“Non ci estingueremo”: gli esseri umani esisteranno almeno fino al 100.000 d.C.

Lo studio della Long Now Foundation pubblicato su New Scientist esclude l’ipotesi dell’estinzione degli esseri umani entro i prossimi 100.000 anni: l’uomo dovrebbe sopravvivere a pandemie, asteroidi e surriscaldamento. Con molti cambiamenti.

Niente paura. Nonostante teorie catastrofiste e film apocalittici l’uomo nel 100.000 dopo Cristo ci sarà ancora. A sostenerlo la Long Now Foundation di San Francisco, una fondazione nata in California con lo scopo di scrutare nel futuro per capire quali saranno i cambiamenti che interesseranno la società umana e non solo. Lo studio pubblicato su New Scientist è “ottimistico”: gli esseri umani tra 100.000 anni popoleranno ancora la Terra. Gli studiosi non hanno tracciato un futuro a rose e fiori, sia chiaro. Pandemie, surriscaldamento globale, finanche la possibilità che un asteroide colpisca il nostro pianeta non sono affatto da escludere. Gli esseri umani, però, grazie al loro adattamento e al fatto che siamo sparsi in ogni angolo del globo, non soccomberanno.

Gli scienziati della Long Now Foundation considerano l’impatto con un asteroide come il rischio più grave per la nostra specie. D’altronde secondo le teorie più accreditate fu proprio un meteorite a provocare la fine dei dinosauri, dopo millenni di “dominazione” del pianeta Terra. Ma, un po’ come nei kolossal Deep Impact e Armageddon, quand’anche questo impatto si verificasse ci dovrebbe essere un happy ending. Si tratta di una teoria molto diversa da quella paventata dalla Global Catastrophic Risk Conference. Il convegno tenutosi nel 2008 a Oxford tracciava un futuro molto meno roseo per gli esseri umani. Addirittura si giunse alla conclusione che l’uomo aveva solo il 19 per cento di possibilità di arrivare fino al 2100.

Il più grosso cambiamento in 100.000 anni di storia? Il linguaggio

Una domanda molto interessante posta dagli studiosi nella ricerca pubblicata su New Scientist è la seguente: l’uomo di oggi, se ipoteticamente potesse essere “proiettato” nel 100.000 dopo Cristo, riconoscerebbe i suoi simili? La risposta è…probabilmente sì. Nonostante i molti cambiamenti che caratterizzerebbero mille secoli di storia, infatti, così come se un uomo di 30.000 anni si ritrovasse improvvisamente nella New York di oggi si sentirebbe molto disorientato ma riconoscerebbe i suoi simili, l’uomo di oggi potrebbe riconoscerebbe l’uomo del futuro. In questo scenario fantascientifico la difficoltà più grande sarebbe senz’altro un’altra: comunicare. La velocità con cui cambiano le lingue è infatti impressionante se confrontata con i cambiamenti del resto della società. Basti pensare a quanto è differente il latino rispetto all’italiano odierno, o l’inglese di mille anni fa rispetto a quello di oggi.

Gli studiosi su New Scientist hanno provato a dare una risposta anche a un’altra interessante domanda: tra 100.000 anni avremo esplorato l’Universo? In questo caso la risposta è sì e no, nel senso che con ogni probabilità avremo esplorato il Sistema Solare ma non saremo andati oltre: troppo grande la distanza tra il sole e le altre stelle per essere colmata in 100.000 anni di storia.

Una nota finale: quello descritto dalla Long Now Foundation, per quanto affascinante, è uno scenario teorico. Il consiglio da parte nostra è quello di godersi il presente senza pensare troppo a quello che avverrà tra vari millenni. Non si sa mai.

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Pubblicato il 13 marzo 2012 su Il Pianeta Sconosciuto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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