Lo spettacolo delle Orionidi influenzato da Giove

Gli effetti della forza di gravità del gigante del Sistema Solare sull’orbita di Halley sarebbero la causa delle esplosioni di attività cicliche delle Orionidi, lo sciame meteorico originato dalla più famosa delle Comete.

Lo spettacolo delle Orionidi influenzato da Giove.

È lo sciame meteorico che ci fa compagnia in ottobre e che, talvolta, è eccezionalmente vistoso e spettacolare: sono le Orionidi, quelle particelle espulse da Halley non meno di 2000 anni fa, che in alcuni anni si manifestano in una potenza sfavillante maggiore di quella consueta. Merito ed effetto del gigante gassoso del Sistema Solare e della periodica influenza della sua forza di gravità sull’orbita della Cometa e, di conseguenza, sulla scia di detriti al seguito, che contribuisce a dare origine delle vere e proprie esplosioni cicliche di attività, che a noi piccoli umani di fronte alle immensità del cielo è consentito ammirare ancor più belle in alcune particolari annate. Recentemente l’astrofisico Aswin Sekhar del britannico Armagh Observatory, ad un congresso di astronomia tenutosi a Manchester, ha presentato i risultati di un lavoro frutto di una simulazione relativa ai 12 000 anni trascorsi e ai 15 000 anni futuri dell’orbita di Halley.

Il fenomeno della risonanza – Ha così verificato e constatato come sia la forza di Giove ad essere complice della nube di materiali che, di tanto in tanto, appare ancora più “scenografica” del solito. Ogni 75/76 anni Halley porta a compimento la propria orbita; quando il suo nucleo risulta essere più vicino al Sole, per effetto del maggiore riscaldamento, rilascia i gas e le polveri che costituiscono la sua meravigliosa coda, mentre tale degassamento dà luogo al nugolo di detriti che seguono la Cometa. Proprio tali particelle sono quelle che bruciano nell’atmosfera terrestre, quando il nostro Pianeta attraversa l’antichissimo percorso di Halley: evento che si verifica per due volte nel corso dell’anno, permettendo di osservare gli sciami meteorici della Orionidi e delle Eta Aquaridi, quest’ultimo nel mese di maggio. Sciami meteorici a cui si è soliti attribuire il più romantico nome di «stelle cadenti» e che, in determinate circostanze, risultano più meravigliose che in altre: questo accade proprio perché «i resti» di Halley, secondo quanto ha spiegato Sekhar, non sono distribuiti in maniera uniforme lungo l’orbita poiché, in specifiche porzioni della volta celeste, i detriti avrebbero avuto in passato la tendenza ad addensarsi per effetto dell’attrazione gravitazionale di Giove, secondo il fenomeno della «risonanza». In occasione dell’incontro della Terra con questi raggruppamenti resi più fitti dall’influenza del più grande dei pianeti, la pioggia di meteore, o di stelle cadenti, si offre ancora più splendida e grandiosa, consentendo a tutti di stupirsi dinanzi all’immensità di quella Natura perfetta che domina le nostre sorti.

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Pubblicato il 5 aprile 2012 su Misteri dell'Universo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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