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INTERVISTA A GIORGIO BAIETTI

Giorgio Baietti - scrittore e grande esperto del mistero di Rennes le Chateau

Giorgio Baietti – scrittore e grande esperto del mistero di Rennes le Chateau

INTERVISTA A GIORGIO BAIETTI

autore dei libri “L’ENIGMA DI RENNES LE CHATEAU” & “LO SPECCHIO INVERSO”

1.Come nasce la tua passione verso il mistero di Rennes le Chateau ?
1.La mia passione, o amore, per Rennes le Chateau nasce nel lontano 1986 quando, in una stanza della Casa dello Studente di Genova, per puro caso ho trovato il manoscritto di uno studente greco-cipriota che descriveva il mistero di questo villaggio e gli enigmi del parroco Sauniere. Questo studente poi è morto in uno stranissimo incidente e, quindi, non ho potuto chiedergli ulteriori informazioni. Ho passato praticamente l’intera notte a leggere il manoscritto e una “febbre” di ricerca mi ha contagiato e…per fortuna non ne sono mai guarito!

2.Secondo te cosa si nasconde dietro la misteriosa ricchezza dell’abate Bèrenger Saunière ?
2.E’ davvero un grande enigma. Un semplice parroco di provincia che diventa improvvisamente ricchissimo e altrettanto strano. Si racconta di lingotti d’oro che la sua perpetua, Marie Denarnaud avesse nascosto nelle cantine di Villa Betania, una delle sue costruzioni e di frasi sibilline dette dalla stessa donna come: “La gente di qui cammina sull’oro e non lo sa”, e ancora, “Con quello che ha lasciato il parroco si potrebbe vivere per centinaia di anni ma io non lo posso toccare”…ecco, in questa frase a mio avviso, si nasconde il vero segreto e cioè, una ricchezza alchemica che solo i veri iniziati possono manipolare e gestire, gli altri no. In seguito mi sono occupato anche di un altro parroco miliardario, don Giuseppe Bertolotti di Altare (Savona), il quale, con analoghe modalità (estrazione poverissima e parroco di un piccolo villaggio privo di ricchezze significative), è divenuto miliardario in pochissimo tempo. Entrambi i personaggi hanno, inoltre, una caratteristica che li accomuna: i sacerdoti che li hanno preceduti e quelli che li hanno poi sostituiti alla guida delle parrocchie (Rennes le Chateau e Altare) sono morti poveri e hanno vissuto una vita modesta, priva di alcuna annotazione. Quindi, la grande ricchezza è stata scoperta e utilizzata solo da loro due e non ha lasciato tracce per altri.
3.perché delle quattro famose pergamene trovate dall’abate Saunière vengono mostrate solo due ? è possibile che siano solo dei falsi ?
3.Sulle pergamene è stato scritto tutto e il contrario di tutto, però, mi chiedo, come mai questo accanimento per dimostrare che sono dei falsi? Forse fa comodo a qualcuno? Ovviamente questo servirebbe come depistaggio. Comunque non ho prove per dimostrare la loro autenticità o falsità, ma nemmeno mi interessa più di tanto, sono solo un tassello del grande enigma, uno dei tanti punti di questo mistero che è sempre affascinante

4.E’ possibile che il segreto di Saunière sia legato all’ordine Templare ?
4.Sicuramente la presenza Templare in zona è molto forte e non dimentichiamo la fortezza di Bézu dove i Templari hanno continuato a professarsi tali anche dopo il 1307, anno dello scioglimento dell’ordine. Qui, nella metà del Trecento, alcuni monaci che si professano Templari a tutti gli effetti, sono arrestati perché emettevano monete d’oro senza autorizzazione. Dove prendevano tutto questo oro? io sono stato diverse volte a Bézu e devo dire che, oggi, ci sono soltanto rocce e ruderi; sicuramente i castellani sapevano dove trovarlo. Sarà un caso, ma Dan Brown nel Codice da Vinci, utilizza proprio questo nome, Bézu Fache, per il poliziotto impersonato da Jean Reno. Questa è una zona di Templari e Catari e la loro presenza è ben viva per diversi secoli dopo il loro annientamento da parte della Chiesa.

5.Quale segreto si nasconde dietro la lapide della marchesa Marie de Nègre d’Ables ? si dice che Saunière cancellò le iscrizioni di una delle due lapidi, quella orizzontale, ma stando a varie fonti non ci sono foto di quella lapide ma solo di quella verticale. Qual è la tua spiegazione in merito ? il disegno, che compare in alcuni libri, della lapide orizzontale è un falso ?
5.La lapide della marchesa è un punto fermo in parecchie pubblicazioni, soprattutto, francesi ma, anche su questo punto non è mai stata fatta chiarezza. Quello che è certo è il forte legame che lega la famiglia della nobildonna alla Massoneria e ai Templari per via dell’avo Bertrand de Blanchefort e poi a Marconis de Negre, creatore del rito di Narbonne della Massoneria. La data della morte della marchesa, 17 gennaio, è la ciliegina sulla torta, il punto fermo attorno a cui ruotano tanti enigmi.
6.si narra che Saunière andò a Parigi a far decodificare le pergamene ma molti ricercatori scartano questo elemento ritenendo che Saunière non sia mai stato a Parigi. Puoi fornirci un tuo parere ?
6.Sul viaggio a Parigi ci si deve affidare a ciò che scrive Gerard de Sede, invece sulla presenza di Saunière a Lione vi è una ricevuta di locazione d’affitto di un appartamento che il parroco aveva pagato. Il documento mi è stato mostrato da un ricercatore francese a casa di Graham Simmans, scrittore e studioso dell’argomento che aveva una casa proprio di fronte alla chiesa di Rennes le Chateau e dove ho avuto la fortuna di soggiornare a lungo

7.una tua opinione sul famoso “Serpente Rosso”, famoso libricino i cui versetti sono legati al mistero di Rennes. Pensi che i tre autori si siano realmente tolti la vita o si è trattata di un abile messa in scena ? pensi che il libro sia vero o anch’esso una sorta di finzione per creare più mistero attorno al mistero di Rennes ?
7.La morte dei tre scrittori è alquanto strana e si colloca nella scia delle “strane morti” collegate a Rennes le Chateau. Tre impiccagioni quasi in contemporanea sono piuttosto bizzarre; forse si doveva indagare più approfonditamente. Ricordo solo che non sono le uniche ma altre persone sono morte in modo misterioso, come la signora Georgette Roumens Talon, assassinata nella sua casa di Parigi nel 1974. Lei non era parigina…proveniva dalla zona di Rennes le Chateau ed era parente della perpetua del parroco Saunière. L’assassino apparteneva ad una setta e non ha mai rivelato il motivo di tale gesto! Proprio per questi motivi penso che Il Serpente Rosso nasconda tra le sue righe un enigma e che era pericoloso rivelare

8.In base a quanto emerge dal libro “Il Santo Graal” di Baigent, Leigh e Lincoln, in base al famoso romanzo “Il Codice da Vinci” e in base a tutti gli altri libri che scrivono teorie in merito ritieni possibile che il segreto di Saunière possa essere il Santo Graal inteso come Sang Real ossia il Sangue della stirpe di Gesù Cristo e Maria Maddalena ?
8.Sì, è un’ipotesi plausibile ma non è la strada che ho sempre seguito. Secondo me Rennes le Chateau è davvero un luogo magico, un luogo alchemico dove, chi ne ha e conoscenze, può manipolare la materia e trasmutarla a suo favore. Del resto basta andarci per rendersene immediatamente conto. Quella è davvero una zona bellissima e molto, molto particolare

9.parlando di coincidenze come spieghi il fatto che il fenomeno delle mele blu e la pubblicazione del Serpente Rosso siano legati alla data 17 gennaio guarda caso data di morte della marchesa de Nègre ?
9.La data del 17 gennaio è altamente simbolica. Il fenomeno ottico delle “mele blu” avviene non solo a Rennes le Chateau ma anche a Brenac, paese non molto distante e che ho scoperto proprio in questa data, grazie alla collaborazione di due amici ricercatori, Gian Claudio Aranzulla e Carlo Stagliano. Quindi, volutamente, due sacerdoti (Saunière e Courtade) realizzano delle vetrate affinché il sole proprio in quella giornata, e solo in quella, crei la figura luminosa delle mele.

10.cosa lega la questione di Rennes, ai catari, ai templari ed ai rosacroce ? entrambi i tre gruppi erano a conoscenza del segreto scoperto da Saunière ?
10.Catari, Templari e Rosacroce, non a caso è il sottotitolo del mio primo libro su Rennes le Chateau! Sì, come già detto prima, questa è una zona imbevuta di Catarismo e Templarismo e la Rosa Croce alchemica non può che inserirsi nel disegno misterioso. Rimando alla lettura dei miei libri per i dovuti approfondimenti

11.Secondo alcune fonti il mistero della ricchezza di Saunière deriverebbe da un consistente traffico di messe. Secondo te in ciò si nasconde il segreto dell’abate Saunière ?
11. Io personalmente non credo che Bérenger Saunière abbia accumulato le sue grandi ricchezze vendendo messe. Avrà sicuramente incrementato i propri guadagni ma non da raggiungere le cifre che conosciamo. E poi, per quale motivo ci si sarebbe dovuti rivolgere per delle celebrazioni proprio al sacerdote di una sperduta parrocchia di collina? Il mistero è ben altro e si annida nel territorio e nelle strane gite pomeridiane che il curato faceva scendendo a valle, lungo il torrente de Couleurs da cui ritornava con sacchi pieni di…pietre. Forse non erano tutti sassi quelli che raccoglieva ma ben altro! Anche monsignor Bertolotti ad Altare e un altro parroco di un paese vicino su cui sto svolgendo proprio adesso delle indagini che pubblicherò presto in un mio libro hanno fatto i miliardi ma a nessuno è venuto in mente di dire che guadagnavano celebrando messe dalla mattina alla sera. L’enigma, lo ripeto, è insito nella zona, una terra ricca di fascino e di misteri ancora irrisolti. Ricchezza o non ricchezza di Saunière nulla cambia.
12.ultima domanda: guardando il mistero di Rennes le Chateau da un punto di vista giallo-complottistico pensi che esista un gruppo di persone che mirino a gettare, su di esso, un alone di falsità per evitare che il mondo riesca a vedere quello che vi si nasconde realmente dietro ?
12.Sicuramente. Rennes le Chateau, villaggio di 70 abitanti appollaiato sulla cima di una collina fa paura; spaventa per il suo messaggio e per i suoi enigmi che affondano le radici nella storia più antica. E’ un luogo magico e mistico e proprio per questo scombussola l’ordine precostituito che saccenti prezzolati e organizzazioni molto influenti vogliono mantenere tale. Guai a parlare di enigmi; la parola “mistero” non deve mai comparire, tutto deve essere chiaro, codificato e… banalizzato. Queste persone non hanno capito una cosa fondamentale: Rennes le Chateau è un sogno, un’ipotesi di magia dai mille colori e pulsante in un mondo che si vuole vedere piatto, freddo e con solo due colori, bianco e nero e l’unica eccezione consentita da queste “autorità” è il grigio!

Giorgio Baietti e Marco Berry del programma mistero

Giorgio Baietti e Marco Berry del programma mistero

Un grazie di cuore al mio amico Giorgio Baietti per aver partecipato a questa intervista
Lombardi David – LUMOS

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INTERVISTA A BIAGIO RUSSO

biagiorusso

INTERVISTA A BIAGIO RUSSO

Autore del libro “Schiavi degli Dei”

1.Com’è nato questo tuo interesse verso le origini del genere umano ?

R. Prima di rispondere consentimi di ringraziarti per l’ospitalità. Veniamo a noi. Come ho scritto nelle prima pagine del libro, tutto ebbe inizio quando avevo circa 12 anni; inizialmente mi avvicinai al mistero, in generale, con curiosità che con il passare degli anni diventò interesse, passione e mania di sapere che si è poi concentrata sul cercare di avere delle risposte circa le origini del genere umano e su questo argomento

2.Partendo dal testo dell’Enuma Elish ritieni plausibile che la nascita della vita sulla terra, un tempo chiamata Tiamat, sia stata causata dallo scontro tra Tiamat e uno dei satelliti del pianeta meglio conosciuto come Nibiru ?

R. Ovviamente posso solo ipotizzarlo, è nota e scientificamente sostenuta la teoria panspermatica. Quindi, si potrebbe ritenere plausibile l’apporto di vita da parte di Nibiru. Tuttavia, rimane un’incognita irrisolta:l’Enuma Elish ci racconta cosa è accaduto nel nostro Sistema Solare, ma non quando. Sulla base delle nostre conoscenze attuali, la Terra si formò 4,5 miliardi di anni fa e l’ossigeno necessario alla vita, come la conosciamo noi, raggiunse valori coerenti ad essa circa 1,4 miliardi di anni fa. Va da se che, se l’impatto Tiamat/Nibiru fosse avvenuto dopo tale data, il nostro pianeta “fosse già vivo” e, pertanto, all’evento astronomico in questione non si può attribuire la paternità primigenia e fondante della vita sulla Terra.

3.La nostra “genesi” è stata elaborata partendo da esperimenti genetici effettuati sulle scimmie ? Se cosi fosse la nostra genesi è totalmente diversa di quella narrata nei testi biblici ?

R. No, la genesi del nostro genere umano non si può attribuire ad esperimenti effettuati sulle scimmie, ma su un essere primitivo già esistente che subì un’accelerazione evolutiva. I testi biblici sono controversi, pertanto, secondo me e alla luce dei risultati delle mie ricerche, non possono essere presi come riferimento, basti tener conto che il capitolo 1 della genesi riporta un tipo di creazione (“maschio e femmina li creò”) che subito dopo, nel capito 2, viene smentito e riproposto in maniera diversa (viene prima creato l’uomo e poi, dalla costola di questi, viene creata la donna); una riedizione che, lasciamelo dire, esprime esplicitamente una misoginia incontrovertibile e che ho trattato in convegni specifici, come quello dedicato alla Grande Madre organizzato dal Comune di Roma e che mi ha visto relatore in Campidoglio qualche mese fa.

4.Tornando per una attimo alle divinità sumere è interessante anche il tuo parere sulla loro diffusione in tutto il pianeta: Secondo Zecharia Sitchin le divinità Sumere o Annunaki sarebbero gli stessi Neteru degli Egiziani, gli stessi Elohim della Bibbia ed anche le divinità delle civiltà come Maya, Inca e Aztechi. Cosa ne pensi ?

R. Condivido, ma è necessaria una precisazione. Gli elohim non sono un’altra cosa rispetto agli Anunnaki; il termine ebraico elohim rappresenta una evoluzione linguistica del termine cananeo El, a sua volta proveniente dall’accadico Il e Ilu, evoluzione del termine sumero DINGIR, un pittogramma, quest’ultimo, riproducente una stella ad otto punte, un determinativo che veniva messo davanti ai nomi dei Signori per indicarne la superiorità sovrana e divina, per esempio DINGIR A.NUN.NA (in sumero), ilu a-nun-na-ki (in alto accadico) o, se vogliamo, “elohim anunnaki”.

5.Secondo alcune ricostruzioni fatte da Sitchin è emerso che gli Annunaki concessero agli umani nel crearli la capacità di procreare ma non di avere la vita eterna o immortalità. Anzi nell’episodio in cui Adapa viene portato su Nibiru gli viene proibito di mangiare e bere altrimenti sarebbe morto. Cosa puoi dirci a riguardo ?

R. Premetto che Sitchin ha avuto il grande merito di diffondere la storia e le conoscenze dei Sumeri come nessuno prima aveva mai fatto, almeno non con la stessa profondità, di questo bisogna doverosamente dargliene atto. Ma è altrettanto doveroso rilevare, quanto ormai acclarato, che lo stesso si è attribuito traduzioni evitando di citare i veri autori padri dell’assiriologia e sumerologia o non citandoli a dovere: diciamo che è stato “poco attento!”. Ciò premesso, è da rilevare, purtroppo, che laddove Sitchin ha presentato proprie traduzioni, queste si sono rivelate false causando gravi ed errate convinzioni, se non addirittura certezze, nei suoi lettori che, sebbene ciò, oggi continuano a difenderlo strenuamente. Per quanto riguarda gli Anunnaki e gli umani, allo stato attuale delle mie conoscenze, questi ultimi erano già capaci di procreare e nessun testo antico afferma il contrario o attribuisce tale capacità al dono dei Superiori. Certamente gli uomini non avevano una vita eterna, d’altronde la spinta evolutiva subita dai nostri antenati fu determinata da un apporto di DNA Anunnaki parziale, non totale. Credo che il mito di Adapa riveli in maniera allegorica che l’allungamento della vita fosse possibile anche senza intervenire geneticamente, ma apportando nel corpo elementi esterni tramite cibo o bevande ed Enki, il protettore/padrone di Adapa, non voleva minimamente che ciò accadesse.

6.Un argomento che hai trattato e che da anni incuriosisce la gente è quello dei giganti. Al di là delle tue ricerche e di quelle di altri ricercatori cosa ne pensi della realtà di tale argomento ? quelle foto che circolano sulla rete in merito a ritrovamenti di scheletri i quali riproducono le caratteristiche dei famosi giganti sono veri ? Secondo te tale argomento al di là di tutto quello che viene detto ha una reale consistenza ?

R.: Certamente l’argomento dei giganti per me ha una reale consistenza; d’altronde anche la Bibbia in Genesi 6:4 ne fa menzione nominandoli nel contesto dell’unione dei Figli di Dio con le belle figlie dell’uomo:C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorirono loro dei figli […]”; il mondo è pieno di reperti ossei fossilizzati e, in alcuni casi, di scheletri interi di enormi dimensioni. Tuttavia, molte delle foto che circolano in rete sono false, sono ritocchi effettuati con softwares di grafica se non vere e proprie realizzazioni originali, e questo non fa certamente bene alla ricerca seria.

7. Le ultime quattro domande le voglio incentrare sull’argomento più curioso ossia su Nibiru e sulla tavola sumera che lo riproduce: Nel tuo libro fai notare come in lontananza di quello che i Sumeri riproducono come il sistema solare vi è un altro “pallino” il quale potrebbe essere un altro pianeta molto più distante rispetto agli altri. Secondo le ricerche di Andy Lloyd Nibiru orbiterebbe accanto ad una Nana Bruna, stella compagna del nostro sole, posizionata ai confini del sistema solare vicino la Nube di Oort. E’ possibile che quel puntino sia la Nana Bruna di cui parla Lloyd ?

R.: Secondo le nostre attuali conoscenze scientifiche, nel rispetto delle leggi della Fisica, no! Cioè, no relativamente a Nibiru, mentre risulterebbe probabile l’esistenza della Nana Bruna.

8. Nel libro apocrifo di Enoch quest’ultimo parla di un decimo cielo chiamato costellazione dell’Aquila. Tale “Cielo” viene descritto come “fascia di pianeti o possibili basi extraterrestri” e definito come luogo di provenienza dei nostri progenitori o divinità. La posizione di esso è tra Marte e Giove ossia lo stesso punto dove i Sumeri collocano Nibiru. Enoch definisce tale cielo come luogo di provenienza di coloro che in qualche modo ci hanno creato e guarda caso nello stesso punto i Sumeri collocano Nibiru. Una tua opinione a riguardo

R.: L’Epica della Creazione, anche conosciuta come “Enuma elish”, tra Marte e Giove colloca Tiamat, non Nibiru. Quest’ultimo, un oggetto cosmico che invase il Sistema Solare, ebbe il suo perielio proprio tra Marte e Giove entrando in collisione con Tiamat.

9.Secondo Andy Lloyd anche Dante Alighieri era a conoscenza di Nibiru e della Nana Bruna. Negli ultimi versi del Paradiso parla di un qualcosa che è al sole di troppa larga cintura (riferimento alla grande orbita di Nibiru), parla di ambo le corti celesti (due fonti di luminosità quindi potrebbero essere il sole e la sua compagna ossia la nana bruna) e di creatura e creatore (la terra/Tiamat pianeta creato ossia sul quale è stata creata la vita e Nibiru pianeta creatore che ha innestato la vita su Tiamat). In base a ciò, a quello che sai tu e in base alle ricerche di Lloyd pensi che ci sia del vero? Pensi che Nibiru esista realmente e che la sua conoscenza si sia tramandata dai Sumeri fino a Dante Alighieri ?

R.: Dante Alighieri si dice fosse un iniziato, membro dei “Fratelli d’Amore”, e che usasse un codice segreto con il quale comunicare con i suoi fratelli; ma va doverosamente aggiunto che la Divina Commedia è un’opera allegorica oltreché esoterica (vedi “L’esoterismo di Dante” – René Guenon). Inoltre, la nana bruna non è luminosa, quindi decade l’ipotesi delle “due fonti di luminosità”, come tu le hai definite. Tuttavia, Dante parla di “corti celesti” e in questo caso la seconda corte potrebbe essere attribuita alla nana bruna seppur non luminosa. Però, in ultima analisi, Nibiru o Neberu, come spesso viene indicato dai maestri dell’assiriologia, significa letteralmente “viaggiare, errare, attraversare” e negli antichi testi originali non troviamo nessun riferimento al suo periodo orbitale di 3.600 anni. Personalmente non ho certezza circa l’esistenza o meno di questo corpo celeste, ho la certezza che sia entrato nel nostro Sistema Solare per poi riuscirne, così come è riportato nell’ “Epica della creazione”.

 10. Notando che la conoscenza astronomica su Nibiru è stata in qualche modo non resa nota nei libri di storia delle scuole, notando che le conoscenze astronomiche di Enoch non sono state riconosciute dalla chiesa e quindi ritenute apocrife e dato che il Sommo Poeta Dante Alighieri ha nascosto le sue presunte conoscenze di Nibiru negli ultimi versi del Paradiso. Sei anche tu del parere che tutto ruota attorno alla questione “ASTRONOMICA” di cui ci sono stati nascosti deliberatamente alcuni aspetti fondamentali ?

R.: Credo che nei libri di Storia ci sia molto che non sia stato reso noto, a principiare dai Sumeri e di tutta una serie di “informazioni” che sono state dimenticate. La questione astronomica era molto importante, tuttavia, alla luce di quanto ho risposto in precedenza, ritengo che non si possano considerare nascosti quegli aspetti che del “fondamentale” non hanno l’attributo.

Biagio Russo (Ricercatore e autore di "Schiavi degli Dei") insieme a me al convegno "MISTERO DELLA GENESI: L'alba del genere umano

Biagio Russo (Ricercatore e autore di “Schiavi degli Dei”) insieme a me al convegno “MISTERO DELLA GENESI: L’alba del genere umano

Un grazie di cuore al mio caro amico Biagio Russo per avermi concesso quest’intervista. il portale LUMOS ringrazia

Lombardi David – Direttore C.I.R. e Fondatore del portale LUMOS

Intervista a Chiara Dainelli

INTERVISTA A CHIARA DAINELLI AUTRICE DEL LIBRO:

“IL CODICE ASTRONIMICO DI DANTE – il sapere proibito della Divina Commedia”

D.L.  Come è nata questa tua ricerca su Dante Alighieri ?

C.D. In primo luogo permettimi di ringraziare la Eremon Edizioni, che ha creduto e voluto pubblicare questo mio studio; Salvatore Spoto, che con la sua prefazione ha dato un arricchimento senza dubbio moto forte e prezioso al mio libro; e il curatore della collana “Quinta Essentia”, di cui fa parte il mio saggio, Massimo Bonasorte.

Questo mio studio su Dante è nato ai tempi dell’Università, ma la mia passione per il Sommo Poeta nasce fin da piccola: sono cresciuta in un ambiente nel quale si è sempre coltivato un profondo rispetto e amore per la cultura italiana e l’immagine dell’Alighieri mi è sempre stata portata ad esempio per la sua grandezza e la sua importanza! Crescendo la curiosità per gli scritti e le opere del Padre della Letteratura italiana si è sempre più rafforzata, spingendomi poi, grazie agli studi universitari, come accennavo sopra, ad analizzare tutti i 100 canti della “Comedìa”. Una vera e propria rivelazione canto dopo canto, verso dopo verso! Fino all’intuizione, come amo definirla, della conoscenza da parte di Dante, della Precessione Equinoziale, che ho avuto leggendo i versi 22-27 del I canto del Purgatorio, dai quali è nato questo mio studio, che mi ha portata alla consapevolezza che all’interno della “Divina Commedia”, ci fosse un’assoluta conoscenza di nozioni a livello astronomico, che per l’epoca medievale risulterebbero a dir poco impossibili!

D.L. Nel tuo libro oltre a mostrare come Dante possedeva svariate conoscenze sui moti della Terra,  sulla precessione equinoziale e su tante altre cose inerenti, mostri come queste conoscenze emergano andando dall’Inferno fino al Paradiso. Dante ha disposto le sue conoscenze con uno schema preciso ?

C.D. L’Astronomia è una scienza molto presente all’interno della “Divina Commedia”: i passi a carattere astronomico, attraverso le tre Cantiche, si susseguono con un preciso ordine. L’Alighieri lascia un percorso, ben scritto e segnato, in alcuni punti ancora da decifrare, ma visibile, che ci indica la via per arrivare a comprendere non un labirinto di nozioni medievali, ma un tragitto ben delineato di conoscenze matematico-astronomiche. In tal modo, nel corso della mia ricerca, ho scoperto i rapporti logici tra la Terra e la Luna e il Sole nella Cantica dell’Inferno, tra la Terra e le costellazioni nel Purgatorio, fino a giungere al Paradiso, nel quale vengono presi in considerazione i pianeti del Sistema Solare e le loro influenze sullo scibile umano, prendendo l’assetto aristotelico-tolemaico esclusivamente come un tramite per meglio ordinare le varie discipline e dottrine.

D.L. Il sottotitolo del tuo libro è “il sapere proibito della Divina Commedia”. Pensi che Dante in qualche modo abbia fatto parte di una qualche società o organizzazione che mirasse a preservare un segreto ? Un segreto che la Chiesa non volesse fare emergere ?

C.D. Si ritiene che Dante facesse parte dei “Fedeli d’Amore” e la letteratura riguardo a tale argomento è molto vasta e riccamente esaustiva! E’ naturale che le conoscenze astronomiche (e non solo) dell’Alighieri dovessero in un qualche modo essere “tutelate” dal Poeta stesso, in un periodo nel quale la Chiesa mirava a tessere il suo potere, non solo spirituale, ma anche temporale, su gran parte della nascente Europa. Al popolo bastava “leggere” i dipinti e le sculture che ornavano le chiese e le cattedrali per avere quel che bastava a calmare gli animi sulla storia del mondo e la futura risurrezione dopo la morte! Ma è anche comunque curioso che l’Opera Massima dell’Alighieri venisse letta durante le funzioni religiose!

In un qualche modo la Chiesa, nei secoli dell’Età Medievale e Moderna ha sempre cercato di preservare e tenere proprie determinate verità: basti pensare al processo intentato verso Galileo Galilei, colpevole di aver affermato che fosse la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa. La sua frase celebre “Eppur si muove”, all’uscita del tribunale, è indice che ancora nell’era moderna, in piena Controriforma, la Chiesa di Roma tenesse ben custidite nozioni scientifiche. Se così si comportava nel XVII sec., immagino largamente, che nel 1300 le “briglie” della scienza fossero tenute saldamente da una Chiesa che doveva, visto il periodo storico, rinnovarsi di fronte all’intera comunità cristiana!

D.L. Da quali fonti Dante ha estrapolato le sue conoscenze ?

C.D. Tolomeo d’Alessandria è il tramite che ha permesso all’Alighieri di conoscere la precessione equinoziale e le altre grandi nozioni astronomiche che indico nel mio libro. Tolomeo scrisse nel II sec. d.C. un “Trattato di Astronomia” o “Sintassi Matematica”, meglio conosciuto come “Almagesto”. All’interno di tale monumentale opera non viene solamente spiegata la famosa teoria geogentrica, sulla quale si basò tutto il Medioevo, ma sono raccolte tutte le scoperte dei grandi matematici  e astronomi precedenti a Tolomeo, tra cui Ipparco di Nicea, vissuto nel II sec. a.C., che, nella nostra cultura greco-romana, fu lo scopritore della precessione equinoziale. L’ “Almagesto” contiene tutte le scoperte di Ipparco di Nicea che si ritrovano perfettamente compenetrate nei versi astronomici della “Divina Commedia”.

Subito dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la cultura greco alessandrina cadde nell’oblio! Paradossalmente fu a causa dello scontro-incontro tra la cultura islamica orientale e la cristiana occidentale (avvenuto prima con le invasioni musulmane fermate da Carlo Martello a Poitiers, e successivamente con le crociate), che ritornarono sulla scena intellettuale europea, grandi filosofi e matematici, quali Aristotele e appunto Tolomeo.

Nella prima metà del XII sec., fra i traduttori di opere scientifiche, si fa notare Gherardo da Cremona, che sotto richiesta di Federico Barbarossa, diventa traduttore e divulgatore dell’ “Almagesto” di Tolomeo.

Un uomo di grande ingegno, quale fu l’Alighieri non poteva non aver letto, o se non altro non venire a conoscenza dell’opera del grande alessandrino; e infatti Gherardo da Cremona viene citato dal Sommo Poeta nel “Convivio”, precisamente nel II capitolo, paragrafo XIV!

Ecco il filo conduttore che lega Dante Alighieri, Tolomeo d’Alessandria e Ipparco di Nicea, ad una distanza temporale, tra il primo e l’ultimo, di quindici secoli!

D.L. Pensi che Dante sapesse di più di quello che fino ad ora è emerso grazie al tuo lavoro e a quello di altri validi esperti ?

C.D. Indubbiamente il Sommo Poeta, nonostante siano settecento anni che lo studiamo e lo approfondiamo ha, secondo me, ancora molte sorprese in serbo per noi. D’altronde le cosiddette “cruces” dantesche sono ancora molte e le ipotesi interpretative, risultano senza dubbio suggestive.

D.L. Ritieni possibile, visto che il cammino di Dante procede da un posto buio come l’Inferno fino a un posto lucente come il Paradiso, che l’intera Divina Commedia sia un cammino verso la luce intesa come fonte di conoscenza ?

C.D. Il viaggio ultraterreno del Pellegrino Dante è completamente rivolto verso la direzione della conoscenza, e la prova ce la fornisce direttamente l’Alighieri nei versi 110-136 del XXXIII° canto del Paradiso. In tale passo il Sommo Poeta si ritrova a contemplare i misteri della Trinità e dell’Incarnazione, ma prima di esporre, in forma figurata, la sua percezione dei massimi misteri, il Poeta previene l’obiezione che chiunque potrebbe muovergli, riguardo al modo da lui adottato nel rappresentare la Divinità, attraverso figure che si succedono implicandosi progressivamente; inoltre avverte che quel che rimane non propriamente rigoroso dal punto di vista teologico, nel suo procedimento, è un difetto riguardante i limiti della virtù intellettiva del contemplante e alle possibilità concesse all’espressione poetica e non all’oggetto in sé. In pratica la visione intellettuale dell’uomo non può afferrare l’essenza divina nella sua unità, ma può penetrare in essa lentamente distinguendovi successivamente diversi aspetti.

In un lasso di tempo brevissimo a Dante appaiono tre sfere, di tre colori, e di una medesima dimensione: sono le tre persone della Trinità, uguali tra loro e distinte negli attributi. Uno dei tre giri pare riflettersi in un altro, e il terzo, simile al fuoco, spirare in ugual misura da entrambi i primi due. Il primo cerchio riflettente è il Padre, quello riflesso è il Figlio, generato dal Padre, il terzo, fuoco d’amore, è lo Spirito Santo, che procede ugualmente dal Padre al Verbo. Dante dopo avere osservato attentamente, vede dipinto dentro il secondo cerchio l’immagine umana: ecco la figura dell’ineffabile mistero dell’Incarnazione, nella quale il Verbo divino divenne vero Uomo, pur rimanendo al tempo stesso vero Dio.

Ma Dante va oltre: se questi versi esprimono i massimi assunti teologici, concentrano le maggiori argomentazioni matematiche. Dal verso 133 al 136 del medesimo canto, il Poeta si ritrova nella stessa condizione di un geometra, che si applica, concentrando tutte le sue facoltà mentali, all’insolubile problema della quadratura del cerchio, e non può trovare il principio, di cui avrebbe bisogno per risolverlo, vale a dire, l’esatto rapporto tra il diametro e la circonferenza. Così si pone Dante di fronte a quella straordinaria visione che comprende insieme l’effige umana adattata nella forma del cerchio nella quale si compenetra.

D.L. Dalle tue ricerche emerge incredibilmente che Dante conosce i gradi del campo magnetico terrestre, inclinato di 11° rispetto all’asse terrestre e ne parla per la precisione al 111° verso del XXXIV° canto dell’Inferno. Le conoscenze di Dante arrivavano fino a così alti livelli ? Conosceva veramente dettagli così precisi ?

C.D. Tale verso è anticipato dai versi 73-75 del XXXII° canto sempre dell’Inferno, nei quali Dante, incredibilmente parla della legge di gravità; come però sappiamo le leggi sulla gravitazione universale furono  estese dal genio inglese Isaac Newton (1643-1727), il quale aveva perfezionato i principi della meccanica stabiliti da Galileo. Qui viaggiamo quattro, cinque secoli dopo la stesura della “Comedìa”, eppure da tali versi  sembra che il Poeta sia anche un illuminato su tale forza fisica universale, inglobata qui, esclusivamente in ambito terrestre.

Per quanto riguarda invece il campo magnetico terrestre, il cui riferimento si scopre dalle labbra di Virgilio, precisamente al 111° verso del XXXIV° canto, possiamo esporre tale fenomeno fisico: il campo magnetico è più intenso ai poli e più debole nelle regioni equatoriali. Se fosse semplicemente simile a quello di un dipolo, situato al centro della Terra, le linee di forza avrebbero un andamento simile a quello dei paralleli, ma il campo è appunto inclinato di 11°, rispetto all’asse terrestre. I poli geomagnetici sono analogamente inclinati e sono soggetti a lente variazioni, con inversione periodica della polarità che automaticamente si trasmette al nucleo, proprio nel centro della Terra. Se Dante era in grado di calcolare la precessione equinoziale, ben sapendo che l’asse terrestre, punta in direzione della Stella Polare, è molto facile che conoscesse e comprendesse leggi fisiche proprie del nostro pianeta: a maggior ragione, visto che nel Paradiso il Poeta stesso parla esplicitamente della bussola, che come è risaputo indica il Polo Nord magnetico.

Il mio studio mi ha portata a stupirmi ancora di più sulle conoscenze del Sommo Poeta, quando affrontando la tematica del Sufismo, che tratto nella seconda parte del mio libro, mi sono resa conto che nel Triangolo dell’Angrogino (caratteristica portante della tematica sufi), viene posta sul vertice superiore del triangolo, e sulla base di esso, perfettamente in centro, la prima lettera dell’alfabeto arabo: “alif”. L’ “alif” esprime già di per sé le idee di “principio” e di “unità”, ma anche di “Polarità”, in quanto il valore delle lettere che compongono il nome “alif”, è 111, cioè il numero del “polo”. Ecco perché Dante affronta l’argomento del polo magnetico terrestre precisamente nel 111° verso!

D.L. Potresti accennarci in linee generali al rapporto che Dante aveva con l’esoterismo inserendo nel contesto la figura di Renè Guènon ?

C.D. Per quanto riguarda il legame tra Rénè Guènon e Dante dobbiamo andarlo a ricercare in un breve saggio, uscito nel 1925, dello stesso Guènon. “L’Esoterismo di Dante”, di cui mi occupo brevemente nella parte conclusiva del mio libro, ha come fine di presentare la “Divina Commedia” ad un livello di lettura “mistico”, che non si sofferma sul piano della parola scritta, ma che predispone ad una più alta forma di pensiero. Lo studio di Guènon indica in modo esplicito, che nella “Comedìa” appare “un senso nascosto, propriamente dottrinale, di cui il senso esteriore ed apparente, è solamente un velo”, e che tale intima essenza “deve essere ricercata da coloro i quali sono capaci di penetrarla”.

Qui siamo si fronte ad una lettura metafisica dell’intera opera dell’Alighieri!

D.L.  Secondo Andy Lloyd ricercatore esperto del famoso Nibiru o Pianeta X descritto nei testi sumeri vi sono elementi, secondo i quali, non solo che il presunto pianeta orbiti attorno ad una Nana Bruna, costituendo quindi un sistema binario nel nostro Sistema Solare, ma sostiene anche che Dante abbia identificato questo sistema binario nei versi 100-105 del canto XXX del Paradiso. Cosa ne pensi ?

C.D.  Durante la mia ricerca presi in considerazione i versi secondo i quali Andy Lloyd vi legge una possibile riferimento a Nibiru, ma  decisi di non inserirli nel mio libro in quanto sono alquanto controversi. Il mio modesto parere interpreta quel passo del Paradiso come un riferimento a Thuban, sistema doppio, presente nella costellazione del Drago. Thuban è una gigante rossa e la sua “compagna” potrebbe essere una nana rossa.

Mi riferisco a tale stella a maggiore conferma che l’Alighieri conoscesse la precessione equinoziale in quanto, tra il 3942 a.C. e il 1793 a.C., l’asse terrestre puntava proprio verso tale astro. Inoltre al verso 105 del canto in questione Dante afferma che: “sarebbe al sol troppo larga cintura”. Thuban, come accennato sopra è una gigante rossa, cioè una stella che ha concluso la fusione dell’idrogeno e ha cominciato quella dell’elio, ed è ciò che avverrà per il nostro Sole tra circa 7 miliardi di anni.

D.L.: Sapendo che hai letto e trovato molto interessante il mio articolo dal titolo “I Tre Custodi della Stirpe Reale” puoi esporre ai nostri lettori un punto di vista sulla questione: in breve ritieni possibile un legame tra il pittore Leonardo da Vinci e lo scrittore Dante Alighieri ? e ritieni possibile che i due fossero a conoscenza del medesimo segreto ?

C.D. Ho letto l’articolo e l’ho trovato ricco di spunti e ragionamenti molto interessanti: una sorta di “filo d’Arianna” che si srotola lungo i secoli, ma il cui bandolo della matassa è molto complicato da trovare! Devo però affermare che non sono un’esperta sull’argomento e di conseguenza non vorrei sbilanciarmi su ipotesi e concetti che non posso approfondire e sui quali non sono in grado di apportare valide idee e teorie! Un suggerimento interessante credo comunque che possa trovarsi all’interno del XIX° canto dell’Inferno in cui l’Alighieri utilizza aspre parole nei confronti del re Filippo il Bello di Francia, reo di aver distrutto l’Ordine Templare nel suo regno, e di aver spostato la sede del papato ad Avignone assoggettando in tal modo la Chiesa alla monarchia francese.

La leggenda vuole che sul rogo, Jaques de Molay, ultimo gran maestro dell’ordine templare, scagliasse una sorta di maledizione sulla dinastia capetingia; Luigi XVI sarebbe stato ghigliottinato da un boia appartenente ai Templari!

Massimo Bonasorte, Chiara Dainelli e Io alla prima edizione del premio nazionale per la ricerca nel mistero 

Grazie Chiara per l’intervista

 

Intervista a Andy Lloyd

La mia intervista fatta ad Andy Lloyd relatore al convegno mondiale PLANET X-NIBIRU-2012 ed autore di DARK STAR: Planet X Evidence:

Io con Andy Lloyd grande esperto di Planet X

Premetto che Andy Lloy è uno dei maggiori esperti, scrittore e ricercatore di Planet X ed ha portato nuove teorie sull’esistenza di Dark Star, ovvero una stella binaria compagna del nostro Sole, che si trova in un’orbita tra la Fascia di Kuiper e la Nube di Oort (serbatorio cometario).  Egli si è rivelato da subito un ricercatore molto simpatico e alla mano.  Questo ha portato subito a darci del tu e ovviamente ringrazio il mio caro amico Massimo Fratini per avermelo fatto conoscere e Mario Tuccimei per avermi fatto da interprete per la seconda volta dopo l’incontro con Travis Walton

PS: alcune parole dalla registrazione non sono chiare e mi hanno portato ad aggiungere qualche parola mia per rendere capibile la risposta di Andy.

D.L. Secondo lo studio dell’Enuma Elish, testo sumero, effettuato dal ricercatore Alan F. Alford completerebbe alcune anomalie della genesi della terra. E’ vero ?
A.L. Molte persone non si accordano con lui perché dicano che le traduzioni sono fatte male. Esaminando molti testi che si trovato in internet si nota che ci sono molte cose in comune (in riferimento ai lavoro di Alford). E si possono quindi riscontrare delle realtà. Quindi secondo me è vero.

D.L. Per quanto riguarda la tavola sumera, studiata da Sitchin, che riporta la struttura dei pianeti, tra cui Nibiru, molti ritengono che sia un falso. Cosa ne pensi ?
A.L. Non è un falso ma è assolutamente vero. l’artefatto esiste ma è una questione di interpretazione. Se vediamo questo simbolo come il nostro sistema solare e quello come un nuovo pianeta dobbiamo prendere atto che loro vedevano questo pianeta.

D.L. Secondo te si avvicinerà nel 2012 Nibiru alla Terra ?
A.L. e probabilmente apparirebbe anche nel cielo di giorno. Credo che il pianeta Nibiru veramente esiste ma che per tantissimo tempo è stato lontanissimo da noi. Ma nonostante questo non vuol dire che gli Annunaki non possono tornare da noi. Ed è possibile che tutti i cicli dei Maya prevedano il loro ritorno.

autografo fattomi da Andy Lloyd

Andy Lloyd che parla della relazione tra Planet X e il 2012

Un grandissimo grazie ad Andy Lloyd

Lombardi David

INTERVISTA A MAURO BIGLINO

L’intervista fatta dal sottoscritto Lombardi David allo scrittore e studioso Mauro Biglino autore del libro “Il Dio Alieno della Bibbia”

Mauro Biglino

 

1 Che cosa ti ha spinto ad esaminare in modo cosi approfondito il testo biblico?

1 Dall’età del liceo mi interesso di storia delle religioni e molti anni fa ho deciso di studiare l’ebraico per avere accesso diretto alle fonti della più importante religione occidentale. Ho iniziato a tradurre, le Ed San Paolo sono venute in contatto con le mie traduzioni, le hanno giudicate positivamente e mi hanno affidato l’incarico di tradurre letteralmente vari libri dell’Antico Testamento: fino ad ora ne ho tradotti 23 e loro ne hanno pubblicati 17 nella collana della  Bibbia Ebraica Interlineare.

Il lavoro professionale mi ha fatto evidenziare stranezze da cui è sorta la necessità di approfondire ulteriormente; di qui sono poi nati i libri che ho pubblicato e che contengono una storia diversa da quella che ci è stata raccontata.

Preciso che da quel momento i rapporti con la casa editrice cattolica si sono immediatamente interrotti per ovvi motivi.

In sostanza quindi mi ha spinto la necessità di accedere direttamente alle fonti senza avere le intermediazioni dei vari interpreti che, come la storia dimostra, hanno fatto dire a quel testo tutto ciò che hanno voluto. In questa incertezza totale e nella volontà di affermare questo o quel dogma, i sostenitori delle numerose presunte verità si sono combattuti nei secoli ed è proprio questo scontro che bisogna evitare: importante è formulare delle ipotesi e sottoporle verifica. Per questo motivo io pubblico nei miei libri anche i versetti in ebraico e la traduzione che ne faccio: tutti devono potere verificare ciò che dico; metto in gioco le mie idee senza avere la presunzione di possedere la verità

2 Dal titolo del tuo ultimo libro si capisce che esiste una qualche sorta di legame tra religione e ufologia. Cosa puoi dirci ?

2 La spiegazione risiede nel fatto che tutti i racconti di tutti i popoli di ogni continente rimandano alla tessa storia: individui venuti dal cielo che hanno “fatto” l’uomo; gli hanno dato civiltà, lingua, cultura ed hanno anche combattuto tra di loro per il dominio sui vari territori del pianeta. Tutti ci raccontano delle macchine volanti e dunque ritengo che non si possa più fingere che si tratti di favole o miti: bisognerà cominciare  a pensare che si tratta di storie vere narrate con gli strumenti culturali, concettuali e linguistici di cui disponevano gli autori dei testi antichi. Sappiamo ad esempio che tutto ciò che era inerente al volo non poteva che essere definito con la terminologia propria del mondo degli uccelli; tutto ciò che emetteva una qualche forma di energia visibile era definito ardente o infuocato; gli improvvisi getti o riflessi di luce erano necessariamente lampi; ogni rombo, frastuono o rumore prodotto da un qualunque mezzo veniva identificato con il tuono o con il suono prodotto da grandi masse di acqua; ogni strumento di osservazione, magari di forma tondeggiante, era evidentemente un occhio. In ogni caso, fatte salve le differenze linguistiche, siamo di fronte a racconti coerenti e paralleli di cui abbiamo testimonianza presso i popoli di tutto il pianeta: Sumeri, Ebrei, Indu, Greci, Maya, Aztechi, Celti, Hopi, Cinesi, Giapponesi, Zulu, Dogon, Maori…

3 Pensi che quegli esseri che da anni molti studiosi chiamano alieni siano in realtà gli angeli e tutte le cose simili che compaiono nella bibbia ?

3 E’stata la teologia ad elaborare le figure angeliche partendo dai malakim (i messaggeri) che erano in realtà – e senza alcuna ombra di dubbio – individui in carne ed ossa come noi, anche se il loro aspetto fisico li rendeva distinguibili dai nomali semiti, perché venivano riconosciuti immediatamente: su un elemento non vi possono essere dubbi: non erano esseri spirituali! Mangiavano e bevevano, camminavano, si sporcavano e dovevano lavarsi, avevano necessità di dormire  e potevano addirittura essere aggrediti. Non a caso ho dedicato vari capitoli a quegli esseri. Ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA ho anche dedicato due capitoli di analisi specifica alla figura del cherubini per documentare come questi ultimi – a differenza dei malakìm –  non fossero neppure degli individui ma oggetti meccanici descritti nei particolari: anche qui ho pubblicato i versetti del Codice ebraico masoretico di Leningrado per fornire possibilità di verifica puntuale  a ciò che scrivo.

4 secondo le ricerche di alcuni esperti tra cui Sitchin e Von Daniken il presunto Dio della bibbia non esiste o meglio esisterebbe una schiera di divinità. Cosa ne pensi al riguardo ?

4 Penso che non ci dovrebbero più essere dubbi in merito. La Bibbia ci narra chiaramente  di un “gruppo” di individui che chiama Elohim e dice spesso che Yahwèh era solo ”uno” di loro. Gli autori biblici non li rappresentavano neppure in forma di divinità ma ci descrivono Yahwèh come un governatore locale che aveva avuto in assegnazione quel territorio e quel popolo su cui governare e da cui farsi servire. Il pensiero teologico ha trasformato il “gruppo” di individui – che erano di carne ed ossa come noi – nel Dio universale, unico e trascendente. Ma si è trattato di un travisamento totale dei testi.

Ciò non significa necessariamente che Dio non esiste; la questione della sua esistenza o meno nelle varie forme che l’umanità ha elaborato nei millenni attiene alla fede e le persone di fede non devono metterla in discussione. Nelle conferenze che faccio in tutta Italia dico spesso che per un uomo di fede solida la presenza di questi Elohìm sul nostro pianeta può benissimo essere vista come pienamente inserita nel cosiddetto disegno provvidenziale di Dio che ha inviota0o questi suoi figli di altri mondi per dare una sorta di colpo di acceleratore all’evoluzione umana. La Bibbia raccontata nel modo che emerge dalle tradizioni letterali può benissimo essere sempre e comunque il libro che Dio ha scelto per farsi conoscere dall’uomo: questo appartiene al credo dei singoli ed io non me ne occupo; mi limito a raccontare ciò che leggo nel codice ebraico universalmente accettato e di Dio non parlo mai, perché di Dio non so nulla e quando non si sa è bene tacere.

5 Pensi che le divinità Sumere, Egiziane e quelle che compaiono nell’antico testamento siano la stessa cosa ? ossia che in passato diverse popolazioni abbiano dato nomi diversi alla stessa schiera di dei ? oppure ritieni che, come molti ipotizzano, tutto è partito dai testi Sumeri ?

5 Penso  i Sumeri rappresentino la più antica civiltà documentata e ci sono testimonianze dell’influenza che essi hanno avuto sulla cultura egizia. Le cosiddette divinità che hanno governato sui vari territori con ogni probabilità appartenevano tutte al gruppo di cui dicevo  prima. Presso i vari popoli sono poi state definite variamente ma la “storia” che è sottesa alla loro presenza è la stessa. Shamshu-Hor, Elohìm, Anunnaki, Viracochas, Deva, Tuata de Danaan ecc… sono varie denominazioni per definire gli esseri venuti dal cielo, i figli delle stelle, gli Elohìm/Malakìm biblici. Il fatto che tutti i popoli della terra ne abbiano parlato e che spesso li abbiano anche rappresentati nelle loro raffigurazioni ci fa pensare seriamente che non siamo di fronte a miti ma a cronache.

6 nel tuo libro si parla anche della figura del Diavolo e te fai un esame dettagliato dei nomi “Satana” e “Lucifero” mostrando come la storia di Lucifero prima angelo e poi demone sia stata una pura invenzione. Per quale motivo secondo te è stata elaborata questa figura negativa ?

6 Per identificare un principio responsabile del male presente sulla Terra: i teologi non possono concepire che il male provenga dal “Dio buono e amorevole” che hanno elaborato nelle loro dottrine e così si rende necessario trovare un avversario, un antagonista, un principio spirituale contrario. Di qui hanno preso avvio le varie forzature palesi del testo biblico finalizzate a trovare la controparte cui attribuire la responsabilità. Tutto questo per evitare di commentare e spiegare un passo biblico moto difficile per la teologia, quello in cui (Is 45,7) è Yahwèh stesso a dire che è stato lui a portare il bene ed il male sulla Terra. È proprio lui ad affermarlo, attraverso una delle voci più importanti e autorevoli dell’intera storia del pensiero ebraico, il profeta Isaia. Il versetto non si presta a dubbi interpretativi come spiego bene nel libro in cui documento che il termine satana non è il nome di una individuo o entità ma un termine che indica una funzione – quella del pubblico accusatore – che di volta in volta viene assunta da vari personaggi (sia malakìm che uomini) e spesso proprio su incarico esplicito da parte di Yahwèh risultando così essere addirittura un suo collaboratore.

7 Per quanto riguarda l’arca dell’alleanza, vari studiosi, ritengono tale manufatto un possibile strumento tecnologico di origine aliena. L’arca era fatta di legno di acacia e ricoperta d’oro ossia con un isolante e un conduttore. Con lo stesso sistema si fanno i condensatori elettrici. Cosa ne pensi ?

7 Dalle traduzioni letterali ricavo che l’Arca dell’alleanza era un condensatore elettrico (come scrive anche il rabbino Moshè Levine); un sistema per la comunicazioni radio tra Mosè e Yahwèh quando quest’ultimo era lontano e dice la Bibbia che in quelle occasioni Mosè ne sentiva  la voce tra i pannelli meccanici che erano sul suo coperchio

Era infine un’arma che veniva portata in battaglia.

Poteva essere maneggiata solo da addetti opportunamente addestrati, non poteva essere toccata perché “fulminava” chiunque lo facesse; quando veniva portata in guerra – e quindi risultava “carica” – il popolo doveva camminare a 2000 cubiti di distanza, cioè a un chilometro. Era veramente un oggetto tecnologico che Mosè fece costruire sulla base di un disegno/progetto che Yahwèh gli aveva mostrato in uno dei tanti incontri decritti nel libro dell’Esodo.

8 passando alla questione del politeismo e del monoteismo in relazione al testo biblico ritieni possibile che il passaggio dal primo al secondo sia dovuto essenzialmente al Concilio di Nicea ? e secondo te, tutto ciò è stato attuato per una questione di pura comodità o vi era qualche altro motivo ?

8 Il tema  è complesso e richiederebbe una trattazione lunga e articolata. Provo a sintetizzare dicendo che la questione di fondo è questa: il popolo ebraico in origine non era politeista perché non riteneva assolutamente che gli Elohìm fossero “dèi” nel senso che noi attribuiamo a questo termine. Gli ebrei, come i sumeri, sapevano bene di avere a che fare con individui molto più potenti di loro; sapevano di potere scegliere anche a chi affidarsi di volta in volta e sapevano che quegli esseri dovevano essere temuti, ubbiditi e serviti, ma non li consideravano entità o divinità spirituali Quindi l’elaborazione dell’idea monoteista è stata il prodotto della commistione col pensiero ellenistico che ha influenzato sia la teologia ebraica che quella cristiana.

9 secondo molti, circolano voci che il Vaticano nel suo archivio segreto sotterraneo nasconda tutte le prove atte a dimostrare che i fatti narrati nella bibbia siano di interesse ufologico. Qual è il tuo punto di vista ?

9 Ovviamente fino a che non ci saranno prove certe rimarremo nell’ambito delle ipotesi e quindi mi limito ad affermare con una certa convinzione che “non possono non sapere”: i testi sono evidenti. Il Vaticano negli ultimi anni ha intensificato il suo interesse per la vita aliena (congressi, incontri periodici con ufologi, osservatori astronomici affidati ai gesuiti…); il direttore della specola vaticana, padre Jorge Funes, ha detto che dobbiamo prepararci all’incontro con i nostri fratelli di altri mondi; mons. Corrado Balducci, che studiava questi temi su incarico ufficiale del Vaticano, disse in una intervista che cito nel primo libro “Gli UFO esistono e la Bibbia li conosceva”. A fine ottocento ed inizio novecento alcuni gesuiti sumerologi (J. Emming, F. Zugler…)  scrivevano ciò che negli ultimi anni il famosissimo Z. Sitchin ha poi ulteriormente elaborato ed approfondito.

Dunque è ovvio pensare che sappiano infinitamente più di quanto dicono.

10 ultima domanda e forse la più curiosa: sempre secondo alcuni studi noi saremmo stati creati da questa schiera di divinità e quindi da esseri con un elevatissima conoscenza della genetica. Lei che ha esaminato nel dettaglio la genesi biblica cosa può dirci ? ci sono più elementi a favore o contro questo argomento ?

10 Ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA analizzo i passi in cui si narra la cosiddetta creazione dell’uomo e devo dire che i riferimenti testuali all’intervento di ingegneria genetica sono presenti nei termini usato dagli autori biblici. Dai versetti ebraici che pubblico risulta che noi siamo stati fatti unendo lo [tzelèm] degli Elohim con l’[afàr] degli esseri presenti qui sulla terra quando gli Elohim vi sono giunti. I due vocaboli ebraici rimandano concretamente al DNA delle due specie., come si evince dai dizionari di etimologia ebraica pubblicati in USA e in Israele che uso per le traduzioni. Questo racconto biblico per altro non fa che confermare ciò che narrano moltissimi altri popoli di tutti i continenti: noi siamo il prodotto dell’’intervento di individui venuti dalle stelle.

Grazie per l’intervista ed un caro saluto ai lettori.

Io e Mauro Biglino

Intervista a Salvatore Giusa

Intervista fatta dal sottoscritto a Salvatore Giusa Presidente del C.U.S. – Centro Ufologico Siciliano

Salvatore Giusa

1 cosa ne pensi dell’ufologia in generale ?

Be,  un disastro, specialmente in Italia!

2 Hai mai avuto esperienze dirette nel campo ? esami dei famosi cerchi nel grano, intervistato gente che ha subito presunti rapimenti o cose simili ?

Si,diversi cerchi sono apparsi nei campi siciliani,che poi si sono confermate fasulli. In Sicilia non ci è mai stato un cerchio nel grano come lo intendiamo noi. Non mi sono mai occupato seriamente di rapimenti,ma ho letto abbastanza articoli in merito,Corrado Malanga ad esempio.

3 cosa spinge, secondo te, gli extraterrestri a visitare il nostro pianeta ? e cosa li spinge a compiere dei rapimenti ?

Una domanda da un milione di dollari!Cosa gli spinge,secondo il mio punto di vista,L’interesse,curiosità, come noi facciamo con gli insetti andiamo   a scoprire il loro mondo la loro natura ,studiamo la loro società. Ogni tanto prendiamo un animale qualsiasi esso sia e lo usiamo per scopi scientifici e anche farmacologici,in poche parole facciamo un rapimento. Non abbiamo la prova in tasca ma secondo alcuni contattisti dicono che loro ci aiutano ma è tutto da vedere!Non so.

4 secondo alcune classificazioni esistono razze simili agli angeli della bibbia ed a molti esseri simili. C’è qualcosa di vero ?

Penso proprio di si!La chiesa può avere la risposta!

5 per quanto riguarda le altre razze aliene si dice che i grigi siano i responsabili dei rapimenti. C’è qualcosa di vero ?

Si dice che la maggior parte dei rapimenti e dovuta ai famosi “grigi”stando alla lunga casistica che abbiamo a nostra disposizione. Il problema secondo me è,chi c’è dietro ai grigi?Alcune delle volte i soggetti rapiti dicono di vedere dei militari umani ,ora io mi chiedo, ma realmente come stanno le cose,chi c’è dietro a tutto questo.

6 esistono probabili visite extraterrestri in epoche molto remote ? del tipo preistoria, medioevo e simili ?

Diciamo  che una minima parte può essere che questi esseri ci hanno visitato. Ma ripeto una minima parte. Quello che voglio dire e che anche nella storia preistorica,c’era l’uomo che sapeva disegnare una “o”,questo non vuol dire che aveva visto un ufo o un alieno!Sono stato chiaro!

7 cosa ci puoi dire sulle voci inerenti i misteri dell’Area 51 ? esiste una

base ancora più segreta nota con il nome di Area S4 ?

Naturalmente,abbiamo sempre visto l’Area 51 come una base dove vengono tenuti nascosti gli alieni e le loro  astronavi? Ma abbiamo mai pensato che tutto questo potrebbe anche essere nascosto in Italia o da qualche altra parte?

8 secondo il tuo punto di vista Robert Lazar diceva la verità o le sue informazioni sono state una completa montatura ?

A vissuto una sua esperienza particolare!No comet!

9 qual è il tuo punto di vista sulla retro ingegneria o ingegneria inversa ?

Sono assolutamente d’accordo con le dichiarazione del colonnello Corso!Basta leggere i suoi testi.

8 il governo americano o altri governi studiano in segreto e da molti anni la tecnologia ufo ? e quali sarebbero gli scopi di tale studio ?

Rinnovarsi militarialmente e tecnologicamente. Ma non sicuramente per il bene dell’umanità!

10 cosa ne pensi dei rapporti tra chiesa e ufologia ? le divinità del passato potrebbero essere gli alieni che sorvolano i nostri cieli oggi ?

Del passato,oggi abbiamo e stiamo sempre scoprendo più cose!

11 secondo alcune voci questi dei-alieni proverrebbero da un pianeta sconosciuto del nostro sistema solare noto come X o Nibiru. Cosa puoi dirmi in proposito ?

Penso proprio che questi alieni o exstraterresrti ci hanno visitato in epoche passate.I sumeri ad esempio sapevano come stavano le cose,basta leggere i testi sumerici ho la bibbia sumerica per farsi un idea.

12 cosa ne pensi del contattismo ? Persone come Eugenio Siragusa, George Adamski e Eufemio del Buono, ad esempio, sono fonti attendibili o nascondo un alone di falsità ?

La loro coscienza deve dirlo. Io ho conosciuto soltanto Eugenio Siragusa nel1994 aNicolosi CT. Ad esempio il Siragusa, non portò mai prove concrete sulle sue visite, solamente una foto di un essere di luce da lui fotografato. Posso solo affermare che aveva un carisma da vendere,riusciva a trascinare con sé centinaia di persone. I suoi messaggi oggi sono il vero!

13 spostiamoci al tuo lavoro come presidente del C.U.S. Di cosa ti stai occupando attualmente ?

In questo momento stiamo preparando le nuove puntate del programma radio :”cose dell’altro mondo.”Stiamo curando una nuova rivista che si trova on-line che si chiama “Sings”ideata da l’amico Robertola Paglia,successivamente un nuova pubblicazione di un nuovo libro.

14 dal tuo sito ho notato che non solo hai scritto un libro sulla cronologia del fenomeno UFO ma che è in arrivo un nuovo convegno sull’ufologia. Può farci qualche accenno in merito ?

Il C.U.S,organizza spesso dei convegni sulla tematica ufo. Puntualmente diamo alle persone,la corretta informazione di quello che succede nel mondo ufologico.

15 ultima domanda: secondo te in un futuro non molto lontano ci sarà un contatto definitivo con questi esseri, possibili creatori del genere umano? E cosa dobbiamo aspettarci da loro?

Chi può dirlo!Io spero di si,ma no per il momento passerà molto tempo perché ancora come umanità non siamo pronti!

Io e Salvatore Giusa

Chi volesse contattare il C.U.S.  si rechi al sito:  http://www.centroufologicosiciliano.info/

 

Intervista a Giovanna Podda

INTERVISTA A GIOVANNA PODDA

CHE RACCONTA LA SUA IMPORTANTE ESPERIENZA DI INTERAZIONE ALIENA SULLA

REALTA’ UFOLOGICA

Io e Giovanna Podda

PS: datasi la bassa qualità audio riporto il messaggio di Giovanna affinché la gente possa capire il tutto

Sono qui per raccontare la mia esperienza di addotta. I media spesso e volentieri mi hanno deluso raccontando a modo loro e in maniera errata la verità. E quindi spero che con queste parole la genti impari a vedere in modo diverso quello che riguarda la realtà aliena. Cominciamo a dire che non sono cattivi, non sono qui per farci del male e tra non molto le cose cambieranno in positivo. Non pensate che il 2012 sia la fine del mondo ma vi sarà un cambio di coscienza per portare la parola a più persone possibili e lanciare questo messaggio di essere positivi. Più eleviamo questa energia, questo pensiero positivo, più raggruppiamo persone che ci aiutino a portare questo pensiero positivo perché il nuovo millennio raggiunga quella pace che stiamo aspettando e che arrivi in tutte le parti del mondo.

Intervista a Filiberto Caponi

INTERVISTA A FILIBERTO CAPONI

PROTAGONISTA DI UN INTERAZIONE UMANO-ALIENA

Io e Filiberto Caponi

Video-intervista fatta a Filiberto Caponi

PS: datasi la bassa qualità audio riporto le domande e le risposte affinché la gente possa capire il tutto

D.L. Cosa hai provato quando hai visto questi “esseri” ?

F.C. Cosa ho provato è indescrivibile. Dire che ho avuto paura è sbagliato. Dire che averlo davanti è tutt’altra cosa. Per averne un idea posso dirti che in quel momento mi sono svuotato di tutto. È come avere un contenitore vuoto e tutto quello in cui credevi prima è annullato, come se fosse resettato, e devi cominciare un attimo a capire cosa sta succedendo e il cervello, nel mio caso, inizia a cercare tutte le plausibili spiegazioni del possibile.

D.L. Non hai avuto paura all’inizio ?

F.C. Ti ripeto che è qualcosa che supera la paura. È come se sei all’interno di una bolla. Mi ricordo ancora di un sasso che venne via quando lui è saltato (riferimento al primo incontro con l’essere) e mi vedo ancora questo sasso che mi rotola davanti. E comunque non so se sono scherzi che fa la mente. Io ho sofferto anche di attacchi di panico per questa cosa.

D.L. Come mai ti sei deciso a scrivere e divulgare quindi questa storia ?

F.C. questo è stato necessario. Questo è stato il secondo in quanto il primo racconta quello che è accaduto e che potevo raccontare anche sulla scia di una denuncia  non proseguita perché non ho commesso reato. Quindi sono stato costretto a dire le cose come effettivamente stanno perche spesso si dicono delle cavolate che non corrispondono al vero. Quindi ho voluto fare una cosa ufficiale in quanto io in prima persona racconto tutto. Era doveroso.

Dedica fattami da Filiberto Caponi sul suo libro "Il Caso Caponi"

Dedica fattami da Filiberto Caponi sul suo libro "Il Caso Caponi"

Intervista a Travis Walton

INTERVISTA A TRAWIS WALTON

EFFETTUATA AL CONVEGNO MONDIALE DI UFOLOGIA

prima parte dell’intervista

seconda parte

Io e Travis Walton

PS: datasi la bassa qualità audio riporto le domande e le risposte tradotte affinché la gente possa capire il tutto

D.L. Cosa ti ha spinto a uscire fuori dalla macchina quella notte?

T.W. Ero molto impulsivo. In quella zona ci sono cavalli selvaggi e io mi volevo portare dietro un lazo. Le luci ci consentivano di andare vicino e penso che la cosa possa essere vista come un cavallo che si avvicina e viene preso a lazo.

D.L. Quanto era potente il raggio che ti ha colpito?

T.W. Io ho sentito uno shock tremendo che mi ha preso tutto il corpo. Due tipi di rapporti sono arrivati. Uno un semplice raggio e l’altro come se fossi stato inscatolato in un raggio luminoso

D.L. Cosa ti ricordi dell’esperienza che hai vissuto?

T.W. Mi ricordo di aver conosciuto due tipi di razze e per un certo periodo di tempo ha provato panico. Sono stato molto impaurito dalla situazione.

D.L. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

T.W. La cosa che mi ha lasciato è di stare sempre bene con la salute da quel momento. potrebbe essere una coincidenza ma non credo. E ha lavorato ininterrottamente da trent’anni senza avere problemi.

Dedica fattami da Travis Walton sul suo libro "Fire in the Sky"

NB: un ringraziamento a Maurizio Baiata e Mario Tuccimei che nel ruolo di interpreti mi hanno consentito di intervistare Travis Walton e un grazie in particolare a Massimo Fratini che mi ha permesso l’onore di aiutarlo nel gestire insieme al suo staff il convegno mondiale di Ufologia

INTERVISTA A IVAN CECI

L’intervista fatta dal sottoscritto Lombardi David – Direttore del Centro Italiano Ricerche ad Ivan Ceci – giornalista e fondatore del Progetto Perego

Ivan Ceci

1.    Cosa ne pensi dell’ufologia in generale?

  1. Penso che l’ufologia oggi abbia bisogno di un profondo rinnovamento. Sia da un punto di vista generazionale che da un punto di vista di approccio al problema. I vecchi schemi di ricerca, basati essenzialmente sullo studio statistico del fenomeno ufo sono ormai totalmente obsoleti. Oggi abbiamo bisogno di domande nuove, che ci aiutino a comprendere il problema della presenza extraterrestre in una prospettiva più ampia, che tenga conto non solo della dimensione materiale del fenomeno ufo ma anche della sua dimensione immateriale, spirituale, così come delle implicazioni sociali, religiose, politiche che la presenza di queste culture può avere sullo sviluppo della nostra società. L’ufologia deve evolvere e trasformarsi in qualcosa di più maturo, nell’esopolitica per esempio. Trent’anni fa la domanda che si poneva l’ufologia era “Siamo soli nell’Universo?”. Oggi la domanda che dovremmo porci è “Vogliamo essere soli nell’Universo?”. Non è una domanda banale. E’ una domanda che ci spinge verso la ricerca di un nuovo paradigma di sviluppo che tenga conto non solo presenza di queste culture tra di noi ma anche della nostra presenza tra di Loro.
    1. 2.    Hai mai avuto esperienze dirette nel campo ? esami dei famosi cerchi nel grano, intervistato gente che ha subito presunti rapimenti o cose simili ?

    In tredici anni di ricerca ho avuto la fortuna di fare molte esperienze sul campo e di conoscere molte persone. Alcune hanno lasciato un segno permanente nella mia vita e hanno modificato profondamente la mia visione del fenomeno ufo e con moltissime di loro è nata non solo una collaborazione ma anche una profonda amicizia e stima reciproca. Credo che se dovessi fare un bilancio di questi tredici anni, più che le “prove” della presenza extraterrestre che mi sono passate sotto gli occhi, ricorderei i legami umani che sono riuscito a costruire e che hanno arricchito la mia vita. Una persona può scoprire tutto quello che vuole ed essere il miglior ricercatore del mondo, ma se durante il suo “viaggio” si guarda intorno e vede solo il deserto, allora secondo me ha fallito completamente.

    1. 3.    Cosa spinge, secondo te, gli extraterrestri a visitare il nostro pianeta ? e cosa li spinge a compiere dei rapimenti ?

    A volte penso che il nostro Pianeta e le nostre vite siano in un certo senso più interessanti per coloro che le osservano dall’alto che per noi che siamo qui sulla Terra. Questo un po’ mi preoccupa perché dovremmo essere noi umani a preoccuparci del nostro destino. Invece i vari casi di contattismo che fino ad oggi sono emersi ci raccontano che da parte delle culture che visitano il nostro pianeta c’è un profondo interesse nei nostri confronti. Più di quello che noi abbiamo per noi stessi. E’ in un certo senso un denominatore comune di quasi tutte le esperienze. Un aspetto su cui, credo, dovremmo riflettere molto attentamente.

    Quanto alle esperienze dei rapimenti, dico che sarebbe veramente assurdo negarne la realtà. Ci sono persone che hanno provato e provano sulla loro pelle molto dolore e molta sofferenza a causa di queste esperienze.

    E’ una materia molto delicata e c’è bisogno di molto rispetto e delicatezza nell’affrontare questi argomenti. Si tratta della vita di persone, non di cavie da laboratorio.

    Tuttavia io vorrei fare anche un’altra riflessione riguardo a questo tema.

    La prima è che non esistono solamente esperienze negative. Chi afferma che i casi di contatto positivo tra umani e alieni non esistono e che i testimoni che le riportano sono persone in mala fede o dei pazzi, non solo è palesemente in errore, perché fa vedere solo una parte della realtà nascondendone un’altra, ma dico anche che intraprende una strada molto pericolosa, perché è una strada che porta ad un unico sentimento, che è la paura; un sentimento di cui purtroppo è ormai pervasa la nostra società e le nostre vite.

    La paura è un sentimento strano. Da un lato ci aiuta a tenere gli occhi aperti e a difenderci. Dall’altro però, quando diventa terrore, e terrorismo, chiude la nostra mente e il nostro spirito nei confronti del mondo esterno. Quando siamo terrorizzati non ragioniamo più e non ascoltiamo più. Agiamo solo in base alla paura e smettiamo di comprendere noi stessi e gli altri.

    Per questo dico che nei confronti di coloro che hanno vissuto esperienze negative serve un atteggiamento di massimo rispetto e comprensione. Ben venga anche chi studia questi casi ma attenzione a chi trasforma la paura di alcuni nel terrore di tutti.

    Il fenomeno stesso delle interazioni umano-aliene è molto più complesso di come viene rappresentato. Il bene e il male c’è sulla terra come c’è probabilmente anche nello spazio. E dirò di più, forse un domani ci potremo trovare di fronte a delle culture molto più negative di quelle che conosciamo oggi. Per questo dico che invece di chiederci se gli alieni siano buoni o cattivi, dovremmo porci la domanda: “Noi, con chi di loro vogliamo costruire delle relazioni, con quelli buoni o con quelli cattivi?” Io dico che ora dobbiamo costruire delle relazioni con quelle culture che hanno dimostrato di essere interessate alla nostra crescita e alla nostra evoluzione. E i molti casi di contattismo in Italia e in tutto il mondo dimostrano che queste culture esistono. Con gli altri dovremo comunque, un giorno, fare i conti.

    1. 4.    Secondo alcune classificazioni esistono razze simili agli angeli della bibbia ed a molti esseri simili. C’è qualcosa di vero ?

    Una volta ascoltai una lunga intervista a Giorgio Dibitonto, che è un contattista italiano che ha avuto esperienze di contatto con esseri che lui definisce nel suo libro con l’espressione “angeli in astronave”. Ciò che mi ha colpito di più di quest’uomo è il modo in cui ha interiorizzato questa esperienza. Io non ho una cultura religiosa e non frequento alcuna chiesa, eppure la sua testimonianza umana mi ha colpito molto perché al di là dei fenomeni fisici di cui pure è stato testimone questa esperienza lo ha arricchito come persona, lo ha reso, credo un uomo migliore. Consiglio vivamente di leggere il suo libro a tutti coloro che sono interessati a questi argomenti.

    1. 5.    Per quanto riguarda le altre razze aliene si dice che i grigi siano i responsabili dei rapimenti. C’è qualcosa di vero ?

    Questo è vero solo in parte. Se si esamina nel dettaglio la casistica ci si accorge che i testimoni riferiscono di aver visto spesso diverse razze aliene durante la loro esperienza.

    Come dicevo prima, il fenomeno è più complesso di come ce lo ha rappresentato un certo tipo di cinematografia e di letteratura ufologica.

    1. 6.    Esistono probabili visite extraterrestri in epoche molto remote ? del tipo preistoria, medioevo e simili ?

    Durante gli anni in cui frequentavola Facoltàdi Lettere Classiche mi occupai molto intensamente di raccogliere una statistica degli avvistamenti ufo in epoche remote, in particolare nel Medioevo, un’epoca della nostra storia tanto vasta quanto ancora sconosciuta. E fu proprio nella letteratura medioevale che trovai traccia di numerosi avvistamenti ufo, alcuni molto espliciti, che curiosamente venivano descritti con una semplicità, una “purezza” e anche un’accuratezza che oggi noi non possediamo più perché in qualche modo “contaminati” da una conoscenza più approfondita del fenomeno. La “scuola” francese fu quella più attiva negli anni settanta nello studio del fenomeno ufo in epoche remote. Ricercatori come Jacques Valleé , Michel Aimeé, Bougard sono stati dei veri pionieri in questo campo. E’ anche grazie a loro che oggi possiamo dire che non solo non siamo soli, ma che non lo siamo mai stati!

    1. 7.    Cosa ci puoi dire sulle voci inerenti i misteri dell’Area 51 ? esiste una base ancora più segreta nota con il nome di Area S4 ?

    L’Area 51 è un mistero perché è di competenza militare e tale rimarrà temo per molti anni a venire. Quello che mi stupisce è che ancora la comunità ufologica stia qui a discutere di questo caso. Nell’Area51 amio giudizio non c’è nulla che possa aiutarci a comprendere il mistero di ciò che ci vola sulla testa.

    A rischio di sembrare polemico dico che dobbiamo smetterla di sprecare energie cercando qualcosa che non può aiutarci in nessun modo.

    Esistono casi molto più interessanti su cui indagare, a mio avviso.

    1. 8.    Secondo il tuo punto di vista Robert Lazar diceva la verità o le sue informazioni sono state una completa montatura ?

    Anche su questo punto, se posso fare una battuta, dico che non me ne importa nulla.

    Che Bob Lazar abbia detto o meno la verità non cambia la realtà delle cose, né ci aiuta a risolvere il problema di fondo.  Poniamo, per ipotesi che domani scoprissimo che aveva ragione, che l’Area 51 esiste e che vi sono conservati dei resti di dischi volanti e di alieni. Che cosa cambierebbe? Avere la prova che esistono gli alieni, risolverebbe il problema di fondo sulla loro presenza tra di noi? Io penso di no. Certo ci aiuterebbe a convincere gli scettici, ma sinceramente non credo sia questo l’obiettivo della ricerca ufologica, e di certo non è il mio. Se vogliamo provare a guardare a questo straordinario fenomeno con occhi nuovi dobbiamo avere anche il coraggio di buttarci alle spalle questa ossessiva ricerca del “santo graal” dell’ufologia…della pistola fumante, della “prova definitiva” dell’esistenza degli alieni. Una volta che l’avremo dimostrato, cosa cambierà? Nulla, se non saremo noi a cambiare e a capire che il problema degli ufo non sono gli ufo. Siamo noi!

    1. Qual è il tuo punto di vista sulla retro ingegneria o ingegneria inversa ?

    Innanzitutto penso che il problema non sia il termine con cui la chiamiamo. Ho visto su internet gente che si è accanita in discussioni infinite sull’esattezza di una traduzione al posto di un’altra. Una scena degna delle vecchie scuole nominalistiche medioevali.

    Quando penso alla retro ingegneria penso a quello che scrisse Perego, nella prefazione al suo secondo libro, quando ricordava amaramente le guerre e i conflitti scoppiati in nome del petrolio o dell’energia nucleare. Tutte forme di energia assolutamente inutili e obsolete dal momento che esistono “nuove” forme di energia che potrebbero davvero cambiare il nostro modo di vivere, garantendo a tutti enormi quantità di energia pulita e gratuita.

    Questa tecnologia esiste, i nostri governi lo sanno e la nascondono per tutelare gli interessi dell’industria del petroli e del nucleare. Perché questa energia non dovrebbe essere a disposizione di tutto il genere umano, permettendo a tutti noi di vivere una vita migliore e in un Pianeta più pulito?

    Di questo dovremmo parlare quando parliamo di reverse engineering, non di come tradurre il termine!

    1. 10.          Il governo americano o altri governi studiano in segreto e da molti anni la tecnologia ufo ? e quali sarebbero gli scopi di tale studio ?

    Senza dubbio i governi sanno molto sugli ufo, ma tacciono. Non è una scoperta. D’altronde ci nascondono cose molto più terrene e tutto sommato innocue. Purtroppo le finalità sono ad esclusivo utilizzo militare. Come d’altronde è tutta la scienza attuale. Gran parte della nostra teconologia casalinga, dal pc, al telefonino, alla stessa rete internet, deriva da progetti nati in ambito militare e poi “divulgati” alle masse non appena una nuova tecnologia soppiantava quella vecchia. Quelle che noi chiamiamo novità tecnologiche sono solo gli scarti dell’industria militare.

    1. 11.          Cosa ne pensi dei rapporti tra chiesa e ufologia ? le divinità del passato potrebbero essere gli alieni che sorvolano i nostri cieli oggi ?

    La Chiesasi sta senza dubbio aprendo pubblicamente al fenomeno degli ufo, più per paura di rimanere spiazzata, credo , che per reale intenzione divulgativa. D’altronde questo è un problema che ha anche implicazioni religiose e prima o poi anchela Chiesadovrà farci i conti. Quando dalle colonne dell’Osservatore Romano, il direttore della Specola Vaticana (l’osservatorio astronomico gestito dal Vaticano) dichiara che l’esistenza di culture extraterrestri non è in contraddizione con la religione cattolica, sta facendo una dichiarazione di natura politica, non solo religiosa. Se vogliamo dirla in altri termini, sembrerebbe che stiano mettendo le mani avanti, così come gran parte dei governi del mondo. Molti ricercatori salutano queste aperture con piacere, sperando in una prossima disclosure.

    Io comunque inviterei alla prudenza. Chi detiene il potere, vuole mantenerlo in ogni situazione, soprattutto durante i momenti storici di maggior cambiamento.

    Se questa realtà, come io credo, ha il potere di rivoluzionare davvero il nostro modo di vivere, allora dobbiamo riflettere bene a chi affidare il compito di gestire questo cambiamento.

    La disclosure è solo il primo passo. Sono i passi successivi quelli più importanti, quelli su cui anche l’ufologia deve riflettere.

    1. 12.          Secondo alcune voci questi dei-alieni proverrebbero da un pianeta sconosciuto del nostro sistema solare noto come X o Nibiru. Cosa puoi dirmi in proposito ?

    Dubito che vi possano essere certezze in proposito. Tuttavia, se queste voci sono vere, allora presto avremo visite, che lo vogliamo o meno. Io peno però che in questo momento dovremmo concentrarci su di noi.

    Quale mondo abbiamo costruito fino ad ora? Quale mondo vogliamo costruire in futuro?

    Queste sono le domande che dobbiamo porci in questo momento. E dobbiamo trovare delle risposte. Qualunque cosa arriverà dal cielo, penso che sarebbe bene se si trovasse di fronte ad una Umanità migliore di quella che abbiamo sotto gli occhi.

    1. 13.          Tempo fa hai scritto un libro sul console Alberto Perego dal titolo: Alberto Perego – il console che svelò il mistero dei dischi volanti. Secondo Perego cosa si nascondeva dietro tale mistero ?

    Per il console Perego, di cui ho scritto la biografia, dietro gli ufo non si nascondeva nessun mistero. Per lui la presenza extraterrestre era una realtà. Da buon diplomatico ne aveva compreso bene le implicazioni politiche, sociali, religiose, economiche, e da pioniere degli studi ufologici ebbe la fortuna di essere coinvolto in una dei più importanti casi di contattismo della storia non solo italiana, ma mondiale, il caso “Amicizia”.

    Per Perego, che aveva anticipato di quasi cinquant’anni gli studi dell’esopolitica, la presenza di queste culture extraterrestri tra noi era un fatto assolutamente naturale. Nessun mistero, quindi. Il mistero, semmai è capire perché quest’uomo, che è stato senza alcun dubbio il più grande ricercatore italiano in questo campo, sia stato completamente “dimenticato” tanto negli ultimi anni della sua vita, quanto, peggio, dopo la sua morte, avvenuta nel1981. Avolte mi chiedo cosa sarebbe successo se l’ufologia italiana, invece di dimenticarlo, avesse continuato sulla strada da lui tracciata. Oggi di certo lo scenario ufologico italiano sarebbe completamente diverso. Saremmo la punta di diamante del movimento esopolitico europeo e forse non vivremmo quello stato di isolamento e di arretramento culturale a cui alcuni ufologi nostrani ci hanno costretto per più di trent’anni.

    1. 14.          Essendo venuto al tuo convegno su Perego hai parlato molto del famoso Caso Amicizia. Ti va di illustrare anche in questo caso le linee generali e quindi raccontare in breve di cosa tratta.

    “Amicizia” è senza dubbio il più importante – per quanto ancora poco conosciuto- caso di contattismo mai avvenuto in Italia e credo anche in Europa, tra la seconda metà degli anni ’50 e la fine degli anni ‘70.

    Ciò che lo distingue da altri casi simili non è soltanto la quantità e la qualità del materiale fotografico che è giunto fino a noi ma anche il numero e la tipologia dei testimoni che hanno preso parte a questa straordinaria vicenda. Il console Alberto Perego, per esempio, fu uno di questi, basta scorrere le pagine dei suoi libri per capire che era perfettamente a conoscenza della storia e ne faceva parte.

    Nel corso di questi ultimi anni ho poi avuto la fortuna di incontrare alcuni dei testimoni che all’epoca presero parte alle vicende legate al gruppo di “Amicizia”, come il pittore Gaspare De Lama, sua moglie Mirella, e il fumettista Paolo di Girolamo. Tutte persone assolutamente straordinarie che mi hanno reso partecipe di qualcosa di veramente prezioso che porterò sempre con me. Perché Amicizia non è solo una storia di alieni e dischi volanti. Amicizia è stata, ed è, una storia di relazione tra uomini della Terra e uomini provenienti da altri pianeti. Uomini assolutamente simili a noi, che hanno scelto in un certo momento della nostra storia di tessere delle relazioni con diversi gruppi di persone, non solo in Italia, per renderle consapevoli dell’esistenza di una realtà più grande, della quale facciamo tutti parte ma di cui dobbiamo diventare consapevoli e protagonisti.

    Più che una storia di contatto mi piace definirla dunque una storia di interazione e di integrazione. Credo che sia la definizione più corretta.

    1. 15.          Secondo te ci sono più elementi a favore dell’esistenza di Ufo e alieni o ci sono più elementi atti a dimostrare il contrario ?

    Se fossimo in un aula di tribunale e questo fosse un processo equo direi che le prove a favore dell’esistenza degli Ufo schiaccerebbero completamente quelle della testi contraria.

    Il problema è che il processo non è equo. Perché i sostenitori della tesi contraria non hanno assunto solo il ruolo della parte avversa ma anche quello di giudice e giuria.

    La scienza ufficiale dice: “dove sono le prove degli ufo?” e tu rispondi: “eccole!”, loro immancabilmente a quel punto ti risponderanno: “si, ma quelle non sono prove!”.

    Ecco, il processo non è equo perché chi deve esaminare le prove non può essere la stessa persona che le deve giudicare. Purtroppo la scienza ortodossa dimentica che la sua storia è passata attraverso la riabilitazione delle eresie. Ogni scoperta scientifica moderna è nata dal pensiero di un eretico che a suo tempo fu osteggiato dall’allora scienza ufficiale. Sarà così anche con gli ufo. Quando la cosa sarà palese ed evidente, la scienza la accetterà e la farà sua. Il prezzo, come sempre, lo pagherà chi ha fatto da apripista.

    1. 16.          Ultima domanda e forse la più importante: cosa dobbiamo aspettarci ora e in futuro da questi esseri che sorvolano i nostri cieli ? Perché appaiono solo a determinate persone o gruppi di persone ?

    Questo dipenderà da noi. Come dicevo sono molte le culture con cui siamo venuti in contatto, ora sta a noi scegliere con quali di loro costruire delle relazioni.

    La domanda ancora una volta non è cosa vogliono loro da noi, ma cosa vogliamo noi da noi stessi. Quale tipo di umanità vogliamo costruire? Che persone vogliamo essere? Quale progetto abbiamo per il nostro presente e per il nostro futuro? Rispondiamo a queste domande e poi, solo dopo, chiediamoci in che modo questo nostro progetto si può relazionare con le culture che ci fanno visita.

    Come fai a costruire delle relazioni (umane e non) basandole esclusivamente su un sentimento di paura? Come si fa ad avere paura degli alieni cattivi, quando noi stessi abbiamo il terrore di uscire di casa e a volte anche delle persone che abbiamo intorno ogni giorno?

    Ecco io credo che l’ufologia oggi dovrebbe fare prima di tutto due cose: prima di tutto smetterla di correre dietro agli ufo così come si corre dietro alle farfalle con il retino e cominciare invece a riflettere sul significato profondo delle interazioni con queste culture. Secondo, deve abbandonare quel senso di paura e di attesa che ormai pervade ogni ambito della ricerca.

    Smettiamola di attendere date e rivelazioni ufficiali e trasformiamo invece l’ufologia in una grande forza di cambiamento che contribuisca ad immaginare e a costruire un nuovo modello di sviluppo etico e sociale basato sulla consapevolezza che non siamo soli nell’universo e che non lo siamo mai stati.

    Sono sicuro che in questo modo faremo molti più passi verso gli alieni di quanti loro ne potranno mai fare verso di noi.

     

    Io e Ivan Ceci

 

Ringrazio il mio caro amico Ivan per avermi concesso l’onore di intervistarlo e riporto le sue ultime frasi che meritano di essere lette e capite in tutta la loro essenza:

“…trasformiamo invece l’ufologia in una grande forza di cambiamento che contribuisca ad immaginare e a costruire un nuovo modello di sviluppo etico e sociale basato sulla consapevolezza che non siamo soli nell’universo e che non lo siamo mai stati…”

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