MCS E I SUOI SEGNALI (Parte 2) La genesi delle mutazioni

Abbiamo visto, nella prima parte dell’articolo, che l’MCS viene identificata attraverso una serie di esami genetici, su particolari geni del nostro DNA, i quali mettono in evidenza una serie mutazioni, ben elencate nella prima parte dell’articolo.

Molti si porranno la domanda inerente le mutazioni mostrate nel primo articolo: perché esaminare proprio quei tratti del DNA ?

La risposta è molto semplice: l’esame di quei geni è stato ordinato dal professor Giuseppe Genovesi specialista in Endocrinologia, in Psichiatria ed in Immunologia, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, sezione di Fisiopatologia Medica, del Policlinico Umberto I dell’Università di Roma “La Sapienza”. In qualità di grande esperto della patologia il professor Genovesi è a conoscenza dei geni le quali mutazioni sono un segnale chiave della patologia.

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Tornando ora alla questione sulla genesi delle mutazioni ossia su cosa va a danneggiare il DNA la risposta ad una tale domanda ci da subito un nome: RADICALI LIBERI.

Cosa sono i radicali liberi ?

Elementi con un elettrone spaiato che mirano a strappare un altro elettrone per raggiungere la loro stabilità innescando cosi un processo che prende il nome di ossidazione.

immagine che descrive la formazione del radicale libero

immagine che descrive la formazione del radicale libero

Che ruolo svolgono nel nostro corpo ?

Essenzialmente i radicali liberi sono prodotti per uccidere eventuali patogeni come virus e batteri penetrati nel nostro organismo. Sono quindi delle armi difesa cellulari ma quando vengono prodotti in eccesso subentra il sistema antiossidante.

Quando la quantità di radicali liberi o ossidanti è superiore alla quantità di antiossidanti si innesca uno stress ossidativo.

tesiadri_fig1

meccanismo di stress ossidativo

Perché tendono a recar danno al nostro DNA ?

Quando la cellula si trova in una condizione di stress ossidativo per eccesso di Radicali Liberi, questi ultimi, ingaggiano la loro personale lotta per la sopravvivenza: essendo carenti di un elettrone, cominciano a cercarlo disperatamente attaccando le strutture cellulari.

E così attaccano le membrane che sono costituite da fosfolipidi , molecole ricche di elettroni (perossidazione lipidica): in seguito a questo attacco le membrane perdono la loro continuità strutturale e funzionale.
Attaccano il DNA cellulare, provocando mutazioni spesso pericolosissime.

Attaccano le proteine, spesso quelle enzimatiche, degradandole e quindi modificandole o inattivandole.

Come e dove si formano ?

La loro formazione è provocata da agenti esterni o essere l’espressione di un attività metabolica endogena. Gli agenti esterni che portano alla loro formazione sono di tre tipi:

fisici:

chimici: ozono, inquinanti atmosferici, idrocarburi aromatici, pesticidi, farmaci, conservanti, coloranti, alimenti intolleranti, ecc…

biologici: batteri, virus, ecc…

al di la dei fattori esterni i radicali si formano direttamente all’interno degli organismi viventi e tale produzione è legata ai processi vitali. Ciò è un fenomeno fisiologico che avviene continuamente nel corso delle reazioni di ossido-riduzione per effetto di meccanismi di natura sia enzimatica che non enzimatica.

Inoltre nel nostro corpo i radicali liberi grazie alla loro azione di ossidazione essi giocano un ruolo molto importante nei processi reattivi quali infezioni e infiammazioni.

Per quanto riguarda il luogo della loro formazione dentro di noi uno dei luoghi principali è la membrana plasmatica dei leucociti attivati: in caso di infezioni tali molecole prodotte dai leucociti, nella ricerca dell’elettrone per la stabilità, attaccano gli agenti infettanti indebolendo la parete cellulare, rendendoli più accessibili alla fagocitosi e contribuendo in modo conclusivo alla loro distruzione.

Gli altri luoghi sono i mitocondri durante la respirazione, il reticolo endoplasmatico liscio durante la trasformazione di xeno biotici e il citosol durante varie trasformazioni metaboliche.

Questi sono diciamo i tasselli per comporre il puzzle della malattia ma ci manca ancora un tassello, forse il più importante, il meccanismo delle mutazioni ossia il danno al nostro DNA che verrà affrontato nella terza parte dell’articolo insieme alle precauzioni da prendere in caso si inneschi nel nostro corpo uno stress ossidativo

Lombardi David – LUMOS

Fonti:

http://www.biologonutrizionista.org/diete-realizzabili/dieta-stress-ossidativo/

http://www.nutrigenetica.it/nutrigenetica/stress-ossidativo.aspx

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Pubblicato il 20 ottobre 2015 su Sensibilità Chimica Multipla. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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