IL SEGRETO DELLA STIRPE REALE (Parte I) Indizi tra Rennes le Chateau e il Codice da Vinci

Ormai è notissima la questione della Stirpe Reale nata, stando a vari indizi, dal matrimonio tra Gesù Cristo e Maria Maddalena. Questa storia, o meglio teoria data la mancanza di prove schiaccianti, ha le sue basi nell’ormai famosa chiesa di Rennes le Chateau.

Fu proprio da quest’ultima che gli autori del best seller “Il Santo Graal” Baigente, Leigh e Lincoln hanno elaborato tutta la teoria del “Sangue Reale” inerente al matrimonio tra Gesù e Maddalena e ai loro successori ossia i Re Merovingi.

Sull’intera questione lo scrittore Dan Brown scrisse “Il Codice da Vinci” nel quale si ipotizzava che la stirpe del Sangue Reale avesse proseguito dai Merovingi fino ai nostri giorni.

I fatti sono andati realmente cosi ?

Nonostante molti sostengono l’impossibilità di questa teoria, ci sono vari elementi atti a dimostrare che un proseguimento dopo i Merovingi ci sia stato e sia arrivato al 17 gennaio 1781.

Procediamo con l’elencare questi elementi i quali alcuni sono presenti sia nel mistero di Rennes le Chateau che nel Codice da Vinci:

1.la marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort era imparentata con i Templari

2.le incisioni presenti sulla lapide e sulla stele della marchesa vennero danneggiate e rovinate dall’abate Sauniere

3.in punto di morte la marchesa diede due pergamene all’abate Antoine Bigou predecessore di Sauniere

4.Bigou elaborò altre due pergamene che unì alle due della marchesa (qui nacquero le famose 4 pergamene) e le nascose tutte e quattro in una delle due colonne che sorreggevano l’altare.

5.nel Codice da Vinci il famoso Priorato di Sion nasconde al suo interno i discendenti stessi del sangue reale

6.secondo alcune fonti, non molto attendibili, Pierre Plantard, sarebbe non solo un discendente dei Merovingi, e quindi della stirpe reale, ma anche l’ultimo gran maestro del Priorato di Sion.

7.da una ipotesi i Merovingi non sono del tutto scomparsi ma si sono insediati nei Catari. Una volta scomparsi quest’ultimi i Merovingi sono entrati nei Templari fino ad arrivare a Rennes le Chateau.

In base a questi elementi è evidente che il segreto della stirpe reale sia arrivato, partendo dai Merovingi, in mano alla marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort e da lei sia passato, attraverso l’abate Antoine Biogu, nelle mani dell’abate Berengere Sauniere.

La tomba della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort è composta in una lastra verticale e una orizzontale. La seconda è quella che, secondo alcune fonti, venne sparire dall’abate Sauniere in quanto si dice nascondesse un segreto.

articolo23-4

In essa viene riportata, parte in greco e parte in latino, la scritta “Et In Arcadia Ego” ossia la stessa frase che compare nel dipinto di Nicolas Poussin “I Pastori d’Arcadia”.

Inoltre nella lapide verticale è stato notato un curioso errore per quanto concerne la scritta “REQUIES CATIN PACE” la quale, in una versione corretta della lapide, risulta essere REQUIESCAT IN PACE”. Cosa ci sarà di strano ?

Apparentemente nulla se non il fatto che la parola “CATIN” in francese  andrebbe a significare “Prostituta” e non si sa se tale errore sia stato voluto o meno.

A questo punto sorge la domanda:

Se quella seconda lapide è sparita come si fanno a conoscere la sua esistenza e le parole incise sopra ?

La conferma ci giunge da due quasi attendibili testimoni oculari, Ernest Cros ed Eugene Stublein.

Ernest Cros era un ingegnere ferroviario, conoscente di Saunière ed appassionato d’archeologia. Durante una sua visita a Rennes le Château nell’anno 1908, notò una strana lastra funeraria sulla tomba della marchesa Marie de Negre de Blanchefort. Le iscrizioni inconsuete lo colpirono e gli parvero molto antiche.

rennf09g

la seconda lapide della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort

Quando Cros, tempo dopo, tornò nel cimitero, la lapide era sparita. Non vedendola più e conoscendo bene l’ignoranza del parroco, Cros lo rimproverò aspramente per non aver avuto cura di un pezzo di tale valore e per aver mancato di rispetto alla sepoltura della nobile. Saunière si difese rispondendo che aveva bisogno di spazio nel cimitero. Si racconta che i due uomini abbiano litigato furiosamente per questo motivo. Ma l’ingegnere non si dette per vinto. L’idea della lapide antica scomparsa continuò ad ossessionarlo per anni, tant’è vero che dodici anni dopo, nel 1920, si decise a disegnare la lastra tentando di ricostruirne l’aspetto grazie alla propria memoria e alle testimonianze dei paesani.

Secondo altre fonti si ipotizza che tutto ciò sia una mistificazione la quale ha al suo vertice come responsabili Pierre Plantard, presunto Grande Maestro del Priorato di Sion  e Philippe de Chérisey.

Sono quest’altre fonti sono stati loro ad aggiungere all’iscrizione originaria disegnata da Ernest Cros la scritta “Et in Arcadia Ego”; ma la testimonianza di Cros non conferma la presenza del motto: egli infatti pensava di ricordare semmai in tale posizione la presenza di segni cabalistici, forse templari.

A chi crediamo ? a Cros o a Plantard ?

Le ipotesi sono due:

1.Cros ha disegnato la seconda lapide come viene riportato nei disegni messi in rete

2.Cros ha disegnato la seconda lapide diversa da come la si vede in rete e Plantard ha messo in circolazione un falso togliendo di scena, in qualche modo, quello vero.

Una cosa potrebbe essere ovvia:

“Se” il disegno messo in rete risponde al vero e “se” in esso vi è nascosto un codice il quale potendo rivelare un segreto ha portato alla scomparsa della seconda lapide, mi sembra al quanto strano che la sua immagine venga fatta circolare in rete.

Basta andare su qualsiasi motore di ricerca per vederla e per estrapolare il segreto che contiene, ammesso che sia facile. Sauniere facendola sparire ci fa capire che il codice non era cosi difficile e che bastava rifletterci sopra per decifrarlo. Almeno cosi sembra.

Quindi è possibile che tale disegno sia veramente un falso e che sia stato fatto apposta per portare i curiosi su una falsa pista. Quindi l’ipotesi giusta è che sulla seconda lapide, ammesso che sia esistita, vi sono altre cose scritte. Ma quali ?

L’unico indizio per ora è che si tratta di segni cabalistici forse templari ma purtroppo non sappiamo quali e ritorniamo sempre alla questione dei due testimoni che hanno visto le due lapidi.

Non si sa molto su di loro e l’unica teoria che posso avanzare è che il disegno originale di Cros, se quello in circolazione è un falso, è sparito insieme al suo autore.

Ma al di là di ciò è realmente esistita una seconda lapide ? nessuno a parte i due testimoni l’ha vista.

Che la sua stessa esistenza sia a sua volta una falsa pista ?

E per quale motivo, se fosse tutta una montatura, è stata elaborata questa falsa pista ? gli unici elementi certi sulla Marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort erano il suo legame con i templari o meglio suo marito aveva tra i suoi discendenti Bertrand Blanchefort il sesto Gran Maestro dell’ordine.

Il collegamento quindi c’è ma dalla morte della marchesa alla creazione della sua lapide i fatti diventano strani.

È come se la figura della marchesa stessa fosse stata sfruttata per creare una falsa pista. Ma tutto ciò è assurdo.

Se si voleva far credere che delle persone avessero creato un falso disegno della lapide perche sono emersi altri due i quali, almeno questo dicono alcune fonti, hanno realmente visto e riprodotto la lapide ? e non dobbiamo dimenticare che Cros ha dichiarato di non aver visto il motto “Et In Arcadia Ego” che compare nei suoi disegni.

Essendo pochi gli indizi a favore di Cros mentre di Plantard se ne parla tanto, forse troppo, è possibile ipotizzare che la verità stesse dalla parte di Plantard. Me se fosse il contrario ?

Se i troppi indizi su Plantard sono stati piazzati deliberatamente per portare la gente sulla sua pista e se quelli su Cros hanno iniziato a sparire, forse perche guidavano alla verità, riducendosi ad un numero incredibilmente misero ?

Purtroppo, per chi non vuol far emergere la verità, gli indizi, prima o poi, emergono e basta ragionarci per capire che forse c’è del vero. Quindi forse la lapide è realmente esistita e Sauniere l’ha fatta sparire.

Ma c’è un dettaglio importante, se crediamo alla testimonianza di Cros, ossia che segni che lui vide sulla seconda lapide forse erano templari e ciò collima con la parentela che la marchesa aveva. A questo punto si può ipotizzare che l’abate Sauniere abbia fatto sparire la seconda lapide per il fatto che i “simboli templari” fossero facilmente identificabili e, sempre restando in campo delle ipotesi, gente come Plantard abbia sfruttato il fatto per creare una falsa pista.

Mettere il motto “Et In Arcadia Ego” quando tutti sanno il legame tra Sauniere e il dipinto di Poussin “I Pastori d’Arcadia”, nel quale ricompare tale motto, avrebbe creato un legame che con il tempo sarebbe sfociato nel nulla rendendo la questione della lapide stessa una vicolo cieco da abbandonare seduta stante.

Quindi se reputiamo questa tesi giusta e logica è possibile che la Marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort non solo fosse imparentata con i Templari ma fosse anche una discendente della stirpe reale.

A questo punto riprendiamo gli elementi elencati all’inizio dell’articolo e prendiamo gli ultimi tre:

5.nel Codice da Vinci il famoso Priorato di Sion nasconde al suo interno i discendenti stessi del sangue reale

6.secondo alcune fonti, non molto attendibili, Pierre Plantard, sarebbe non solo un discendente dei Merovingi, e quindi della stirpe reale, ma anche l’ultimo gran maestro del Priorato di Sion.

7.da una ipotesi i Merovingi non sono del tutto scomparsi ma si sono insediati nei Catari. Una volta scomparsi quest’ultimi i Merovingi sono entrati nei Templari fino ad arrivare a Rennes le Chateau.

Se ipotizziamo che i Merovingi siano passati dai catari ai templari e se come si nota nel Codice da Vinci i detentori del segreto e gli eredi stessi della stirpe reale erano insediati nel Priorato di Sion è possibile ipotizzare, nel caso di Rennes le Chateau, che la marchesa stessa fosse una discendente della stirpe reale, come Sophie Neveu nel Codice da Vinci, e che si sia andata a imparentare con un discendente dei Templari il quale, sempre nel campo delle ipotesi, aveva il compito di proteggerla. E’ vero che nel Codice da Vinci, Sophie viene protetta dal Nonno, presunto ultimo gran maestro del Priorato, ma io credo che Dan Brown non abbia solo letto la “Il Santo Graal”…

Che abbia letto anche qualche altro libro ?

Per ora mi fermo qui ma a breve verrà stilata la seconda parte con altre novità sulle quali sto lavorando

Lombardi David – LUMOS

Fonti Cartacee:

Il Codice da Vinci – Dan Brown

Il Santo Graal – M. Baigent, R. Leigh e H. Lincoln

Fonti Web:

http://arjelle.altervista.org/Arcadia/etinarcadiaego1bis.htm

Annunci

Pubblicato il 9 marzo 2014 su misteri della religione. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: