BUIO COME IL VETRO

Anche se in ritardo per motivi di salute mi accingo a pubblicizzare l’opera non solo di un caro amico ma di un grande scrittore/ricercatore Giorgio Baietti dal titolo “BUIO COME IL VETRO”

copertina-buio-come-il-vetro

di questo suo capolavoro che suggerisco a tutti di leggere verrà qui riportata una sinossi e l’antefatto storico:

SINOSSI:

Una storia vera e incredibile allo stesso tempo; la realtà e la fantasia si fondono. Il protagonista è un vetro miracoloso che dal Medioevo arriva ai giorni nostri, passando per le mani di un cardinale amico di Leonardo da Vinci che per nasconderlo fa costruire una chiesa bizzarra e piena di simboli alchemici e dove, nell’Ottocento un parroco sarà assassinato perché, forse, aveva capito qualcosa di troppo. E il mistero avvolge la straordinaria e improvvisa ricchezza di un altro parroco che, nello stesso periodo, a pochi chilometri di distanza, costruisce un piccolo impero in un paese in cui, dal Medioevo, si fabbrica proprio il vetro.

Poi il buio e il silenzio coprono tutto, fino ai giorni nostri, quando un timido insegnante agli esami di Maturità deve correggere la tesina di una strana studentessa dal titolo Pink Stones, dedicata a due rockstar, SydBarrett e Brian Jones, fondatori, rispettivamente, dei Pink Floyd e dei RollingStones e alla loro ossessione per un pezzo di vetro! Ovviamente lui ne vorrebbe sapere di più ma la ragazza scompare e la sua ricerca proietterà il professore dentro un mondo che è quello di tutti i giorni, ma con particolari inquietanti e popolato di personaggi che non sono mai quello che sembrano.

Solo guardando attraverso quel vetro antico si può trovare la soluzione all’enigma ma non tutti gli occhi possono farlo, altrimenti la luce non cancellerà mai il buio. Mai!

ARTEFATTO STORICO

Tutto inizia con un patto. Autentico.

I monaci Leriniani (che nascono sull’isola di Lerins, di fronte a Cannes ed erroneamente identificati come Benedettini) convocano presso il loro monastero sull’isolotto di Bergeggi (Savona) un gruppo di Templari per realizzare una vetreria nell’entroterra ligure, nel villaggio di Altare. Questo accordo è stilato su una pergamena. I Templari saranno il braccio operativo, affidando l’incarico a dei maestri vetrai della Normandia che non dovevano avere alcun rapporto con la popolazione locale; sicuramente per mantenere inalterato il loro segreto. In questo laboratorio si produrràun vetro finissimo e molto, molto particolare.

Nel 1866 la pergamena finisce nelle mani di un notaio savonese, il quale la affida ad un sacerdote, don Torteroli, per chiarire alcuni punti che riguardano aspetti religiosi. Il parroco assume volentieri l’incarico ma, stranamente, pochi giorni dopo, si suicida gettandosi dalla finestra di casa sua. La pergamena sparisce con lui!

Nel 1964, quel poco che rimaneva sull’origine di questa vetreria scompare in un misterioso incendio.

Ma i misteri di Altare non finiscono qui. Alla fine dell’Ottocento giunge in paese il nuovo parroco: don Giuseppe Bertolotti, di famiglia poverissima, in pochissimo tempo diventa ricchissimo, una sorta di signorotto rinascimentale, amante dell’arte e della buona cucina che fa costruire due bellissime ville in stile Liberty dove non abiterà mai.

Re Umberto I gli concede la massima onorificenza dell’Ordine Mauriziano (e lui sarà l’unico sacerdote italiano ad averla) e papa Pio X, addirittura, lo nomina vescovo di San Giovanni in Laterano a Roma che significa essere Vice-Papa…e Bertolotti che fa? ringrazia il Santo Padre e rifiuta il favoloso incarico perché, parole sue, non può abbandonare il suo gregge ad Altare!

C’è poi un paese vicino, Cengio, dove l’antica chiesa parrocchiale, costruita a metà strada tra il castello medievale e un cimitero abbandonato, ha nei suoi sotterranei una grotta che era un tempio dedicato al dio Mitra.

Pochi chilometri ancora ed ecco un altro villaggio denso di enigmi, Saliceto, dove un marchese-cardinale, Carlo Domenico del Carretto (che per un solo voto non diviene Papa nel Cinquecento), fa costruire, secondo le indicazioni di Leonardo da Vinci (suo amico personale), una stranissima chiesa con una facciata su cui sono scolpiti strani simboli come Bafometto, Ermete Trismegisto, Giano Bifronte, una rana alata, la pianta perduta del Silfio e la Mandragola… e molte altre bizzarrie mai viste in una chiesa cristiana.

Tutto questo è come un libro di pietra che va letto da destra a sinistra, come usava fare proprio Leonardo. Anche all’interno molte sono le anomalie: la Via Crucis è posta al contrario rispetto alle altre chiese (come ad Altare e a Rennes le Chateau, villaggio del sud della Francia dove sono avvenuti fatti misteriosi e su cui ho scritto alcuni libri). In ogni Stazione troviamo dei particolari che sfuggono alla normalità: strani personaggi con copricapi bizzarri, simili a quelli dei buffoni di corte e, ad esempio, nella settima troviamo un nano che porta una pesante borsa piena di attrezzi  e che l’anonimo pittore ha messo in primo piano rispetto a Gesù, come se lui fosse più importante. Molto più importante. Sempre nella settima Stazione e nella nona c’è un personaggio che nulla a che vedere con i Vangeli: la dea Minerva! Nella tredicesima c’è uno stranissimo Giuseppe d’Arimatea che ha sei dita nella mano e proprio con il sesto indica la scritta INRI che ha la N rovesciata (proprio come a Rennes le Chateau…) che, secondo un’antica tradizione esoterica, rappresenterebbe la “camera dei segreti”. Sotto la chiesa, infatti, sono presenti alcune cripte e un parroco, nel 1957, le ha fatte chiudere ermeticamente come se ne avesse terrore; come se ciò che vi è sepolto potesse contaminarlo.

E per (non) concludere, questa Via Crucis dalla tredicesima alla quattordicesima Stazione sembra che sia subentrata una macchina del tempo, infatti, Gesù appare invecchiato di parecchi anni e ha perduto del tutto i capelli.

Dimenticavo…Carlo Domenico del Carretto, cardinale, espelle dai suoi territori i Domenicani, la polizia della Chiesa, per non avere impicci e problemi con l’Inquisizione per ciò che faceva nel suo tempio.

Forse il segreto di questa chiesa stranissima lo aveva scoperto un sacerdote, don Giovanni Battista Fenoglio e, forse, proprio per questo è stato assassinato nella canonica di Saliceto il giorno del suo compleanno nel 1875. Ma è tutto il paese ad essere particolare e un ulteriore esempio lo troviamo in una cappella campestre che ha splendidi affreschi del XIV secolo con scene di cavalleria ma in cui i protagonisti non sono i cavalieri ma i cavalli. Guardano diritto negli occhi chi entra in chiesa e ridono!

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Lombardi David – LUMOS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 16 dicembre 2015 su Recensioni e Consigli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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