/Lucifero
• Maria Maddela da quando giunse in Francia venne chiamata dai francesi con il nome di Maria Lucifera
• Il demone Asmodeo ha i colori della santa trinità quindi i colori del bene
• Il termine “Lucifero” significa “portatore di Luce”

Tutti questi dettagli ci mostrano il legame tra Rennes le Chateau e Chartres guarda caso situata molto vicino a Parigi.
Una pura casualità ?
Se il legame tra Rennes e Chartres è “molto possibile” perche mettere in evidenza un altro posto ossia Parigi ?
Come ormai molti sanno delle copie dei tre quadri che Sauniere si procurò presso il museo del Louvre una era del dipinto “I Pastori d’Arcadia” di Nicolas Poussin e su di esso voglio riportare un dettaglio di importanza fondamentale per poter rispondere alla domanda che ho posto pochissime righe fa.
Nel libro “Il Santo Graal” di Baigent, Leigh e Lincoln si fa cenno ad una lettera che l’abate Louis Forquet inviò a suo fratello Nicolas Forquet, sovrintendente alle finanze di Luigi XIV di Francia. L’abate aveva scritto tale lettera in seguito ad una visita di Nicolas Poussin. Ne riporto ora il testo preso dal libro:

“Egli e io discutemmo di certe cose, che con comodo potrò spiegarvi in dettagli – cose che vi daranno tramite monsieur Poussin vantaggi quali persino i re stenterebbero grandemente a ottenere da lui e che, secondo la sua opinion, forse nessun altro riscoprirà mai più nei secoli futuri. E ciò che più conta, sono cose tanto difficili da scoprire che null’altro ora esistente su questa terra può essere più avventurato o pari ad esse”

Se tale lettera è vera allora Poussin sapeva qualcosa ?
Forse si e qui subentra un’altra ipotesi:

“Supponiamo che Poussin fosse a conoscenza di un segreto, supponiamo che fosse la tomba da lui ritratta sia la stessa presente nelle vicinanze di Rennes le Chateau e supponiamo che il dipinto di Poussin celasse di veri indizi sul mistero di Rennes. Chi vuole nascondere la verità come procede ? Sa che prima o poi qualcosa potrebbe saltare fuori e quindi agisce nel seguente modo: elimina tutte le prove del legame tra Poussin e Sauniere affinché la gente e soprattutto i curiosi non giungano mai alla verità”

Questo è quello che farebbe il gruppo A ma se vogliamo vedere la faccenda dal punto di vista del gruppo A1 o C la nostra ipotesi subisce alcune modifiche:

“Supponiamo che Poussin fosse a conoscenza di un segreto, supponiamo che fosse la tomba da lui ritratta sia la stessa presente nelle vicinanze di Rennes le Chateau e supponiamo che il dipinto di Poussin celasse di veri indizi sul mistero di Rennes. Il gruppo A1/C come agisce ? deve creare una falsa pista lasciando una scia di verità. Inserisce la figura di Poussin nel mistero di Rennes richiamando cosi la nostra attenzione. Inserisce il nome di Poussin nelle pergamene, inserisce nella vita di Sauniere il famoso viaggio a Parigi e fa spargere la voce che la seconda versione de “I Pastori d’Arcadia” nasconda un codice”

Il famoso pittore Nicolas Poussin

Il famoso pittore Nicolas Poussin

Queste due ipotesi mostrano la mentalità dei due membri.
Quale delle due ipotesi è più vicina alla verità ? per capirlo torniamo alla questione su Parigi e sulla cattedrale di Chartres rimettendo in campo la famosa domanda:
Se il legame tra Rennes e Chartres è “molto possibile” perche mettere in evidenza un altro posto ossia Parigi ?
Parigi è stata scelta con particolare attenzione in quanto non solo serviva per attirare l’attenzione sul viaggio di Sauniere e sul quadro di Posussin ma serviva anche per un terzo scopo.
Il membro del gruppo A1/C sapeva che vi era un collegamento tra Rennes le Chateau e Chartres ma non potendo metterlo in evidenza ha scelto un punto vicino Chartres:
PARIGI
Ma come indirizzare la gente su Chartres ?
Non bastava usare Parigi come elemento chiave in quanto non ci sono, ovviamente, elementi che collegano Parigi a Chartres. Tale assenza è dovuta per eliminare tale collegamento.
L’unico modo di legare Parigi, Chatres e Rennes consisteva nel fare un collegamento che aveva come base il viaggio a Parigi di Sauniere e alcune caratteristiche di Rennes e Chartres:

• Il demone Asmodeo
• Il pavimento della cattedrale di Chartres misura 666 piedi
• Il numero 666 è associato al diavolo
• Diavolo = demone = Asmodeo
• Alcune vetrate della cattedrale di Chartres ritraggono le immagini della Maddalena quando venne in Francia
• La chiesa di Rennes le Chateau è dedicata alla Maria Maddalena
• La Maddalena in Francia era chiamata Lucifera
• Lucifero = Diavolo

Questi elementi andrebbero a collegare Rennes le Chateau a Chartres la quale, ecco il collegamento, è molto vicina a Parigi.
Sarà un caso ?
Io credo di no in quanto tutto ruota su questo meccanismo ossia un opera ben pianificata messa in atto dai membri del gruppo A e del gruppo A1/C. Nella quinta parte entreremo ancor più nel dettaglio della questione, in quanto, esamineremo alcune interviste e testimonianze inerenti la presunta scoperta delle pergamene e ci saranno dei colpi di scena sostanziosi.

Lombardi David – LUMOS

Fonti:
Il Santo Graal – M. Baigent, R. Leigh e H. Lincoln
La Storia Segreta di Lucifero – Lynn Picknett

L’IMPORTANZA DELL’ARGILLA: Elemento chiave della genesi umana

Per moltissimi anni si è sempre creduto che la genesi del genere umano narrata nella Bibbia fosse solo un racconto simbolico o simile e che di conseguenza non avesse delle basi solide.
Andando avanti nel tempo, soprattutto grazie a vari esperti, si è giunti a sorprendenti scoperte e conclusioni, tra le quali che un processo di “creazione” (non ha caso ho messo le virgolette) è realmente avvenuto e che ha molta più consistenza di quanto sembri.
In questo articolo affronteremo il concetto dell’Argilla. L’uomo, secondo la Bibbia, venne creato dall’argilla e la domanda che penso alcuni si siano fatti è:
Come mai proprio l’argilla ?

Mosaico del Duomo di Monreale: Creazione dell’uomo

Mosaico del Duomo di Monreale:
Creazione dell’uomo

Nel libro “Oltre la mente di Dio” di Alessio e Alessandro de Angelis trovai questa interessante informazione:

“Uno studio scientifico di Hancziz e Fujikawa del 2002 ci rivela che un tipo di argilla organica, la montmorillonite, è un catalizzatore eccezionale di reazioni biologiche e di combinazione e ricombinazione dell’RNA. Altri studi del 2001 e del 2007 hanno stabilito che le medesime proprietà son state evidenziate nell’utilizzo della montmorillonite su cavie animali, e possibilmente anche sull’uomo”

Oltre-la-mente-di-Dio

Questa informazione mi colpì molto e la collegai con alcune frasi prese da
“Il Libro Perduto del Dio Enki”:

“Non usare i contenitori fatti con i cristalli di Nibiru, realizzane uno con l’argilla della terra”
“Ningishzidda ha esaminato le essenze vitali, era necessaria un ulteriore ricombinazione”
“Essenza vitale: DNA codificato geneticamente”

Secondo le ricerche condotte da Sitchin la creazione del genere umano, anche se non fu una vera e propria creazione ma un accelerazione dell’evoluzione di alcune forme di vita (il famoso anello mancante da uomo a scimmia), avvenne per tentativi i primi fatti in contenitori costituiti dai cristalli di Nibiru, che diedero vita ad esseri con vari difetti fisici, e poi usando, come materiale dei contenitori, l’argilla tutto cambiò. Quindi l’argilla è uno dei fattori chiave.
In una delle due frasi Ningishzidda, uno dei figli di Enki (ideatore e creatore del genere umano) esamina le essenze vitali ossia il DNA codificato geneticamente e reputa necessaria un ulteriore ricombinazione. Tale processo come ho detto all’inizio, grazie alle molte conoscenze scientifiche di oggi, può essere accelerato da particolari catalizzatori come la montmorillonite ossia un argilla organica.
Quindi l’escludere i cristalli di Nibiru e usare l’argilla della terra aveva uno scopo ben preciso e non di certo un significato simbolico che per anni siamo stati spinti a vedere.
Nel libro “Il Dio Alieno della Bibbia” di Mauro Biglino viene mostrato il legame tra la Bibbia e gli antichi testi Sumeri ed emergono delle similitudini impressionanti sulla questione dell’Argilla:

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Teema: dna annunaki
Tiit: argillla e/o dna ominide
Afàr: argilla e/o dna ominide
Tselèm: dna elohim

Stando alle ricerche di Mauro Biglino l’argilla citata nella Bibbia può avere due significati: “ciò che contiene la forma” nel senso del DNA terreste e “ciò che contiene la forma” nel senso di recipiente catalizzatore dell’impianto genetico.
In conclusione quello che io spesso chiamo “Fattore Argilla” non risulta più un simbolo o simile ma un elemento solido alla base di un processo alquanto complesso.
Se veramente il passaggio dalla scimmia all’uomo è stato elaborato da esseri più evoluti di noi (Annunaki/Elohim/Neteru ec…) e provenienti da altri pianeti (Nibiru) si tratta di individui con ampie conoscenze scientifiche.
Conoscenze cosi talmente vaste da individuare nell’argilla un elemento fondamentale della genesi del genere umano.
Lombardi David – LUMOS

FONTI:
Il Libro Perduto del Dio Enki – Zacharia Sitchin
Oltre la Mente di Dio – Alessio e Alessandro de Angelis
Il Dio Alieno della Bibbia – Mauro Biglino

LE PERGAMENE DI RENNES LE CHATEAU: La verità nell’inganno (Parte III)

Nella seconda parte è stato aperto uno spiraglio sulla questione della Grecia o meglio sull’Arcadia e sul fatto che Philipe de Chérisey avesse affermato di essere stato lui ad elaborare l’inganno delle pergamene facendo piombare l’intera questione di Rennes le Chateau in un atmosfera di falsità.
Stando alla sua testimonianza, de Chérisey, avrebbe sfruttato l’incendio del municipio di Rennes, il quale ha cancellato tra i vari documenti anche le pergamene trovate da Sauniere, per elaborare dei falsi facendoli passare per veri e dare vita all’inganno.

Pierre Plantard insieme a Philipe de de Chérisey

Pierre Plantard insieme a Philipe de de Chérisey

Quindi se dobbiamo dare per buona questa informazione il contenuto delle pergamene messe in rete non può essere utile ai ricercatori che da anni tentano di carpire il segreto di Sauniere.
Quindi andando per logica il viaggio a Parigi e la questione della marchesa de Negrè vengono a cadere da soli…oppure no ?
Negli articoli “Il Doppio Segreto di Rennes le Chateau – parte I e II” mostro come la Grecia e la Cattedrale di Chartres siano legati senza ombra di dubbio al mistero di Rennes.
Partendo da questi saldi legami vi sono due dettagli curiosi:

Philipe de Chérisey

Philipe de de Chérisey

1.ammesso che Sauniere non è mai stato a Parigi abbiamo il legame con la cattedrale di Chartres: Chartres è vicino Parigi
2.ammesso che la questione dell’Arcadia non c’entri nulla abbiamo il legame con l’isola di Citera: L’isola di Citera e l’Arcadia sono due posti della Grecia.

Dove ci porta tutto questo ?
Un’altra fonte, inerente i testi biblici comparsi nelle due pergamene rese note in rete, riferisce che tali testi sono stati scritti dopo la morte di Bigou e non prima.
Nel libro “Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau”, di Bill Putnam e Jhon Ellis Wood, i due autori affermano che la versione latina dei testi biblici presente nelle due pergamene è del 1889 e ciò esclude l’Abate Antoine Bigou in quanto morto nel 1794.
Se uniamo questo elemento alla confessione di Philipe de Chérisey si può dedurre che le pergamene messe in rete siano un falso ma se ciò fosse vero come spiegare i due punti inerenti Grecia e Francia ? come spiegare tale legame tra i due posti ?
L’analisi principale mostra quanto segue:

Parigi: non ci sono prove che Sauniere ci sia andato.
Chartres: vi sono molti elementi che si legano a Rennes come dimostrato nei due articoli sul “Doppio Segreto di Rennes le Chateau”
Arcadia: l’unico riferimento è legato a una delle due pergamene in rete e al viaggio di Sauniere fatto a Parigi
Citera: vi sono elementi certi e specifici specialmente nel libro “I Custodi del Messaggio” di Gianazza e Freguglia. Un piccolo dettaglio si trova anche nel libro “Il Codice Segreto del Graal”.

In base a ciò abbiamo due luoghi, per cosi dire “certificati”, e quindi legati in modo abbastanza saldo a Rennes le Chateau da vari elementi e altri due che per quanto si dica di loro un legame certo al cento per cento non vi è dati alcuni “falsi elementi prova”.
La prima ipotesi che mi venne in mente sulla falsità delle pergamene fu che la loro elaborazione non fosse totalmente falsa, o meglio, esse vennero elaborate con lo scopo di rendere falso un mistero che non doveva essere in nessun modo conosciuto.
A questo punto ipotizziamo di avere a che fare con due gruppi ben distinti di persone:

A: persone che conoscono il mistero e fatto di tutto affinché il mondo non ne conosca mai il segreto
B: persone curiose che dedicano la loro vita a risolverlo

In base a ciò il gruppo A farà di tutto per non far vincere B. Ma se il gruppo B è talmente elevato da non poter essere contrastato, e un eliminazione di massa porterebbe a creare forti sospetti, come contrastare il gruppo B ?
Creare una falsa pista che a vederla sembra del tutto vera e autentica ma che in realtà non porterà mai a nulla. In sintesi rovesciare un alone di falsità in modo da screditare il mistero stesso.
In base a ciò l’ipotesi 1 è la seguente:

Il gruppo A inizia a vedere che il numero di persone dedite alla ricerca della verità inizia ad assumere un valore alquanto elevato. Non si tratta più dei soliti quattro gatti e quindi l’unica soluzione è che creare una falsa pista la quale però risulti agli occhi di tutti “apparentemente vera”. Tale pista dovrà essere posta sottoforma di codice la cui modalità di “decodificazione” dovrà risultare molto complessa per non far sospettare dubbi di falsità. Tale codice una volta decodificato mostrerà al ricercatore che la questione è puramente falsa portando egli ad abbandonare del tutto le sue ricerche.

Ma se ciò fosse vero perche in questa falsa pista ci sono elementi falsi che si legano ad elementi veritieri ? è come se qualcuno che ha elaborato l’inganno avesse nascosto in esso elementi veritieri. Per capire meglio il tutto prendiamo come ispirazione i romanzi di Dan Brown “Il Codice da Vinci” e “Angeli e Demoni”.
Nel primo abbiamo la figura di Leonardo che nasconde nei suoi dipinti dei codici e ciò è dovuto al fatto che egli facesse parte del misterioso priorato di Sion. Tale ente mirava a preservare un segreto. Nel secondo libro abbiamo gli illuminati e secondo alcuni dettagli per mostrare la loro conoscenza la inserivano in opere commissionate per la chiesa. Una sorta di infiltrati o “doppiogiochisti”. Essi fingevano di sostenere la causa della chiesa mentre invece sostenevano la loro.
Mettersi sotto l’ala protettiva della chiesa significava non essere screditati e in questo modo erano liberi da tutte le forme di pregiudizio che la chiesa affiggeva ai suoi nemici. Di conseguenza i nostri infiltrati senza essere scoperti agivano per la loro causa.
In base a questi dettagli “romanzeschi” ho elaborato una seconda ipotesi che vede un terzo gruppo di persone le quali possono essere chiamate C oppure A1 e ora vi spiegherò perché.

C: persone che detengono la verità ma che per evitare di essere screditate e per questioni di sicurezza si fingono membri del gruppo A. Quindi possiamo anche chiamarli A1 “volendo”.

A questo punto passiamo all’ipotesi 2:

i membri del gruppo C non possono destare sospetti quindi fingono di agire in favore del gruppo A e in questa ipotesi la questione di Philipe de Chérisey calza a pennello.
Ovviamente esiste la possibilità che non abbia agito da solo ma con dei colleghi. Al massimo uno. Supponiamo che i documenti trovati da Sauniere esistessero davvero e supponiamo che fossero un pericolo per il gruppo A come agire ?
Per prima cosa appiccare un incendio al municipio del paese di Rennes le Chateau in modo da distruggere tutte le prove. Dopodiché serve una persona che si metta in mostra dando credibilità alla storia delle pergamene e ne crei delle perfette copie o quasi perfette. Un volta elaborate tali copie si sparge la voce che tali pergamene siano vere e che esse nascondano il segreto di Sauniere. La gente per diversi anni si dedica alle pergamene cercando di carpirne il segreto fino a quando i membri del gruppo C fingendosi del gruppo A iniziano a far sorgere il dubbio che tali pergamene siano false e tale fatto avviene con una lentezza programmata da far sorgere il sospetto che esse siano false e che il mistero di Rennes le Chateau sia tutto fumo negli occhi.
Esiste anche la possibilità che l’incendio non sia opera dei gruppi sopracitati ma se cosi fosse sarebbe stato per loro un colpo di fortuna. La provvidenziale scomparsa dei documenti autentici fornisce una base sulla quale screditare e demolire un mistero che avrebbe distrutto il potere del gruppo A.
Quindi Philipe de Chérisey che ha anche ammesso di essere stato lui ad elaborare le pergamene potrebbe essere un membro del gruppo C.

Quindi una spiegazione, l’unica formula fino ad ora, inerente questa sorta di doppi luoghi, tra l’altro molto vicini tra loro, di cui uno suffragato da elementi e l’altro no ci viene fornita dalla seconda teoria che vede in se tre gruppi di persone.
Quindi è possibile ipotizzare che dietro le pergamene di Rennes le Chateau si nasconda una terza ipotesi quella che vede una sorta di doppio inganno. Chi ha elaborato le pergamene non lo ha fatto solo per creare una sorta di falsa pista ma lo ha fatto anche, secondo alcuni elementi, per nascondere in quella falsa pista la “verità”.
In sintesi gli elementi che riportano le due pergamene non sono tutti veri ma tra essi ce ne sono alcuni che possono guidare l’attento osservatore fuori dal buio e verso la luce.

Lombardi David – LUMOS

FONTI CARTACEE
Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood
Il Codice Segreto del Santo Graal – M.Hopkins, G.Simmians e T.Wallace-Murphy

FONTI WEB
https://lombardimistero.wordpress.com/2011/04/27/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-prima-parte/
https://lombardimistero.wordpress.com/2011/10/20/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-seconda-parte/

LE PERGAMENE DI RENNES LE CHATEAU La verità nell’inganno (parte 2)

A distanza di quasi tre anni eccoci, con mia stessa grande sorpresa, alla seconda parte sul mistero che aleggia intorno le famose pergamene di Rennes le Chateau.

Nella prima parte ero giunto, dopo alcune riflessioni, che le pergamene messe in circolazione, tra libri e siti internet, non potessero essere quelle vere in quanto dotate di una sorta di “precisa imprecisione” ossia i dettagli in esse sfiorano, di poco, i dati storici.

Questa seconda parte è stata elaborata grazie a un dettaglio emerso in uno dei tanti libri inerenti il mistero stesso di Rennes: Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood

Nel libro viene riportata un intervista fatta dallo scrittore Jean Markale al noto personaggio de Chérisey, sul quale circola la voce che egli insieme all’ormai famoso Pierre Plantard, sarebbe responsabile della falsificazione delle pergamene di Renne le Chateau:

trovandomi a Rennes-les-Bains e saputo che dopo la morte del curato il municipio di Rennes-le-Chateau aveva preso fuoco e tutto era andato distrutto, archivi compresi, pensai che sarebbe stato intrigante inventare una storia in cui il sindaco della città possedeva una copia delle pergamene realizzate da Sauniere. E cosi, dando corpo alla proposta di Blanche, mi sono messo a concepire una copia criptata, basata sui passi dei vangeli, per poi applicare da me stesso la chiave di decifrazione. A questo punto non ho fatto altro che innescare, per via indiretta, l’attivissimo Gérard de Séde ed il gioco si è realizzato, ben al di là delle mie aspettative più rosee”

Delle quattro pergamene, come ormai si sa, due riportano estratti biblici del Nuovo Testamento e su una di esse è stata effettuata un incredibile e sorprendente scoperta.

prima pergamena scritta da Bigou

prima pergamena scritta da Bigou

seconda pergamena scritta da Bigou

seconda pergamena scritta da Bigou

Il testo della prima pergamena , in cui si racconta della visita di Gesù alla casa di Lazzaro, risale alla versione biblica pubblicata nel 1889 e ciò esclude l’abate Antoine Bigou il quale, come ormai tutti sanno, è venuto a mancare nel 1794.

Tale scoperta viene fatta da B.Putnam e J.E.Wood autori de “Il Tesoro Scomparso di Renns le Chateau” i quali pongono altre due teorie, le quali secondo me, non hanno molto senso logico:

1.Henri Boudet parroco di Rennes-les-Bains dal 1872 al 1914. Lui avrebbe potuto elaborare le pergamene, usando la versione biblica del 1889, e quindi nasconderle nella chiesa di Rennes le Chateau prima dell’arrivo dell’abate Sauniere nel 1885

2.lo stesso Sauniere avrebbe elaborato lui stesso le pergamene e avrebbe finto di scoprirle

 

Inoltre andando oltre la questione “chi ha elaborato le pergamene” c’è un altro dettaglio, poco esaminato dagli esperti, almeno è quello che ho potuto constatare leggendo vari libri su Rennes le Chateau, consultando siti in rete e vedendo documentari.

Nel codificare la prima pergamene emerge il nome del pittore Nicolas Poussin con la seguente frase “Poussin ha la chiave” e ciò viene subito legato a vari elementi:

Nicolas_Poussin_052

1.il quadro di Poussin stesso dal titolo “I Pastori d’Arcadia”

2.il fatto in base al quale Sauniere nel suo viaggio a Parigi si sia procurato una copia di tale quadro. Su ciò ci sono forti dubbi

3.il fatto che sulla lapide orizzontale della Marchesa Marie de Negre D’ables compare una scritta, la quale ad un attento studio, fa emergere la frase “Et In Arcadia Ego”

4.tale frase compare nel dipinto di Poussin

Questi sono i fatti che fanno piombare il mistero di Rennes le Chateau e del suo abate ancor più nel mistero ma anche qui ci sono dei dettagli che ci pongono un freno:

1.la seconda lastra, quella orizzontale della tomba della marchesa, non è mai stata vista dal vivo. Tutte le immagini che circolano sono degli schizzi fatti da persone, come Ernest Cros, che sostengono di averla vista e riprodotta. A parte la lastra verticale quella orizzontale non ha fotografie dal vivo. Quindi sorge la domanda: gli schizzi messi in circolazione sono veri o un abile contraffazione ?

2.Nicolas Poussin, morto nel 1665, il cui dipinto sui Pastori d’Arcadia ci conduce in Grecia

Il secondo punto apre altri spiragli di dubbi in quanto la morte del famoso pittore nel 1665 ci porta a dedurre che lui non potesse essere a conoscenza di tutti i fatti inerenti la marchesa de Negre, l’abate Bigou e l’abate Sauniere. Tali fatti si sono svolti a partire, grosso modo, dal 1732 quando la marchesa Marie de Negre d’Ables si sposa con Francois d’Hautpoul, primo marchese de Blanchefort.

Se il matrimonio è avvenuto nel 1732 vuol dire che da quando Poussin ha dipinto il famoso quadro, ossia nel 1630 più o meno, a quando la coppia è convolata a nozze sono passati 102 anni.

E se per pignoleria calcoliamo la distanza dalla morte di Poussin alle nozze dei due il tempo è di 67 anni.

anzi per essere ancora più pignoli che mai prendiamo le date di nascita e morte dei due sposi:

François d’Hautpoul (1689-1753)

Marie de Nègre d’Ables (1714-1781)

Il marchese sarebbe nato 24 anni dopo la morte di Poussin e qui metterò in evidenza altri fattori:

1.come faceva Poussin a sapere che i due si sarebbero sposati ?

2.come faceva Poussin a sapere che sarebbe morto prima il marchese ?

3.come faceva Poussin a sapere dell’abate Bigou ?

4.come faceva Poussin a sapere delle pergamene che la marchesa in punto di morte dette a Bigou ?

5.come faceva Poussin a sapere che l’abate Sauniere avrebbe trovato le famose  pergamene ?

6.come faceva Poussin  a sapere che Sauniere dopo il suo viaggio a Parigi sarebbe venuto a conoscenza del segreto ?

La risposta è semplice:

Poussin non poteva saperlo in quanto morto nel 1665 ossia a 24 anni di distanza circa dalla nascita del marchese e a 50 anni dalla nascita della marchesa. Per di più il quadro è stato elaborato intorno al 1640 quindi la distanza con la nascita del marchese aumenta e diventa di 50 anni, circa, e per la marchesa di 75 anni”

Poussin nel suo quadro non ha potuto mettere riferimenti a fatti accaduti dopo la sua morte ma solo fatti accaduti prima quindi l’unico appiglio è che, se la tomba del quadro, si trovava già li da prima del 1640 egli l’abbia dipinta per darci un riferimento geografico.

Un riferimento di cosa però ?

Forse alla zona di per se nella quale regnavano i Blanchefort. E quindi nell’indicare la tomba, Poussin, voleva indicarci un posto particolare. Come è emerso tale tomba si trova ad Arques (Le Chateau D’Arques) e tale posto dista 15/18 km da Rennes le Chateau dove nelle vicinanze un tempo vi era il castello dei Blanchefort legati per discendenza ad un dei gran maestri dell’ordine templare.

Il gran maestro in persona, sesto nell’ordine, era Bertrand de Blanchefort (1156-1169). Questo per ora è l’unico indizio che Poussin potrebbe averci voluto rivelare.

Non sapendo cosa sarebbe accaduto dopo la sua morte, nel 1665, tutte le informazioni che può aver inserito nel suo dipinto riguardano i fatti avvenuti prima di essa.

Forse riguardano il padre del marchese di Blanchefort e forse Poussin voleva dirci che in quel posto vi erano delle persone importanti. Ma se le cose stanno cosi cosa c’entra la scritta “Et In Arcadia Ego” ?

Di questo dettaglio ne parlerò in un articolo a parte ma ciò non toglie che se davvero nel quadro di Poussin ci sia un codice per condurci a una conoscenza di certo riguarda eventi avvenuti prima e durante la sua vita: di certo non dopo.

Quindi Poussin, se sapeva qualcosa, forse era proprio in riferimento a un luogo preciso. Inoltre qui affermo solo che anche nella prima versione dei Pastori d’Arcadia dove il paesaggio non si vede, in quanto coperto dai quattro personaggi e dall’enorme tomba inserita nel muro, io ho scoperto in quale luogo dell’Arcadia è stato ambientato. Di conseguenza la terza parte di quest’articolo, incentrato sulle pergamene, mostrerà gli aspetti del quadro di Poussin.

Torniamo quindi alla questione del nostro amico de Chérisey il quale afferma di aver creato lui stesso le pergamene e tale fatto porterebbe chiunque a dedurre che esse siano solo e solamente un falso…ma c’è un bel “ma”.

Per quanto siano un falso in esse c’è qualcosa di vero in quanto un legame con la Grecia c’è e ne ho parlato nell’articolo “Il Doppio Segreto di Rennes le Chateau – parte 1e2”.

Il legame presenta i seguenti punti:

1.I quadri di Leonardo da Vinci, Gioconda e Vergine delle Rocce hanno sfondi reali presenti in Grecia (dimostrato nel libro “I Custodi del Messaggio”

2.Poussin venne a Roma subendo l’influenza dell’arte rinascimentale

3.Leonardo era un grande esponente del Rinascimento

4.secondo una fonte presente nel libro “Il Codice Segreto del Santo Graal” nel IV secolo alcuni membri del Rex Deus, presunti discendenti della stirpe reale, dissotterrarono il corpo del messia dal luogo in cui era stato nascosto, in una zona imprecisata della Grecia, e lo seppellirono nell’unico posto in cui nessuno si sarebbe sognato di cercarlo, sotto la montagna del tempio di Gerusalemme.

Questi dati ci mostrano come un legame tangibile potrebbe esserci e che la questione della Grecia non sia una falsa pista. Va però messo in evidenza che chi ha elaborato la falsa pista ha fatto puntare gli sguardi di tutti i curiosi sul secondo quadro di Poussin lasciando la prima versione dei “Pastori d’Arcadia” in disparte.

Come mai tutto ciò ? cosa si nasconde nella prima versione ? anche questo sarà trattato nella terza parte…non vi preoccupate

Questo dettaglio della Grecia mi ha portato a dedurre che la falsità delle pergamene, come ho già detto nella prima parte, non sia vera ma falsa. Curioso dire “una falsa falsità” ma io credo che nel creare una falsa pista gli autori di ciò hanno lasciato delle indicazioni verso la vera pista. E qui il mistero aumenta.

Perché creare una falsa pista mettendo degli elementi che, ad un occhio molto attento, possono condurre alla verità ? chi erano veramente Plantard e de Chérisey ?

Erano persone che volevano solo divertirsi a creare un mistero ? erano persone che volevano coprire un mistero ? oppure erano persone che fingendo di smontare il mistero di Rennes le Chateau volevano nascondere nella loro falsità…la verità ?

Di certo i codici emersi dalle due pergamene, reperibili in rete e sui libri, erano ben elaborati. Di certo non erano informazioni casuali che non portavano a nulla. Chi ha fatto il tutto sapeva cosa cercare e quindi è possibile che in mezzo a delle false pista ne abbia inserite qualcuna vera sperando che venisse notata.

Mettiamoci nella mente di queste persone le quali hanno paura ha mostrare la verità essendo consapevoli che verrà ostacolata o resa ridicola. Cosa fanno ? creano un falso che può benissimo essere reso pubblico in quanto non porterà a nulla. Elaborano l’inganno alla precisione inventando la storia di Sauniere a Parigi dove si procura la copia del quadro (la seconda versione), elaborano le pergamene, elaborano le immagini della lapide della marchesa e il gioco è fatto.

Nel falso però ci mettono un pizzico di verità talmente ben nascosta che potrebbe sfuggire a molti. Inoltre se esaminiamo rapidamente i fatti la falsità delle pergamene è emersa dopo un lungo periodo e poi prima o dopo di esso abbiamo la confessione del nostro amico de Chérisey. La domanda quindi è:

Mostrare la falsità delle pergamene e confessarsi autore di tale atto che scopo ha ?

Semplice: lo scopo di smontare il mistero di Rennes le Chateau.

La gente sarebbe stata indotta a pensare nel seguente modo:

“ma è tutto falso. Non c’è un tesoro. non c’entra nulla il Santo Graal e la stirpe di Gesù con la Maddalena”

Ma quel dettaglio della Grecia che ha in se un qualcosa di vero e concreto come lo si spiega ?

E’ stata una coincidenza o chi ha elaborato il fumo l’inganno ha inserito una lieve fiamma di verità nella speranza che venisse vista ed esaminata ? anche a questa domanda risponderemo nella terza parte.

Questa seconda parte serviva ad aprire un nuovo spiraglio sulla questione delle pergamene con la confessione fatta da Philipe de Chérisey e con il fattore che, nonostante Poussin non potesse essere a conoscenza dei i fatti accaduti a Renns le Chateau dopo la sua morte ma solo durante la sua vita, la questione della Grecia (Arcadia) non è una pista cosi falsa come sembra.

Di conseguenza la domanda con cui concludo questa seconda parte è: se le pergamene, ammesso che siano veramente false, nascondono qualcosa di vero, qual è lo scopo della loro elaborazione ?

La riposta cari lettori non tarderà ad arrivare

 

 

Lombardi David – LUMOS

 

Fonti Cartacee:

Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood

Il Codice Segreto del Graal – M.Hopkins, G.Simmans e T.M.Murphy

I Custodi del Messaggio – G.Gianazza e G.Freguglia

Fonti Web:

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/06/12/le-pergamene-di-rennes-le-chateau-la-verita-nellinganno/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/10/20/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-seconda-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/04/27/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-prima-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2014/03/09/il-segreto-della-stirpe-reale-parte-i/

 

 

IL SEGRETO DELLA STIRPE REALE (Parte III) Indizi tra Rennes le Chateau e il Codice da Vinci

La seconda parte si concluse con la seguente domanda:

E se Maria Maddalena non sia stata l’unica donna importante che abbia contribuito allo sviluppo di questa stirpe ? altre donne hanno contribuito a favorirne lo sviluppo ?

Le poche informazioni che abbiamo sulla stirpe reale ci parlano del Messia e del suo matrimonio con Maria Maddalena. Se quest’ultima fosse stata “un mezzo” per portare avanti la stirpe del Messia stesso e se quest’ultimo fosse stato un essere particolare ?
Nel sito alla sezione “paleoastronautica” vi sono tre articoli, o meglio, lo stesso articolo diviso in tre parti, fino ad ora, dal titolo “Gesù Cristo: Essere Divino o Ibrido Alieno ?” e in esse affronto la tesi in base alla quale egli non sarebbe totalmente umano ma la sua natura sia parte terrestre e in parte extraterrestre.

resurrezione ufologica con oggetto simile ad un UFO sopra al sepolcro

resurrezione ufologica con oggetto simile ad un UFO sopra al sepolcro

Tale tesi viene supportata da molti dipinti, in cui Gesù Cristo compare con elementi che oggi chiameremo UFO, da frasi riportate nei Vangeli dove lui fa capire di non essere di origine totalmente terrestre e infine c’è il fatto più importante ossia la sua nascita.
Se andiamo ad esaminare tale evento con molta attenzione e descrivendolo con le conoscenze scientifiche acquisite sino ad oggi la domanda sorge del tutto spontanea:

Come poteva una donna vergine, ossia che non aveva avuto un rapporto sessuale con il suo partner, mettere al mondo un bambino ?

Oggi come oggi per avere un figlio ci sono pochi sistemi:
1.avere un rapporto sessuale con il partner
2.inseminazione artificiale
3.adozione

Il termine vergine ci fa escludere la prima via e i fatti stessi narrati dalla Bibbia ci fanno escludere la terza dato che Maria risulta comunque incinta. La seconda via quindi resta quella più probabile ossia Gesù è nato da un inseminazione artificiale.
Ma chi è il donatore ?
La Bibbia dice “lo Spirito Santo” ma se no vediamo in questo concetto quello in base al quale gli esseri divini (dei, semi-dei, ecc…) come esseri non di puro spirito ma esseri in carne ed ossa provenienti, quindi corporei, da qualche altro pianeta ?
Guarda caso molti studi effettuati da vari esperti tra cui Mauro Biglino, Zecharia Sitchin ecc… è emerso che nella Bibbia, specialmente nell’antico testamento, non abbiamo a che fare con un solo Dio ma con gli Elohim ossia un “gruppo” di divinità.
Il termine Elohim è plurale e quindi la questione del “Dio Unico” viene di colpo scartata da questo termine. Quindi stando sempre a questi studi si viene a sapere che questi esseri non solo provengono da un altro pianeta, almeno cosi sembra, ma sono dotati di una tecnologia molto superiore alla nostra in quanto hanno creato noi.
Se le cose stanno veramente cosi cosa gli impedirebbe di mettere in cinta una donna terrestre ?
Non a caso ci sono molte similitudini tra i testi biblici e quelli sumeri e da ciò si evince che gli Annunaki (divinità sumere) e gli Elohim (divinità bibliche) siano la stessa cosa.
Quindi un Annunaki/Elohim avrebbe messo incinta la Vergine Maria, dando alla luce un figlio che avrebbe portato avanti la sua stirpe nel corso dei secoli.
Detta cosi sembra assurda e sembra che non ci siano tracce di tale fatto se nonché in un manifesto rosacrociano del XIX secolo si notano due figure molto famose:

Dante Alighieri e Leonardo da Vinci

Entrambi legati al mistero del Santo Graal e di Rennes le Chateau. La cosa più curiosa è che da Vinci ha sulla testa non il classico copricapo ma quello indossato dagli Annunaki e sembra ricevere una sorta di conoscenza, la quale viene disegnata con l’icona del Santo Graal, da Dante Alighieri il quale, come ho dimostrato nell’articolo “Dante Alighieri e Leonardo da Vinci: Custodi della Conoscenza degli Annunaki”, possedeva quasi tutte, se non tutte, le nozioni astronomiche del popolo sumero e le ha nascoste nella Divina Commedia.
Anzi negli ultimi canti del Paradiso lo stesso Dante inserisce alcuni dettagli sull’ubicazione di Nibiru.
In base a ciò nasce quindi il dubbio se il Messia non sia legato ad una stirpe di esseri extraterrestri e se la stirpe reale che ha fatto nascere unendosi con Maria Maddalena non fosse stata altro che il proseguimento della Stirpe degli Annunaki.
Nel dipinto rosacrociano da me citato c’è un altro dettaglio per quanto riguarda Dante Alighieri. Egli indossa una divisa Templare e molti dettagli lo legano a tale ordine.
Chiara Dainelli, autrice del libro “Il Codice Astronomico di Dante”, nell’intervista che gli feci tempo mi fornisce un interessante informazione sul legame tra Alighieri e i templari:

“Un suggerimento interessante credo comunque che possa trovarsi all’interno del XIX° canto dell’Inferno in cui l’Alighieri utilizza aspre parole nei confronti del re Filippo il Bello di Francia, reo di aver distrutto l’Ordine Templare nel suo regno, e di aver spostato la sede del papato ad Avignone assoggettando in tal modo la Chiesa alla monarchia francese. La leggenda vuole che sul rogo, Jaques de Molay, ultimo gran maestro dell’ordine templare, scagliasse una sorta di maledizione sulla dinastia capetingia; Luigi XVI sarebbe stato ghigliottinato da un boia appartenente ai Templari”

E inoltre un discendente di Dante, il trisavolo Cacciaguida, partecipò alla seconda crociata in terra santa dove tra i vari ordini vi era anche quello dei cavalieri templari.
Quindi abbiamo quattro elementi alquanto interessanti:

1.Leonardo da Vinci e Dante Alighieri
2.Astronomia Sumera
3.Il Santo Graal
4.l’ordine dei Templari

E caso strano la maggior parte di essi si legano alla questione di Rennes le Chateau la quale a sua volta è legata alla questione della Stirpe Reale. Che la tesi di un Gesù di origine non terrestre sia più reale di quanto si creda ? che la stirpe nata da quest’ultimo, o meglio il Messia, e la Maddalena abbia un origine non terrestre ?
La possibilità esiste.
Ma c’è un dettaglio curioso da prendere in esame su Gesù Bambino o su Giovanni Battista, ammettendo che il Messia sia quest’ultimo, e si trova nelle due statue presenti nella chiesa di Rennes le Chateau e raffiguranti Giuseppe e Maria.

 

i due Gesù molto uguali in braccio a Giuseppe e Maria nella chiesa di Rennes le Chateau

i due Gesù molto uguali in braccio a Giuseppe e Maria nella chiesa di Rennes le Chateau

In braccio ad entrambi ci sono due bambini “identici” come nella prima versione della “Vergine delle Rocce” famoso capolavoro realizzato da Leonardo da Vinci.
In tale dipinto ci sono degli indizi che ritroviamo nel fonte battesimale della chiesa stessa e qui nasce un’altra questione:

perché due bambini uguali ? Gesù e il Battista sono fratelli gemelli ?
Nel libro “La Segreta di Lucifero” si ipotizza che Gesù e Giovanni erano capi di due fazioni e che alla morte di entrambi accade qualcosa di molto ma molto interessante:

“I seguaci di Gesù alla fine del primo secolo misero le mani sui vangeli del Battista e sostituirono semplicemente il nome dell’eroe protagonista”

Quindi abbiamo, partendo da questa affermazione e dal dettaglio dei due bambini uguali, due possibili “capi” come, guarda caso, accadde agli Annunaki con le due fazioni composte dagli Enkiti, seguaci di Enki creatore del genere umano e da Enliti, seguaci di Enlil, colui che era contro la genesi umana.
Una curiosa coincidenza oppure dietro questi dettagli si cela un altro passo avanti per capire “Il Segreto della Stirpe Reale” ? per la risposta bisogna attendere la quarta parte

Lombardi David – LUMOS

FONTI CARTACEE
La Storia Segreta di Lucifero – Lynn Picknett
La Rivelazione dei Templari – Lynn Picknett e Clive Prince
Il Codice Astronomico di Dante – Chiara Dainelli

FONTI WEB
https://lombardimistero.wordpress.com/2013/12/01/dante-alighieri-e-leonardo-da-vinci-i-custodi-della-conoscenza-degli-annunaki/
https://lombardimistero.wordpress.com/2012/03/28/intervista-a-chiara-dainelli/
https://lombardimistero.wordpress.com/2011/06/30/gesu%E2%80%99-cristo-essere-divino-o-ibrido-alieno/
https://lombardimistero.wordpress.com/2013/01/28/gesu-cristo-essere-divino-o-ibrido-alieno-parte-2/
https://lombardimistero.wordpress.com/2014/03/02/gesu-cristo-essere-divino-o-ibrido-alieno-parte-3/

IL SEGRETO DELLA STIRPE REALE (Parte II) Indizi tra Rennes le Chateau e il Codice da Vinci

La prima parte era terminata con la seguente frase:

E’ vero che nel Codice da Vinci, Sophie viene protetta dal Nonno, presunto ultimo gran maestro del Priorato, ma io credo che Dan Brown non abbia solo letto da “Il Santo Graal”

E la seguente domanda

Che abbia letto anche qualche altro libro ?

La risposta è SI in quanto nel Codice da Vinci stesso, per chi presta molta attenzione, nelle pagine 296 e 297 vengono riportati i titoli di alcuni libri presenti nella casa di Sir Leigh Teabing i quali hanno subito attirato la mia attenzione:

Il Santo Graal – 1982

La Rivelazione dei Templari: Guardiani segreti della vera identità di Cristo

La donna dalla giara di alabastro: Maria Maddalena e il Santo Graal

La dea dei vangeli: La rivendicazione del sacro femminino sacro

Il primo libro è stato già messo in evidenza nella prima parte ed il suo legame con “Il Codice da Vinci” è stato reso noto a tutto il mondo ma per quanto riguarda gli altri ?

La questione diventa molto interessante in quanto il sottoscritto ha letto il secondo libro della lista ed in esso ci sono elementi molto interessanti. Riporto ora tre interessantissimi elementi trovati all’interno de “La Rivelazione dei Templari”:

La Rivelazione dei Templari

1.la leggenda aurea di Jacopo da Varese (1250) il quale si riferisce alla Maddalena come illuminata o illuminatrix. Ciò è molto interessante perche questi sono i ruoli assegnati a lei nei vangeli gnostici. Lei è raffigurata come illuminata o come fonte di illuminazione vale a dire come iniziata oppure iniziatrice: essa non è spiritualmente inferiore come donna anzi è esattamente il contrario

2.i templari furono i promotori della costruzione delle grandi cattedrali gotiche tra cui quella di Chartres

3.non è un riferimento alla Vergine Maria, perché gli architetti della cattedrale gotica avevano una ragione speciale per evocare l’archetipo di una donna attiva sessualmente. È anche significativo che le prime raffigurazioni della leggenda della vita della Maddalena appaiano sulle vetrate di Chartres

vetrata nella cattedrale di Chartres con le immagini relative a Maria Maddalena

vetrata nella cattedrale di Chartres con le immagini relative a Maria Maddalena

Senza ombra di dubbio questi tre elementi ci mostrano l’importanza della figura di Maria Maddalena e ci sono due termini che io terrei a mettere molto in evidenza:

1.fonte di illuminazione

2.donna attiva sessualmente

Per quanto riguarda il primo punto bisogna affiancarsi a un libro non riportato nella nostra lista e dal titolo “La Storia Segreta di Lucifero”. Tale libro è stato scritto di Lynn Picknet la stessa autrice, insieme a Clive Prince, de “La Rivelazione dei Templari”.

Nel libro viene esposta la tesi in base alla quale Maria Maddalena viene chiamata da alcuni devoti francesi con il termine di “Maria Lucifera” ossia Maria Portatrice di Luce.

Questo termine si riallaccia al primo punto riportato nel quale viene vista la figura della Maddalena come Illuminata o fonte di illuminazione. Cosa vorrà dire “Fonte di illuminazione” o “Portatrice di luce” ? che cosa si nasconde dietro questo concetto ?

Io credo che la questione sia di una semplicità assurda. Il concetto chiave sta nelle parole “illuminazione” e “luce”. Unendo quindi le due parole possiamo tirare fuori il concetto chiave:

La Luce Illumina

Ma che cosa illumina ? illumina quello che sta nel buio. Cosa c’è nel buio ? qualcosa che non possiamo vedere senza luce. Nel caso della ricerca e dell’indagine possiamo supporre che questo concetto possa indicarci qualcosa che è stato nascosto.

Il buio è il sistema di nascondere qualcosa ossia coprirla agli occhi non solo del nostro corpo ma soprattutto agli occhi della nostra mente. La luce invece è quel sistema che ci consente di aprire entrambi gli occhi e di vedere cosa il buio ci stia nascondendo.

Cosa ci viene nascosto ? la verità su Maria Maddalena, una donna attiva sessualmente e quindi una donna che, stando a quella definizione, avrebbe favorito lo sviluppo della sua stirpe.

Nell’articolo precedente avevo messo in evidenza anche la questione dei Templari legati alla marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort e la loro presenza torna anche qui nel secondo dei tre punti:

2.i templari furono i promotori della costruzione delle grandi cattedrali gotiche tra cui quella di Chartres

Cosa si nasconde nella cattedrale di Chartres ?

Nella cattedrale di Chartres vi è una vetrata a mosaico che ritrae alcune immagini della Maddalena della sua vita in Francia. Le immagini riguardano il suo arrivo, la sua l’accoglienza, la sua morte e poi la sepoltura. Inoltre il labirinto della cattedrale era stato progettato per essere lungo 666 piedi.

Chi non assocerebbe tale numero alla figura del diavolo e di conseguenza alla figura di Lucifero ? pochissime persone.

Non a caso nel mio articolo “Il Doppio Segreto di Rennes le Chateau – Seconda Parte” mostro come il demone Asmodeo la cui statua svolge la funzione di acquasantiera nella chiesa di Rennes le Chateau, non solo è visibilmente un demone, ma ha su di se i colori della santa trinità: rosso, giallo e celeste.

Abbiamo quindi due elementi molto simili:

1.Maria Maddalena legata alla figura del Diavolo/Lucifero

2.i colori della Santa Trinità legati a un demone

in entrambi i casi abbiamo l’elemento “Demone” o “Diavolo” legato in modo curioso a personaggi o simboli della religione cristiana. Ma è come se tutto ciò ci voglia farci capire che la realtà è ben diversa da quella che abbiamo sempre saputo.

Non a caso i due casi elencati poco fa sono entrambi legati al mistero di Rennes le Chateau e li ci sono altri tre elementi che fanno lo stesso ed identico effetto:

1.l’ultima stazione della via crucis

2.il fonte battesimale

3.disposizione della via crucis

L’ultima stazione mostra Gesù con la ferita sul lato sinistro e non su quello destro come ci narra la Bibbia.

Il Fonte battesimale mostra sotto le statue di Gesù Cristo e Giovanni Battista le lettere Alfa e Omega le quali indicano una l’inizio e l’altra la fine. La cosa interessante è che stando alla religione cristiana l’alfa dovrebbe stare sotto Giovanni che è il precursore (l’inizio) e l’omega dovrebbe stare sotto Gesù che concluderà i tempi (la fine) ma nella chiesa di Rennes le Chateau è l’opposto.

La disposizione delle varie fermate della Via Crucis è curiosamente disposta in senso antiorario

rlc_eglise

Via Crucis disposta in senso antiorario

Cosa ci viene detto attraverso questi dettagli ? che è tutto il contrario ?  se cosi fosse poniamo quello che sappiamo su alcuni elementi cardine della religione cristiana e poi vediamoli al contrario:

1.Gesù non è sposato

2.Maria Maddalena è una prostituta

3.Gesù alla morte viene ferito a destra

4.Gesù è la fine e Giovanni l’inizio

5.Lucifero diventa il diavolo icona del male

Vediamo tutto al contrario:

1.Gesù è sposato

2.Maria Maddalena non è una prostituta

3.Gesù non viene ferito

4.Gesù è l’inizio e Giovanni la fine

5.Lucifero non è il diavolo

Per quanto riguarda il dettaglio 4 un approfondimento si trova negli articoli “Il Doppio Segreto di Rennes le Chateau – Parte 1e2” dove si ipotizza che il vero Messia potrebbe essere Giovanni Battista. Tale ipotesi, che viene dimostrata da vari elementi, potrebbe creare un sesto ed un settimo punto:

6.Gesù è il Messia

7.Giovanni battezza il messia

Il cui rovescio è:

6.Gesù non è il Messia

7.Giovanni non battezza il messia

Se leggiamo tutto al contrario emergono questi incredibili fatti e tutto ci conduce alle stesse conclusioni riportate nei due articoli sopracitati ed esposti da me in due convegni.

Ma ne “Il Codice da Vinci” non vi sono riferimenti al fatto che Gesù non fosse il vero Messia. Come si spiega ciò ?

L’unica spiegazione sta nel fatto che Dan Brown intuendo anche questa possibile verità ci fornisce degli indizi su di essa. Non a caso sotto il titolo de “La Rivelazione dei Templari” viene riportata la seguente e alquanto misteriosa frase:

Guardiani segreti della vera identità di Cristo

Badate bene il concetto di “vera identità” di Cristo. Che il vero Messia non sia Gesù ma Giovanni Battista ? oppure al di là della stirpe reale concepita dal Messia e dalla Maddalena, e al di là del fattore Gesù o Giovanni ci sia un’altra questione ?

In questo libro compare il famoso manifesto rosacrociano citato in alcuni miei articoli quando pongo come custodi del Santo Graal non solo Leonardo da Vinci ma anche Dante Alighieri.

Qui entra in campo anche la questione sumera, l’astronomia sumera stessa e forse, chi lo sa, le vere radici del Messia e della sua stirpe reale la quale grazie a Maria Maddalena si è sviluppata nel tempo.

A questo punto mi fermo con una strana domanda:

E se Maria Maddalena non sia stata l’unica donna importante che abbia contribuito allo sviluppo di questa stirpe ? chi altri hanno contribuito ? questo lo saprete nella terza parte

Lombardi David – LUMOS

FONTI CARTACEE

La Storia segreta di Lucifero – Lynn Picknett

La Rivelazione dei Templari – Lynn Picknett e Clive Prince

L’enigma di Rennes le Chateau – Giorgio Baietti

FONTI WEB

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/04/27/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-prima-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/10/20/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-seconda-parte/

L’ENIGMA DEL 17 GENNAIO (Parte I) Tantissimi eventi in una data

La data “17 gennaio” nasconde in se un mistero incredibilmente complesso data la sua comparsa in alcuni fatti legati all’ormai famoso mistero della chiesa di Rennes le Chateau:

17 gennaio 357 d.C. morte di San’Antonio Abate

17 gennaio 1781 morte della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort

17 gennaio dentro la chiesa si verifica il fenomeno delle “Mele Blu”

17 gennaio 1917 inizio del malessere di Sauniere

17 gennaio 1967 è stato pubblicato “Il Serpente Rosso”

Di certo non possiamo parlare di coincidenza dato che in diversi periodi, ma sempre in quella stessa data, siano avvenuti fatti interconnessi, senza ombra di dubbio, tra loro.

Abbiamo a che fare con tre morti, un evento legato a un gioco di luci e alla pubblicazione di una sorta di manoscritto attorno al quale ruota la morte per impiccagione dei tre autori.

Tutti questi elementi sono legati alla chiesa di Rennes le Chateau nel seguente modo:

1.una statua di Sant’Antonio abate si trova all’interno della chiesa

2.la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort è stata una delle ultime proprietaria delle famose pergamene trovate in seguito dall’abate Sauniere (grazie ad esse la chiesa ha subito delle modifiche. Una di esse si basa su sei statue situate dentro la chiesa ed una di esse è quella di San’Antonio abate)

3.fenomeno in base al quale la luce che filtra dalle finestre della chiesa proietti all’interno di essa l’immagine di un albero di “Mele Blu”.

4.momento in cui inizia il malessere dell’abate Sauniere portandolo a morire il 22 gennaio.

5.pubblicazione di una sorta di manoscritto inerente i tredici segni dello zodiaco (il tredicesimo è l’ofiuco o serpente). Ad ogni segno sono attribuiti dei versi in codice con dei riferimenti alla chiesa di Rennes le Chateau. I tre autori sono stati trovati impiccati diversi giorni dopo la pubblicazione.

In questa prima parte affronteremo le varie morti per vedere se tra esse vi sia una logica connessione:

1.marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort (17 gennaio)

2.abate Berengere Sauniere

3.i tre autori del serpente rosso

Sul primo caso abbiamo una morte naturale, sul secondo un malessere il quale potrebbe farci sospettare un caso di omicidio e sul terzo tre ipotetici suicidi e quindi possibili omicidi.

Se la teoria che ho fatto nell’articolo “La fine della Stirpe Reale (Parte I)” si avvicina alla verità ponendo la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort come possibile membro della stirpe reale e se tale stirpe è riuscita, molto bene, a nascondersi a chi volesse toglierla di mezzo possiamo ipotizzare che la sua morte sia stata naturale.

Ma per Sauniere e per gli autori de “Il Serpente Rosso” possiamo dire la stessa cosa ?

Per il primo sappiamo che il malessere è iniziato il 17 gennaio per poi terminare con la morte il 22 dello stesso mese: abbiamo 6 giorni di tempo sono passati tra malessere e morte.

Per il secondo punto sappiamo dai pochi dati in circolazione che i tre autori sono stati trovati impiccati e le ipotesi in circolazione sono per ora solo due:

Copertina de Le-serpent-rouge

Copertina de Le-serpent-rouge

1.si sono suicidati

2.il suicidio è stato un abile mezzo per nascondere un omicidio

Esaminiamo gli altri dati, in possesso sulla morte dei tre autori e vediamo se riusciamo a capirci qualcosa:

1.Il 6 marzo 1967 furono trovati morti impiccati Louis Saint-Maxent e Gaston de Koker

2.Il 7 marzo 1967 fu trovato impiccato anche Pierre Feugère, il terzo autore del “Serpent rouge”.

3.dal 17 gennaio ai primi di marzo passano quasi 2 mesi

4.altre fonti parlano della morte dei tre il giorno dopo la pubblicazione del “Serpent Rouge”

Ovviamente suicidarsi il girono dopo la pubblicazione dell’opera è molto ben diverso dal suicidarsi cinquanta giorni dopo. Poniamo per ipotesi che le date delle morti siano vere e inseriamole sia nell’ipotesi del suicidio che in quella dell’omicidio:

1.suicidio: dopo due mesi i tre decidono di uccidersi allo stesso modo. Forse erano perseguitati da qualcuno che voleva eliminarli, qualcuno che voleva a tutti i costi che i segreti del serpente rosso non venissero resi pubblici, e si sono tolti di mezzo allo stesso modo per far lasciare una traccia dietro di loro ?

2.omicidio: la stessa persona dopo due mesi uccide i tre allo stesso modo. Potrebbero anche essere state più di una persona ad elaborare il tutto ma perché usare lo stesso tipo di morte per tutti e tre ?

Se invece le due ipotesi vengono relazione alla morte il giorno dopo la pubblicazione dell’opera ?

1.il suicidio diventa illogico a meno che i tre non fossero iniziati di una qualche setta, come molti articoli suggeriscono, e seguendo una sorta di percorso stabilito si sono tolti la vita dopo aver pubblicato un opera codificata. Perché fare ciò ? lasciare che altri sapessero la verità ? è un ipotesi. Oppure stanchi di far parte della setta hanno voluto divulgare i suoi segreti e togliersi la vita prima che la setta stessa si sbarazzasse di loro. In questo caso i tre suicidi sarebbero stati un indicazione per capire la verità celata.

2.un assassino che aspetta la pubblicazione del libro per togliere di mezzo dei testimoni scomodi e che in un giorno si imbarca a simulare il suicidio di tutti e tre ? francamente disporre un uomo come se si fosse impiccato è dura. Stordirlo, sollevarlo, mettergli la corda attorno al collo ecc…pensate con tre lo stesso giorno: il nostro assassino o è una persona di immensa resistenza oppure non ha agito da solo. Abbiamo a che fare con più persone ? una sorta di setta o organizzazione ? se cosi fosse perche non eliminare prima i tre scrittori e far sparire tutte le prove ?

Inoltre secondo un’altra fonte viene specificato, sempre inerente il fatto che le morti sono avvenute il giorno dopo la pubblicazione, che le tre morti sono avvenute la notte seguente alla pubblicazione ossia il 18 gennaio 1947 e questo è molto importante.

Il fatto di per se rafforza l’ipotesi in base alla quale se le tre morti sono omicidi camuffati da suicidi in una sola notte non possono essere stati eseguiti da una singola persona ma da più di una. Si potrebbe ipotizzare una sola persona nel caso i tre ipotetici omicidi siano stati commessi uno a distanza di uno o due giorni dall’altro.

Stranamente le uniche informazioni disponibili parlano o della sera dopo la pubblicazione o di due mesi dopo quindi le indagini si possono indirizzare solo su due vie.

Inoltre supponendo che siano stati uccisi per le informazioni del libro ci sarebbe stata differenza ucciderli prima o dopo la pubblicazione dell’opera in questione ?

1.ucciderli dopo avrebbe attirato la questione sulla loro opera. Una delle prime piste sarebbe stato esaminare l’opera scritta visto che non è l’hanno fatta sparire. A meno non il serpente rosso conosciuto dal pubblico non sia un falsa pista creata dagli assassini. Io lo escludo perche una volta simulato l’omicidio abilmente con un suicidio potevano abilmente far sparire anche tutto sull’opera dei tre autori onde evitare che venisse collegata al mistero di Rennes le Chateau.

2.ucciderli prima ritorna la stessa questione in quanto anche in questo caso gli assassini avrebbero dovuto far sparire le tracce.

Ci sono due elementi importanti nell’ipotesi in cui le tre morti sono avvenute il giorno dopo la pubblicazione:

1.si tratta di assassini e non di un solo assassino

2.essendo un gruppo talmente organizzato da simulare bene la morte dei tre avrebbe dovuto eliminarli e cancellare il tutto prima che l’opera venisse resa pubblica

In base a ciò se prendiamo per vera l’ipotesi delle morti ad un giorno di distanza l’omicidio camuffato da omicidio avrebbe il punto debole dell’opera non distrutta e messa in circolazione.

Invece se, sempre su questa strada, andiamo a vedere il suicidio l’unica spiegazione sta nel fatto che pubblicare l’opera fosse la fine del loro percorso e si sono tolti la vita di comune accordo come se il loro compito “terreno” fosse giunto al termine e non avessero più motivo di continuare a vivere. Sembra strano ma al momento è l’unica possibile spiegazione che da un po’ di logica a questa strada.

Ora passiamo all’altra strada, quella inerente le morti a distanza di quasi due mesi, e vediamo cosa possiamo estrapolare.

Poniamo le due ipotesi ossia il suicidio legato ad un percorso iniziatico o l’omicidio camuffato da suicidio per nascondere un segreto nascosto nei codici del serpente rosso.

Se cosi fosse perche uccidersi due mesi dopo nel caso di un percorso iniziatico oppure perche liberarsi di alcuni testimoni scomodi due mesi dopo che il libro era stato pubblicato ?

La seconda ipotesi, ossia uccidere gli autori due mesi dopo, simulando tutto con suicidio la vedo poco fattibile se non del tutto impossibile in quanto se io voglio evitare che vengano divulgate certe informazioni, e sono costretto a uccidere chi sta per divulgarle, non aspetto quasi due mesi per toglierlo di mezzo.

A meno che i tre autori, come spesso si vede nei film, non avessero cambiato identità e nascondersi in qualche posto per sottrarsi ai loro assassini. Ma poi dopo quei due mesi di pace sono stati eliminati. A demolire questa ipotesi c’è il certificato di morte di Louis Saint-Maxent che riporto qui sotto:

“Il sei marzo millenovecentosessantasette, alle ore sette, è deceduto presso il suo domicilio, Viale Jean Allemane 33, Louis Georges SAINT-MAXENT, nato a Desvres (Pas-de-Calais) il 4 giugno 1909, pensionato delle ferrovie francesi, figlio di Georges Louis Joseph SAINT-MAXENT, e di Rose Julienne Emilie JENNEQUIN, coniugi deceduti. – Marito di Marguerite Madeleine Fernande NICOUX. – Redatto il suddetto giorno, alle ore quindici e dieci, su dichiarazione di Françoise THOMASSET, 26 anni, collaboratore di direzione, domiciliato a Boult-sur-Suippen (Marne) Via du Pré 56, genero del defunto, che fatta lettura ed invitato a prendere visione dell’atto, lo ha firmato con Noi, Lucienne DREHEN, coniugata LEGRAND, capo del servizio dello stato civile, Ufficiale dello stato civile per delega del Sindaco d’Argenteuil.

PER COPIA CONFORME – Argenteuil, il 22 Maggio 1974

L’Ufficiale dello stato civile”

Stando a ciò Louis Saint-Maxent è morto nel suo domicilio e quindi non si era nascosto come si potrebbe ipotizzare. Di conseguenza è possibile ipotizzare che anche gli altri avrebbero fatto lo stesso. Inoltre nel caso che i tre si fossero nascosti per evitare delle persone molto abili di certo non avrebbero usato il loro nome.

Per farla breve i tre autori dovevano prendere delle precauzioni molto grandi per non farsi trovare da delle persone il cui scopo era quello di metterli a tacere.

Anche in questa seconda strada, dove la morte e la pubblicazione distano quasi due mesi, notiamo che i primi due autori sono stati uccisi lo stesso giorno e il terzo il giorno dopo.

Come mai questo modo di agire ? e perche, tornando sempre al nocciolo della questione, aspettare due mesi ?

Non ha senso aspettare due mesi in quanto dai pochi dati si capisce che i tre non si erano nascosti ma furono trovati impiccati nei luoghi in cui vivevano.

Inoltre in una pagina dell’ormai famoso serpente rosso, forse la copertina o la prima pagina, fanno la loro comparsa nome, cognome e indirizzo dei nostri tre autori:

PONTOISE,              |  ARGENTEUIL,            | ERMONT
chez PIERRE FEUGERE    |  chez L. SAINT-MAXENT   | chez G. DE KOKER
9,Rue des Cordelliers  |  53, Bd. Jean Allemanne | 118, R. de Sannoie

Non è curioso tutto ciò ?

Mettere i loro recapiti nel manoscritto sapendo che le informazioni in esso celate avrebbero potuto mettergli alle costole chi voleva sbarazzarsi di loro e della loro opera ?

Inoltre non è curioso che nonostante ci fossero gli indirizzi bene in vista  i nostri assassini ci avessero impiegato quasi due mesi a rintracciare i tre autori dell’opera ?

Il tutto non ha senso o meglio l’unico senso logico è che i tre si fossero tolti la vita nello stesso modo per lasciare una sorta d’indizio tutt’oggi denso di mistero.

Ma perché fare ciò dopo un lungo arco di tempo ?

Purtroppo per ora abbiamo questi elementi i quali stando ad una mia prima analisi escludono l’opera di un solo assassino o di più assassini per i seguenti motivi:

1.un solo assassino il giorno stesso non avrebbe potuto mentre un gruppo di assassini si. Inoltre anche due mesi dopo si sarebbe creata la stessa ed identica situazione. Impossibile in quanto eliminare tre persone, in un solo giorno, simulando che si siano impiccate richiede uno sforzo troppo grande per una sola persona.

2.un gruppo di assassini avrebbe potuto agire meglio ma un gruppo ci fa capire che c’è un organizzazione dietro. Un organizzazione che ha agito, se fosse vero, con stupidità. Uccidere il giorno dopo la pubblicazione vuol dire che già sapevano quindi potevano evitare che il libro venisse pubblicato ed eliminare i tre cancellando tutte le prove. Uccidere due mesi dopo ha ancora meno senso perche ormai il libro iniziava a diffondersi e la morte dei tre poteva destare sospetto, sia in caso di omicidio che di suicidio, quindi si poteva screditare il libro. Ma in qualsiasi modo si guardi questa strada il tutto sembra perdere consistenza.

Quindi credo più probabile che i tre si siano tolti la vita, forse perché membri di una qualche setta, ma anche qui bisognerebbe chiedersi perché impiccarsi ? forse farlo allo stesso modo era una sorta di segnale da comunicare a qualcuno ?

Per ora mi fermo qui in quanto mancano molti elementi e spero di poterli trovare prima o poi.

Passiamo ora all’abate Berengere Sauniere sul quale abbiamo ancora meno elementi dei tre autori del “Serpente Rosso”.

l'abate Berengere Sauniere

l’abate Berengere Sauniere

Il 17 Gennaio del 1917 Sauniere si sente improvvisamente male e pochi giorni dopo, il 22, muore dopo che un prete, chiamato da un paese vicino per la confessione, avrebbe rifiutato di dargli l’assoluzione in quanto apprese sconvolgenti rivelazioni, che gli avrebbero tolto il sorriso per moltissimi mesi.

Cosa gli avrebbe rivelato il famoso parroco ?

Esaminiamo bene la questione temporale:

1.Sauniere si sente male il 17 gennaio

2.Sauniere muore il 22 gennaio

3.tra il 17 e il 22 passano 6 giorni

4.morì all’età di 65 anni

Sauniere è resistito al malessere per 5 massimo 6 giorni ? cos’ha causato il malessere dell’abate ? è stata una causa naturale o il malessere è stato causato da qualcos’altro ?

Stando ai pochi dati si dice che ebbe un infarto il 17 gennaio il quale, 6 giorni dopo, lo portò alla morte all’età di 65 anni.

Una cosa è certa, l’inizio del suo malessere è avvenuto nella stessa data in cui è morta la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort e in cui venne pubblicato il serpente rosso.

Una pura coincidenza ?

Qualcuno ha voluto sbarazzarsi di Sauniere o come è accaduto per gli autori del serpente rosso, tornando alla mia ipotesi, si è tolto la vita per lasciare una traccia ?

Basandomi sulla mia teoria del suicidio per lasciare una traccia, Sauniere avrebbe potuto fare lo stesso e, restando nel campo dell’ipotesi, potrebbe avere avuto un colpo di genio agendo nel seguente modo:

Non può uccidersi il 17 gennaio altrimenti il collegamento con la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort sarebbe risultato evidente e quindi fa in modo che la morte avvenga dopo ma che abbia come punto di inizio il giorno 17 del medesimo mese. In questo modo le due morti non avrebbero avuto un collegamento “troppo” evidente.

Ma anche il numero 22 ha molti elementi curiosi:

1.il 22 luglio è la festa di Maria Maddalena

2.Sauniere entrò nel seminario di Carcassonne all’età di 22 anni

3.la Torre Magdala e il giardino adiacente sono collegati da 22 gradini

4.la sua governante ha venduto la sua tenuta il 22 luglio

5.la scritta “Terribilis est locus iste” ha 22 lettere

E se si fosse tolto deliberatamente la vita ma lasciando a noi due indizi preziosi per capire il segreto da lui custodito ?

I numeri 17 e 22 sono uno dei tanti elementi per decifrare il codice ? forse si e quindi anche in questo caso forse Sauniere ha predisposto le cose per lasciare questo mondo ma ha fatto in modo che noi potessimo scoprire ciò che lui custodiva gelosamente.

In breve Sauniere non voleva che il suo segreto fosse svanito nel nulla e quindi oltre ad apportare modifiche alla chiesa ci ha voluto lasciare un indizio importante che si cela nei numeri 17 e 22.

A questo punto ci rimane la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort la quale è morta proprio il 17 gennaio a differenza delle altre quattro persone e questo di per se ci aiuta molto.

La sua morte avvenuta proprio il 17 gennaio e l’ossessione per la sua lapide da parte di Sauniere ci fanno capire che le altre quattro porti sono state eseguite dalle vittime lasciando dietro di loro una traccia ossia quella del 17 gennaio per far capire l’importanza che si celava dietro di essa. Inoltre i quattro morti hanno, secondo me lasciato una traccia veramente evidente:

1.Sauniere con il 17 gennaio ha fatto riferimento alla morte della marchesa e con il 22 ha fatto riferimento alla Maddalena (giorno della sua festa e riferimenti alle modifiche della chiesa)

2.i tre autori del serpente rosso con il 17 gennaio hanno fatto la stessa cosa. Per quanto riguarda il 22 anche loro hanno lasciato un indicazione. Il 22 gennaio a livello zodiacale indica il segno dell’acquario. Il primo segno zodiacale in ordine è l’ariete ma nel serpente rosso il primo segno a fare la sua comparsa è quello dell’acquario.

Non a caso Sauniere ha iniziato a sentirsi male il 17 gennaio ed è morto il 22 gennaio e non a caso il serpente rosso inizia con l’acquario (22 gennaio) e termina con il capricorno (17 gennaio) o meglio l’opera mostra la situazione inversa di ciò che è successo a Sauniere.

È un caso ? o forse i tre autori nella loro opera hanno voluto rendere omaggio a una delle figure più importanti del mistero di Rennes le Château facendo riferimento a due dati cruciali.

Inoltre per concludere questa prima parte voglio richiamare la vostra attenzione sempre sul numero 22 che compare molto spesso negli elementi legati a Maria Maddalena:

1.la sua festa (22 luglio)

2.la scritta sulla porta d’ingresso della chiesa. La parola “Terribilis” potrebbe significare anche “degno di essere venerato” e ciò si può legare alla figura della Maddalena (22 lettere)

3.la Torre Magdala e il giardino adiacente sono collegati da 22 gradini

Sauniere ha dedicato una chiesa a questa figura calcando molto sul numero 22 e decide, sempre nel campo ipotetico, di morire in un arco di tempo che coinvolge, a livello numerico, la figura della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort (morte il 17 gennaio) e la figura di Maria Maddalena (si festeggia la festività il 22 luglio).

Ovviamente Sauniere non poteva far nascere il suo malessere dal 17 gennaio al 22 luglio e quindi, sempre secondo me, optò per il 22 gennaio. Scelse quel giorno in quanto il 22 ricorre in molte delle modifiche che egli stesso apportò alla chiesa.

Ultima cosa alquanto interessante è se andiamo ad approfondire di poco la data di morte dei primi autori del serpente rosso ossia il 6 marzo il quale cade nel segno dei “Pesci”

Nel serpente rosso i pesci sono il secondo segno dopo l’acquario e si legge che quel famoso amico, di cui si accenna nell’acquario, ha un celebre sigillo. Guarda caso il celebre sigillo di salomone ha una stella a sei punte ed è molto celebre nella storia di Rennes le Château in relazione all’ordine dei templari.

segnalibro di Sauniere

segnalibro di Sauniere dove compare una stella a sei punte

La statua stessa di Asmodeo viene identificata come il demone guardiano del tesoro di Re Salomone e un segno libro usato da Sauniere riporta una stella a sei punte. La stessa stella compare nella porta alchemica a Roma. A questo punto la conclusione potrebbe essere che i tre autori volevano in qualche modo aiutare i lettori.

Perche hanno scelto il 6 marzo ?

Il segno dei pesci va dal 20 febbraio al 19 marzo. In questo campo potevano fare due cose:

1.scegliere il 22 febbraio (per restare in tema con Sauniere)

2.scegliere il 6 marzo per relazionare il segno dei pesci con il sigillo di salomone.

Scelsero il 6 marzo, secondo me, in quanto non avrebbe mostrato un legame diretto, per chi lo avesse cercato, con i giorni 17 e 22 gennaio legati a Sauniere.

Morire tutti e tre il 22 gennaio avrebbe mostrato un legame lampante ma morire il 6 marzo no.

Nel 6 marzo vi è il legame con il segno dei pesci, il legame con il sigillo di salomone e il legame con rennes le château in relazione al bianco e nero (il pavimento della chiesa).

Guarda caso solo nei primi due segni del serpente rosso si parla di questo amico e forse gli indizi lasciati servono a far capire chi sia esso e poi il lettore deve procedere da solo.

E poi l’ultimo segno va a mettere in evidenza il 17 gennaio…

…coincidenza ?

Io credo no… e credo che ci sarà molto altro dietro questo numero

 

Lombardi David – LUMOS

FONTI:

L’enigma di Rennes le Chateau – Giorgio Baietti

http://www.bluedragon.it/non_fantasy/

http://www.ordinedeltempio.it/serpenterosso.htm

IL SEGRETO DELLA STIRPE REALE (Parte I) Indizi tra Rennes le Chateau e il Codice da Vinci

Ormai è notissima la questione della Stirpe Reale nata, stando a vari indizi, dal matrimonio tra Gesù Cristo e Maria Maddalena. Questa storia, o meglio teoria data la mancanza di prove schiaccianti, ha le sue basi nell’ormai famosa chiesa di Rennes le Chateau.

Fu proprio da quest’ultima che gli autori del best seller “Il Santo Graal” Baigente, Leigh e Lincoln hanno elaborato tutta la teoria del “Sangue Reale” inerente al matrimonio tra Gesù e Maddalena e ai loro successori ossia i Re Merovingi.

Sull’intera questione lo scrittore Dan Brown scrisse “Il Codice da Vinci” nel quale si ipotizzava che la stirpe del Sangue Reale avesse proseguito dai Merovingi fino ai nostri giorni.

I fatti sono andati realmente cosi ?

Nonostante molti sostengono l’impossibilità di questa teoria, ci sono vari elementi atti a dimostrare che un proseguimento dopo i Merovingi ci sia stato e sia arrivato al 17 gennaio 1781.

Procediamo con l’elencare questi elementi i quali alcuni sono presenti sia nel mistero di Rennes le Chateau che nel Codice da Vinci:

1.la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort era imparentata con i Templari

2.le incisioni presenti sulla lapide e sulla stele della marchesa vennero danneggiate e rovinate dall’abate Sauniere

3.in punto di morte la marchesa diede due pergamene all’abate Antoine Bigou predecessore di Sauniere

4.Bigou elaborò altre due pergamene che unì alle due della marchesa (qui nacquero le famose 4 pergamene) e le nascose tutte e quattro in una delle due colonne che sorreggevano l’altare.

5.nel Codice da Vinci il famoso Priorato di Sion nasconde al suo interno i discendenti stessi del sangue reale

6.secondo alcune fonti, non molto attendibili, Pierre Plantard, sarebbe non solo un discendente dei Merovingi, e quindi della stirpe reale, ma anche l’ultimo gran maestro del Priorato di Sion.

7.da una ipotesi i Merovingi non sono del tutto scomparsi ma si sono insediati nei Catari. Una volta scomparsi quest’ultimi i Merovingi sono entrati nei Templari fino ad arrivare a Rennes le Chateau.

In base a questi elementi è evidente che il segreto della stirpe reale sia arrivato, partendo dai Merovingi, in mano alla marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort e da lei sia passato, attraverso l’abate Antoine Biogu, nelle mani dell’abate Berengere Sauniere.

La tomba della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort è composta in una lastra verticale e una orizzontale. La seconda è quella che, secondo alcune fonti, venne sparire dall’abate Sauniere in quanto si dice nascondesse un segreto.

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In essa viene riportata, parte in greco e parte in latino, la scritta “Et In Arcadia Ego” ossia la stessa frase che compare nel dipinto di Nicolas Poussin “I Pastori d’Arcadia”.

Inoltre nella lapide verticale è stato notato un curioso errore per quanto concerne la scritta “REQUIES CATIN PACE” la quale, in una versione corretta della lapide, risulta essere REQUIESCAT IN PACE”. Cosa ci sarà di strano ?

Apparentemente nulla se non il fatto che la parola “CATIN” in francese  andrebbe a significare “Prostituta” e non si sa se tale errore sia stato voluto o meno.

A questo punto sorge la domanda:

Se quella seconda lapide è sparita come si fanno a conoscere la sua esistenza e le parole incise sopra ?

La conferma ci giunge da due quasi attendibili testimoni oculari, Ernest Cros ed Eugene Stublein.

Ernest Cros era un ingegnere ferroviario, conoscente di Saunière ed appassionato d’archeologia. Durante una sua visita a Rennes le Château nell’anno 1908, notò una strana lastra funeraria sulla tomba della marchesa Marie de Negre de Blanchefort. Le iscrizioni inconsuete lo colpirono e gli parvero molto antiche.

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la seconda lapide della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort

Quando Cros, tempo dopo, tornò nel cimitero, la lapide era sparita. Non vedendola più e conoscendo bene l’ignoranza del parroco, Cros lo rimproverò aspramente per non aver avuto cura di un pezzo di tale valore e per aver mancato di rispetto alla sepoltura della nobile. Saunière si difese rispondendo che aveva bisogno di spazio nel cimitero. Si racconta che i due uomini abbiano litigato furiosamente per questo motivo. Ma l’ingegnere non si dette per vinto. L’idea della lapide antica scomparsa continuò ad ossessionarlo per anni, tant’è vero che dodici anni dopo, nel 1920, si decise a disegnare la lastra tentando di ricostruirne l’aspetto grazie alla propria memoria e alle testimonianze dei paesani.

Secondo altre fonti si ipotizza che tutto ciò sia una mistificazione la quale ha al suo vertice come responsabili Pierre Plantard, presunto Grande Maestro del Priorato di Sion  e Philippe de Chérisey.

Sono quest’altre fonti sono stati loro ad aggiungere all’iscrizione originaria disegnata da Ernest Cros la scritta “Et in Arcadia Ego”; ma la testimonianza di Cros non conferma la presenza del motto: egli infatti pensava di ricordare semmai in tale posizione la presenza di segni cabalistici, forse templari.

A chi crediamo ? a Cros o a Plantard ?

Le ipotesi sono due:

1.Cros ha disegnato la seconda lapide come viene riportato nei disegni messi in rete

2.Cros ha disegnato la seconda lapide diversa da come la si vede in rete e Plantard ha messo in circolazione un falso togliendo di scena, in qualche modo, quello vero.

Una cosa potrebbe essere ovvia:

“Se” il disegno messo in rete risponde al vero e “se” in esso vi è nascosto un codice il quale potendo rivelare un segreto ha portato alla scomparsa della seconda lapide, mi sembra al quanto strano che la sua immagine venga fatta circolare in rete.

Basta andare su qualsiasi motore di ricerca per vederla e per estrapolare il segreto che contiene, ammesso che sia facile. Sauniere facendola sparire ci fa capire che il codice non era cosi difficile e che bastava rifletterci sopra per decifrarlo. Almeno cosi sembra.

Quindi è possibile che tale disegno sia veramente un falso e che sia stato fatto apposta per portare i curiosi su una falsa pista. Quindi l’ipotesi giusta è che sulla seconda lapide, ammesso che sia esistita, vi sono altre cose scritte. Ma quali ?

L’unico indizio per ora è che si tratta di segni cabalistici forse templari ma purtroppo non sappiamo quali e ritorniamo sempre alla questione dei due testimoni che hanno visto le due lapidi.

Non si sa molto su di loro e l’unica teoria che posso avanzare è che il disegno originale di Cros, se quello in circolazione è un falso, è sparito insieme al suo autore.

Ma al di là di ciò è realmente esistita una seconda lapide ? nessuno a parte i due testimoni l’ha vista.

Che la sua stessa esistenza sia a sua volta una falsa pista ?

E per quale motivo, se fosse tutta una montatura, è stata elaborata questa falsa pista ? gli unici elementi certi sulla Marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort erano il suo legame con i templari o meglio suo marito aveva tra i suoi discendenti Bertrand Blanchefort il sesto Gran Maestro dell’ordine.

Il collegamento quindi c’è ma dalla morte della marchesa alla creazione della sua lapide i fatti diventano strani.

È come se la figura della marchesa stessa fosse stata sfruttata per creare una falsa pista. Ma tutto ciò è assurdo.

Se si voleva far credere che delle persone avessero creato un falso disegno della lapide perche sono emersi altri due i quali, almeno questo dicono alcune fonti, hanno realmente visto e riprodotto la lapide ? e non dobbiamo dimenticare che Cros ha dichiarato di non aver visto il motto “Et In Arcadia Ego” che compare nei suoi disegni.

Essendo pochi gli indizi a favore di Cros mentre di Plantard se ne parla tanto, forse troppo, è possibile ipotizzare che la verità stesse dalla parte di Plantard. Me se fosse il contrario ?

Se i troppi indizi su Plantard sono stati piazzati deliberatamente per portare la gente sulla sua pista e se quelli su Cros hanno iniziato a sparire, forse perche guidavano alla verità, riducendosi ad un numero incredibilmente misero ?

Purtroppo, per chi non vuol far emergere la verità, gli indizi, prima o poi, emergono e basta ragionarci per capire che forse c’è del vero. Quindi forse la lapide è realmente esistita e Sauniere l’ha fatta sparire.

Ma c’è un dettaglio importante, se crediamo alla testimonianza di Cros, ossia che segni che lui vide sulla seconda lapide forse erano templari e ciò collima con la parentela che la marchesa aveva. A questo punto si può ipotizzare che l’abate Sauniere abbia fatto sparire la seconda lapide per il fatto che i “simboli templari” fossero facilmente identificabili e, sempre restando in campo delle ipotesi, gente come Plantard abbia sfruttato il fatto per creare una falsa pista.

Mettere il motto “Et In Arcadia Ego” quando tutti sanno il legame tra Sauniere e il dipinto di Poussin “I Pastori d’Arcadia”, nel quale ricompare tale motto, avrebbe creato un legame che con il tempo sarebbe sfociato nel nulla rendendo la questione della lapide stessa una vicolo cieco da abbandonare seduta stante.

Quindi se reputiamo questa tesi giusta e logica è possibile che la Marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort non solo fosse imparentata con i Templari ma fosse anche una discendente della stirpe reale.

A questo punto riprendiamo gli elementi elencati all’inizio dell’articolo e prendiamo gli ultimi tre:

5.nel Codice da Vinci il famoso Priorato di Sion nasconde al suo interno i discendenti stessi del sangue reale

6.secondo alcune fonti, non molto attendibili, Pierre Plantard, sarebbe non solo un discendente dei Merovingi, e quindi della stirpe reale, ma anche l’ultimo gran maestro del Priorato di Sion.

7.da una ipotesi i Merovingi non sono del tutto scomparsi ma si sono insediati nei Catari. Una volta scomparsi quest’ultimi i Merovingi sono entrati nei Templari fino ad arrivare a Rennes le Chateau.

Se ipotizziamo che i Merovingi siano passati dai catari ai templari e se come si nota nel Codice da Vinci i detentori del segreto e gli eredi stessi della stirpe reale erano insediati nel Priorato di Sion è possibile ipotizzare, nel caso di Rennes le Chateau, che la marchesa stessa fosse una discendente della stirpe reale, come Sophie Neveu nel Codice da Vinci, e che si sia andata a imparentare con un discendente dei Templari il quale, sempre nel campo delle ipotesi, aveva il compito di proteggerla. E’ vero che nel Codice da Vinci, Sophie viene protetta dal Nonno, presunto ultimo gran maestro del Priorato, ma io credo che Dan Brown non abbia solo letto la “Il Santo Graal”…

Che abbia letto anche qualche altro libro ?

Per ora mi fermo qui ma a breve verrà stilata la seconda parte con altre novità sulle quali sto lavorando

Lombardi David – LUMOS

Fonti Cartacee:

Il Codice da Vinci – Dan Brown

Il Santo Graal – M. Baigent, R. Leigh e H. Lincoln

Fonti Web:

http://arjelle.altervista.org/Arcadia/etinarcadiaego1bis.htm

DANTE UFOLOGICO NELLA CROCIFISSIONE: Un incredibile legame tra il Sommo Poeta e il Messia

Cosa lega il Sommo Poeta Dante Alighieri con il Messia Gesù Cristo ? e perché il primo dei due viene definito Ufologico nell’ambito di uno degli eventi più importanti della religione cristiana ?

In un curioso dipinto della crocifissione compaiono due strani elementi ad entrambi i lati della croce e questi due elementi, che in molti altri dipinti simili sembrano oggetti volanti simili ai moderni UFO, sono dei volti recanti il copricapo di Dante Alighieri.

Copia (2) di crucifixion-7

dipinto inerente la crocifissione con ad entrambi lati della croce due oggetti volanti simili al volto di Dante Aìlighieri

Come mai il volto di Dante compare in un ambito ufologico-religioso ?

Copia (3) di crucifixion-7

ingrandimento, per quanto mi è stato possibile, dei volti somiglianti al Sommo Poeta

Iniziamo con il dire che tutte le mie ricerche svolte dal 2009 fino ad oggi hanno messo in evidenza diversi elementi fondamentali per capire il cuore dell’articolo in questione:

1.Dante è legato all’astronomia sumera

2.nella Divina Commedia ci sono riferimenti al pianeta Nibiru

3.Nibiru è considerato il pianeta degli Annunaki le note divinità sumere

4.gli Annunaki corrispondono agli Elohim della Bibbia

5.alcuni dettagli della vita di Gesù Cristo pongono esso come presunto ibrido alieno ossia un essere metà terrestre e metà proveniente da un altro pianeta

6.in molti dipinti della crocifissione compaiono oggetti simili ai moderni UFO accanto alla croce

7.in un dipinto tali oggetti sono macchine guidati da esseri simili ad Angeli

Questi punti ci fanno capire che vi è un legame più forte di quanto si possa credere tra Dante Alighieri e Gesù Cristo ma veniamo al punto della situazione ossia:

Perché dei volti con un copricapo molto simile a Dante Alighieri fanno la loro comparsa in un dipinto della crocifissione ?

Cos’ha di cosi particolare il copricapo di Dante o un suo simile modello da comparire in un dipinto inerente una delle più importanti, se non la più importante, scena della religione cristiana ?

Una mia indagine in rete e in giro ai Giardini del Pincio mi ha potuto confermare che quel copricapo oltre ad essere indossato da Dante lo era anche da altri come Petrarca, Giotto e Virgilio.

Quindi possiamo escludere il Sommo Poeta come un caso isolato e fare come prima conclusione che tale copricapo poteva essere una moda oppure un segno di identificazione.

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immagine classica di Dante Alighieri

copia-di-img - Copia

immagine di Dante Alighieri nel manifesto dei RosaCroce.

Il copricapo di Dante e degli altri sembra una variante semplificata di copricapo degli Annunaki se andiamo a vedere la forma a campana sopra la testa, anche se poi scende dietro quest’ultima, e poi la striscia orizzontale all’altezza dei capelli anche se negli annunaki vi sono più di una striscia.

Copia (4) di crucifixion-7

Ma la domanda che ho fatto poco fa va esaminata con molta più attenzione in quanto bisogna anche chiedersi cosa c’era da sorvegliare nella questione della crocifissione ?

A questo punto dobbiamo prendere in esami altri elementi:

1.Gesù potrebbe essere nato da una madre umana e un padre alieno

2.il padre potrebbe essere un Annunaki/Elohim

3.Gesù è una figura di importanza fondamentale per il passaggio dal politeismo al monoteismo

4.Gesù potrebbe aver avuto una stirpe sfociata poi nei Re Merovingi

5.Alcuni simboli Merovingi sono stati trovati nell’ultima roccaforte dei Catari, un ordine legato ai Templari e a Rennes le Chateau

6.Dante Alighieri è vissuto nell’arco di tempo in cui scomparivano i Catari e si formavano e scomparivano “ufficialmente” i Templari

7.Dante Alighieri nel manifesto Rosacrociano indossa una possibile veste Templare

8.si ipotizza che dai Merovingi i discendenti di Gesù siano sopravvissuti dai catari fino ai Templari se non oltre

Dove ci portano tutti questi elementi ?

Ci portano a dedurre che non solo Dante Alighieri era connesso con i Templari ma che la sua “possibile immagine” presente in un dipinto della crocifissione stesse ad indicare che il Sommo Poeta sapesse più di quanto desse a vedere.

Ma cosa sapeva ?

E se Dante fosse un membro segreto dei Templari e se la sua stirpe fosse entrata tra i Templari grazie ai Catari e in quest’ultimi avesse fatto questo passaggio dai Merovingi ?

Dante sarebbe un discendente della stirpe di Gesù Cristo ?

Abbiamo a che fare un discendente della stirpe degli Annunaki/Elohim ? oppure abbiamo a che fare con uno dei tanti iniziati che si sono presi la briga di preservare uno dei più grandi segreti della storia dell’umanità molto scomodo per certi enti ?

Un altro elemento potrebbe aiutarci a farci strada in questo corposo tunnel di indizi ed è il seguente:

Un suo noto discendente, che il Sommo Poeta descrive nel Paradiso, è stato investito cavaliere da Corrado III di Svevia e partecipò alla seconda crociata che andò dal 1147 al 1149.

Cosa dimostra questo fatto ?

Apparentemente nulla, ma se andiamo a vedere a tale crociata, vi presero parte anche i Cavalieri Templari e quindi un riferimento ci dovrà pur essere, se Dante viene raffigurato in un manifesto dei RosaCroce con un abito Templare.

A questo punto la domanda è:

il suo discendente, il trisavolo Cacciaguida, faceva parte del gruppo di persone della regione di Svevia la quale faceva capo al Sacro Romano: c’è un qualche alquanto legame particolare tra Cacciaguida e i Cavalieri Templari che facevano parte del Regno di Gerusalemme ?

Dopo tutto quello che è stato appreso nel precedente articolo dal titolo “Dante Alighieri e Leonardo da Vinci: Custodi della conoscenza degli Annunaki” ed in altri articoli scritti da me sul famoso mistero di Rennes le Chateau reperibili nella sezione “Misteri della religione” del portale “lombardimistero.wordpress.com” non possiamo parlare di semplice coincidenza.

Tornando quindi al nocciolo della questione:

Come mai un volto con il copricapo di Dante compare in un dipinto della Crocifissione ?

Il copricapo è al 90% quello del Sommo Poeta e quest’alta conferma mi è stata data dalla scrittrice Chiara Dainelli molto esperta nel campo Dantesco.

Dante di sicuro era a conoscenza di qualche altro dettaglio che per ora ignoriamo ma i pochi elementi a nostra disposizione non solo lo vedono coinvolto nella conoscenza delle vere origini dell’astronomia, di quest’ultima legata ai sumeri, del pianeta Nibiru e del secondo sole o Nana Bruna la quale rende il nostro sistema solare un sistema Binario (ipotesi confermata dal ricercatore Andy Lloyd) ma è anche coinvolto in qualcosa di ancor più misterioso un evento molto importante o meglio fondamentale nella religione cristiana:

La Crocifissione di Gesù Cristo.

Non ci resta che scavare ancor più in profondità per arrivare alla radice di questa intricata verità

Lombardi David – Direttore C.I.R.

Fonti cartacee:

Dark Star: The Planet X Evidence – Andy Lloyd

Il Codice Astronomico di Dante – Chiara Dainelli

Fonti web:

https://lombardimistero.wordpress.com/2013/12/01/dante-alighieri-e-leonardo-da-vinci-i-custodi-della-conoscenza-degli-annunaki/