LE PERGAMENE DI RENNES LE CHATEAU La verità nell’inganno (parte 2)

A distanza di quasi tre anni eccoci, con mia stessa grande sorpresa, alla seconda parte sul mistero che aleggia intorno le famose pergamene di Rennes le Chateau.

Nella prima parte ero giunto, dopo alcune riflessioni, che le pergamene messe in circolazione, tra libri e siti internet, non potessero essere quelle vere in quanto dotate di una sorta di “precisa imprecisione” ossia i dettagli in esse sfiorano, di poco, i dati storici.

Questa seconda parte è stata elaborata grazie a un dettaglio emerso in uno dei tanti libri inerenti il mistero stesso di Rennes: Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood

Nel libro viene riportata un intervista fatta dallo scrittore Jean Markale al noto personaggio de Chérisey, sul quale circola la voce che egli insieme all’ormai famoso Pierre Plantard, sarebbe responsabile della falsificazione delle pergamene di Renne le Chateau:

trovandomi a Rennes-les-Bains e saputo che dopo la morte del curato il municipio di Rennes-le-Chateau aveva preso fuoco e tutto era andato distrutto, archivi compresi, pensai che sarebbe stato intrigante inventare una storia in cui il sindaco della città possedeva una copia delle pergamene realizzate da Sauniere. E cosi, dando corpo alla proposta di Blanche, mi sono messo a concepire una copia criptata, basata sui passi dei vangeli, per poi applicare da me stesso la chiave di decifrazione. A questo punto non ho fatto altro che innescare, per via indiretta, l’attivissimo Gérard de Séde ed il gioco si è realizzato, ben al di là delle mie aspettative più rosee”

Delle quattro pergamene, come ormai si sa, due riportano estratti biblici del Nuovo Testamento e su una di esse è stata effettuata un incredibile e sorprendente scoperta.

prima pergamena scritta da Bigou

prima pergamena scritta da Bigou

seconda pergamena scritta da Bigou

seconda pergamena scritta da Bigou

Il testo della prima pergamena , in cui si racconta della visita di Gesù alla casa di Lazzaro, risale alla versione biblica pubblicata nel 1889 e ciò esclude l’abate Antoine Bigou il quale, come ormai tutti sanno, è venuto a mancare nel 1794.

Tale scoperta viene fatta da B.Putnam e J.E.Wood autori de “Il Tesoro Scomparso di Renns le Chateau” i quali pongono altre due teorie, le quali secondo me, non hanno molto senso logico:

1.Henri Boudet parroco di Rennes-les-Bains dal 1872 al 1914. Lui avrebbe potuto elaborare le pergamene, usando la versione biblica del 1889, e quindi nasconderle nella chiesa di Rennes le Chateau prima dell’arrivo dell’abate Sauniere nel 1885

2.lo stesso Sauniere avrebbe elaborato lui stesso le pergamene e avrebbe finto di scoprirle

 

Inoltre andando oltre la questione “chi ha elaborato le pergamene” c’è un altro dettaglio, poco esaminato dagli esperti, almeno è quello che ho potuto constatare leggendo vari libri su Rennes le Chateau, consultando siti in rete e vedendo documentari.

Nel codificare la prima pergamene emerge il nome del pittore Nicolas Poussin con la seguente frase “Poussin ha la chiave” e ciò viene subito legato a vari elementi:

Nicolas_Poussin_052

1.il quadro di Poussin stesso dal titolo “I Pastori d’Arcadia”

2.il fatto in base al quale Sauniere nel suo viaggio a Parigi si sia procurato una copia di tale quadro. Su ciò ci sono forti dubbi

3.il fatto che sulla lapide orizzontale della Marchesa Marie de Negre D’ables compare una scritta, la quale ad un attento studio, fa emergere la frase “Et In Arcadia Ego”

4.tale frase compare nel dipinto di Poussin

Questi sono i fatti che fanno piombare il mistero di Rennes le Chateau e del suo abate ancor più nel mistero ma anche qui ci sono dei dettagli che ci pongono un freno:

1.la seconda lastra, quella orizzontale della tomba della marchesa, non è mai stata vista dal vivo. Tutte le immagini che circolano sono degli schizzi fatti da persone, come Ernest Cros, che sostengono di averla vista e riprodotta. A parte la lastra verticale quella orizzontale non ha fotografie dal vivo. Quindi sorge la domanda: gli schizzi messi in circolazione sono veri o un abile contraffazione ?

2.Nicolas Poussin, morto nel 1665, il cui dipinto sui Pastori d’Arcadia ci conduce in Grecia

Il secondo punto apre altri spiragli di dubbi in quanto la morte del famoso pittore nel 1665 ci porta a dedurre che lui non potesse essere a conoscenza di tutti i fatti inerenti la marchesa de Negre, l’abate Bigou e l’abate Sauniere. Tali fatti si sono svolti a partire, grosso modo, dal 1732 quando la marchesa Marie de Negre d’Ables si sposa con Francois d’Hautpoul, primo marchese de Blanchefort.

Se il matrimonio è avvenuto nel 1732 vuol dire che da quando Poussin ha dipinto il famoso quadro, ossia nel 1630 più o meno, a quando la coppia è convolata a nozze sono passati 102 anni.

E se per pignoleria calcoliamo la distanza dalla morte di Poussin alle nozze dei due il tempo è di 67 anni.

anzi per essere ancora più pignoli che mai prendiamo le date di nascita e morte dei due sposi:

François d’Hautpoul (1689-1753)

Marie de Nègre d’Ables (1714-1781)

Il marchese sarebbe nato 24 anni dopo la morte di Poussin e qui metterò in evidenza altri fattori:

1.come faceva Poussin a sapere che i due si sarebbero sposati ?

2.come faceva Poussin a sapere che sarebbe morto prima il marchese ?

3.come faceva Poussin a sapere dell’abate Bigou ?

4.come faceva Poussin a sapere delle pergamene che la marchesa in punto di morte dette a Bigou ?

5.come faceva Poussin a sapere che l’abate Sauniere avrebbe trovato le famose  pergamene ?

6.come faceva Poussin  a sapere che Sauniere dopo il suo viaggio a Parigi sarebbe venuto a conoscenza del segreto ?

La risposta è semplice:

Poussin non poteva saperlo in quanto morto nel 1665 ossia a 24 anni di distanza circa dalla nascita del marchese e a 50 anni dalla nascita della marchesa. Per di più il quadro è stato elaborato intorno al 1640 quindi la distanza con la nascita del marchese aumenta e diventa di 50 anni, circa, e per la marchesa di 75 anni”

Poussin nel suo quadro non ha potuto mettere riferimenti a fatti accaduti dopo la sua morte ma solo fatti accaduti prima quindi l’unico appiglio è che, se la tomba del quadro, si trovava già li da prima del 1640 egli l’abbia dipinta per darci un riferimento geografico.

Un riferimento di cosa però ?

Forse alla zona di per se nella quale regnavano i Blanchefort. E quindi nell’indicare la tomba, Poussin, voleva indicarci un posto particolare. Come è emerso tale tomba si trova ad Arques (Le Chateau D’Arques) e tale posto dista 15/18 km da Rennes le Chateau dove nelle vicinanze un tempo vi era il castello dei Blanchefort legati per discendenza ad un dei gran maestri dell’ordine templare.

Il gran maestro in persona, sesto nell’ordine, era Bertrand de Blanchefort (1156-1169). Questo per ora è l’unico indizio che Poussin potrebbe averci voluto rivelare.

Non sapendo cosa sarebbe accaduto dopo la sua morte, nel 1665, tutte le informazioni che può aver inserito nel suo dipinto riguardano i fatti avvenuti prima di essa.

Forse riguardano il padre del marchese di Blanchefort e forse Poussin voleva dirci che in quel posto vi erano delle persone importanti. Ma se le cose stanno cosi cosa c’entra la scritta “Et In Arcadia Ego” ?

Di questo dettaglio ne parlerò in un articolo a parte ma ciò non toglie che se davvero nel quadro di Poussin ci sia un codice per condurci a una conoscenza di certo riguarda eventi avvenuti prima e durante la sua vita: di certo non dopo.

Quindi Poussin, se sapeva qualcosa, forse era proprio in riferimento a un luogo preciso. Inoltre qui affermo solo che anche nella prima versione dei Pastori d’Arcadia dove il paesaggio non si vede, in quanto coperto dai quattro personaggi e dall’enorme tomba inserita nel muro, io ho scoperto in quale luogo dell’Arcadia è stato ambientato. Di conseguenza la terza parte di quest’articolo, incentrato sulle pergamene, mostrerà gli aspetti del quadro di Poussin.

Torniamo quindi alla questione del nostro amico de Chérisey il quale afferma di aver creato lui stesso le pergamene e tale fatto porterebbe chiunque a dedurre che esse siano solo e solamente un falso…ma c’è un bel “ma”.

Per quanto siano un falso in esse c’è qualcosa di vero in quanto un legame con la Grecia c’è e ne ho parlato nell’articolo “Il Doppio Segreto di Rennes le Chateau – parte 1e2”.

Il legame presenta i seguenti punti:

1.I quadri di Leonardo da Vinci, Gioconda e Vergine delle Rocce hanno sfondi reali presenti in Grecia (dimostrato nel libro “I Custodi del Messaggio”

2.Poussin venne a Roma subendo l’influenza dell’arte rinascimentale

3.Leonardo era un grande esponente del Rinascimento

4.secondo una fonte presente nel libro “Il Codice Segreto del Santo Graal” nel IV secolo alcuni membri del Rex Deus, presunti discendenti della stirpe reale, dissotterrarono il corpo del messia dal luogo in cui era stato nascosto, in una zona imprecisata della Grecia, e lo seppellirono nell’unico posto in cui nessuno si sarebbe sognato di cercarlo, sotto la montagna del tempio di Gerusalemme.

Questi dati ci mostrano come un legame tangibile potrebbe esserci e che la questione della Grecia non sia una falsa pista. Va però messo in evidenza che chi ha elaborato la falsa pista ha fatto puntare gli sguardi di tutti i curiosi sul secondo quadro di Poussin lasciando la prima versione dei “Pastori d’Arcadia” in disparte.

Come mai tutto ciò ? cosa si nasconde nella prima versione ? anche questo sarà trattato nella terza parte…non vi preoccupate

Questo dettaglio della Grecia mi ha portato a dedurre che la falsità delle pergamene, come ho già detto nella prima parte, non sia vera ma falsa. Curioso dire “una falsa falsità” ma io credo che nel creare una falsa pista gli autori di ciò hanno lasciato delle indicazioni verso la vera pista. E qui il mistero aumenta.

Perché creare una falsa pista mettendo degli elementi che, ad un occhio molto attento, possono condurre alla verità ? chi erano veramente Plantard e de Chérisey ?

Erano persone che volevano solo divertirsi a creare un mistero ? erano persone che volevano coprire un mistero ? oppure erano persone che fingendo di smontare il mistero di Rennes le Chateau volevano nascondere nella loro falsità…la verità ?

Di certo i codici emersi dalle due pergamene, reperibili in rete e sui libri, erano ben elaborati. Di certo non erano informazioni casuali che non portavano a nulla. Chi ha fatto il tutto sapeva cosa cercare e quindi è possibile che in mezzo a delle false pista ne abbia inserite qualcuna vera sperando che venisse notata.

Mettiamoci nella mente di queste persone le quali hanno paura ha mostrare la verità essendo consapevoli che verrà ostacolata o resa ridicola. Cosa fanno ? creano un falso che può benissimo essere reso pubblico in quanto non porterà a nulla. Elaborano l’inganno alla precisione inventando la storia di Sauniere a Parigi dove si procura la copia del quadro (la seconda versione), elaborano le pergamene, elaborano le immagini della lapide della marchesa e il gioco è fatto.

Nel falso però ci mettono un pizzico di verità talmente ben nascosta che potrebbe sfuggire a molti. Inoltre se esaminiamo rapidamente i fatti la falsità delle pergamene è emersa dopo un lungo periodo e poi prima o dopo di esso abbiamo la confessione del nostro amico de Chérisey. La domanda quindi è:

Mostrare la falsità delle pergamene e confessarsi autore di tale atto che scopo ha ?

Semplice: lo scopo di smontare il mistero di Rennes le Chateau.

La gente sarebbe stata indotta a pensare nel seguente modo:

“ma è tutto falso. Non c’è un tesoro. non c’entra nulla il Santo Graal e la stirpe di Gesù con la Maddalena”

Ma quel dettaglio della Grecia che ha in se un qualcosa di vero e concreto come lo si spiega ?

E’ stata una coincidenza o chi ha elaborato il fumo l’inganno ha inserito una lieve fiamma di verità nella speranza che venisse vista ed esaminata ? anche a questa domanda risponderemo nella terza parte.

Questa seconda parte serviva ad aprire un nuovo spiraglio sulla questione delle pergamene con la confessione fatta da Philipe de Chérisey e con il fattore che, nonostante Poussin non potesse essere a conoscenza dei i fatti accaduti a Renns le Chateau dopo la sua morte ma solo durante la sua vita, la questione della Grecia (Arcadia) non è una pista cosi falsa come sembra.

Di conseguenza la domanda con cui concludo questa seconda parte è: se le pergamene, ammesso che siano veramente false, nascondono qualcosa di vero, qual è lo scopo della loro elaborazione ?

La riposta cari lettori non tarderà ad arrivare

 

 

Lombardi David – LUMOS

 

Fonti Cartacee:

Il Tesoro Scomparso di Rennes le Chateau – B.Putnam e J.E.Wood

Il Codice Segreto del Graal – M.Hopkins, G.Simmans e T.M.Murphy

I Custodi del Messaggio – G.Gianazza e G.Freguglia

Fonti Web:

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/06/12/le-pergamene-di-rennes-le-chateau-la-verita-nellinganno/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/10/20/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-seconda-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/04/27/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-prima-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2014/03/09/il-segreto-della-stirpe-reale-parte-i/

 

 

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Pubblicato il 23 aprile 2014 su misteri della religione. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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