Quei segreti scritti nel DNA

L’ultima invenzione made in USA è un apparecchio in grado di leggere in meno di 24 ore tutte le informazioni contenute nel DNA al costo di “solo” mille dollari, mentre dalla Scozia arriva una ricerca secondo la quale sarebbe possibile stabilire fin dalla nascita l’aspettativa di vita di un individuo. Notizie che sollevano anche questioni etiche sulle probabili conseguenze di queste scoperte.

Quei segreti scritti nel DNA.

Mille dollari per conoscere il destino; o, quanto meno, alcuni aspetti non secondari di questo indagabili e leggibili all’interno del nostro patrimonio genetico. Arriva dagli Stati Uniti il «genoma low cost»: un apparecchio realizzato da una società americana di biotecnologie, la Life Technologies del Connecticut, in grado di leggere i segreti contenuti nei tre miliardi di lettere che costituiscono il DNA di ciascun individuo. Un’operazione che, fino ad oggi, richiedeva costi ben più elevati, fino a quindicimila dollari, e tempi assai dilatati che potevano superare la settimana.

Ion Proton, il nome della macchina, è commerciabile al costo di 149 000 dollari, quindi accessibile per una grande unità ospedaliera: ma questa nuova invenzione se da un lato promette interessanti sviluppi nell’ambito di terapie mirate ai geni, dall’altro sta già sollevando problemi etici. In particolar modo, l’ipotesi di una banca dati del genoma, magari sequenziato a tutti fin dalla nascita, facilmente accessibile da parte di datori di lavoro e compagnie assicurative mediche (sulle quali si basa praticamente l’intero sistema sanitario degli Stati Uniti) potrebbe facilmente portare a discriminazioni nei confronti di chi stia cercando un’occupazione o voglia stipulare una polizza.

Inoltre, mettere a disposizione anche solo del diretto interessato una mole strabiliante di informazioni avrebbe delle ripercussioni che non vanno assolutamente sottovalutate: la sola interpretazione dei dati contenuti nel DNA necessita un ulteriore approfondimento che non sarebbe alla portata di tutti i medici di famiglia. Venire a conoscenza della propria predisposizione ad una certa malattia, poi, potrebbe aiutare sì nella eventuale prevenzione ma esporre anche ad analisi ed esami talvolta non necessari: avere una patologia «scritta» nel genoma, infatti, non significa che questo male si scatenerà necessariamente.

Senza contare i devastanti effetti sulla psiche dell’individuo che, magari, saprà se è destinato ad una vita lunga ed in buona salute oppure se la longevità non rientra tra le caratteristiche ereditate dagli avi. Anche relativamente alla lunghezza della vita, infatti, il nostro DNA contiene una sorta di «profezia scientifica»; il teleomero, la regione posta alle due estremità dei cromosomi il cui ruolo principale è preservare le informazioni genetiche nel momento in cui le cellule si replicano, è stato già ampiamente riconosciuto dagli scienziati come strettamente collegato alla longevità: quando i teleomeri si accorciano progressivamente, infatti, causerebbero il precoce invecchiamento della cellula e, quindi, dell’intero organismo.

In un recente studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences alcuni ricercatori scozzesi sono andati oltre, sostenendo che sia possibile prevedere, sin dalle prime fasi dell’esistenza, la durata media della vita di ciascun individuo. Misurando la lunghezza dei teleomeri alla nascita e ripetendo l’operazione sui medesimi individui ad intervalli regolari si potrebbe conoscere quale è l’aspettativa di vita di ciascun soggetto. Il lavoro ha analizzato le cellule del sangue di un gruppo di fringuelli zebrati, verificando che gli uccellini più longevi avevano i teleomeri più lunghi dei propri simili già a 25 giorni dalla nascita.

C’è chi lo ha definito l’«oroscopo genetico», come è accaduto anche per Ion Proton; in realtà, stili di vita e contingenze di ogni tipo sono parimenti influenti sull’esistenza di ciascun individuo per preoccuparsi troppo di conoscere i segreti contenuti all’interno del nostro patrimonio genetico. E, dunque, se in un futuro non troppo lontano dovessimo conoscere tutto quello che il DNA ha in serbo noi, non c’è da preoccuparsi: al di fuori di quanto è scritto nei cromosomi, c’è ancora moltissimo da svelare.

Lombardi David
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Pubblicato il 20 gennaio 2012 su Il Pianeta Sconosciuto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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