INTERVISTA A MAURO BIGLINO

L’intervista fatta dal sottoscritto Lombardi David allo scrittore e studioso Mauro Biglino autore del libro “Il Dio Alieno della Bibbia”

Mauro Biglino

 

1 Che cosa ti ha spinto ad esaminare in modo cosi approfondito il testo biblico?

1 Dall’età del liceo mi interesso di storia delle religioni e molti anni fa ho deciso di studiare l’ebraico per avere accesso diretto alle fonti della più importante religione occidentale. Ho iniziato a tradurre, le Ed San Paolo sono venute in contatto con le mie traduzioni, le hanno giudicate positivamente e mi hanno affidato l’incarico di tradurre letteralmente vari libri dell’Antico Testamento: fino ad ora ne ho tradotti 23 e loro ne hanno pubblicati 17 nella collana della  Bibbia Ebraica Interlineare.

Il lavoro professionale mi ha fatto evidenziare stranezze da cui è sorta la necessità di approfondire ulteriormente; di qui sono poi nati i libri che ho pubblicato e che contengono una storia diversa da quella che ci è stata raccontata.

Preciso che da quel momento i rapporti con la casa editrice cattolica si sono immediatamente interrotti per ovvi motivi.

In sostanza quindi mi ha spinto la necessità di accedere direttamente alle fonti senza avere le intermediazioni dei vari interpreti che, come la storia dimostra, hanno fatto dire a quel testo tutto ciò che hanno voluto. In questa incertezza totale e nella volontà di affermare questo o quel dogma, i sostenitori delle numerose presunte verità si sono combattuti nei secoli ed è proprio questo scontro che bisogna evitare: importante è formulare delle ipotesi e sottoporle verifica. Per questo motivo io pubblico nei miei libri anche i versetti in ebraico e la traduzione che ne faccio: tutti devono potere verificare ciò che dico; metto in gioco le mie idee senza avere la presunzione di possedere la verità

2 Dal titolo del tuo ultimo libro si capisce che esiste una qualche sorta di legame tra religione e ufologia. Cosa puoi dirci ?

2 La spiegazione risiede nel fatto che tutti i racconti di tutti i popoli di ogni continente rimandano alla tessa storia: individui venuti dal cielo che hanno “fatto” l’uomo; gli hanno dato civiltà, lingua, cultura ed hanno anche combattuto tra di loro per il dominio sui vari territori del pianeta. Tutti ci raccontano delle macchine volanti e dunque ritengo che non si possa più fingere che si tratti di favole o miti: bisognerà cominciare  a pensare che si tratta di storie vere narrate con gli strumenti culturali, concettuali e linguistici di cui disponevano gli autori dei testi antichi. Sappiamo ad esempio che tutto ciò che era inerente al volo non poteva che essere definito con la terminologia propria del mondo degli uccelli; tutto ciò che emetteva una qualche forma di energia visibile era definito ardente o infuocato; gli improvvisi getti o riflessi di luce erano necessariamente lampi; ogni rombo, frastuono o rumore prodotto da un qualunque mezzo veniva identificato con il tuono o con il suono prodotto da grandi masse di acqua; ogni strumento di osservazione, magari di forma tondeggiante, era evidentemente un occhio. In ogni caso, fatte salve le differenze linguistiche, siamo di fronte a racconti coerenti e paralleli di cui abbiamo testimonianza presso i popoli di tutto il pianeta: Sumeri, Ebrei, Indu, Greci, Maya, Aztechi, Celti, Hopi, Cinesi, Giapponesi, Zulu, Dogon, Maori…

3 Pensi che quegli esseri che da anni molti studiosi chiamano alieni siano in realtà gli angeli e tutte le cose simili che compaiono nella bibbia ?

3 E’stata la teologia ad elaborare le figure angeliche partendo dai malakim (i messaggeri) che erano in realtà – e senza alcuna ombra di dubbio – individui in carne ed ossa come noi, anche se il loro aspetto fisico li rendeva distinguibili dai nomali semiti, perché venivano riconosciuti immediatamente: su un elemento non vi possono essere dubbi: non erano esseri spirituali! Mangiavano e bevevano, camminavano, si sporcavano e dovevano lavarsi, avevano necessità di dormire  e potevano addirittura essere aggrediti. Non a caso ho dedicato vari capitoli a quegli esseri. Ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA ho anche dedicato due capitoli di analisi specifica alla figura del cherubini per documentare come questi ultimi – a differenza dei malakìm –  non fossero neppure degli individui ma oggetti meccanici descritti nei particolari: anche qui ho pubblicato i versetti del Codice ebraico masoretico di Leningrado per fornire possibilità di verifica puntuale  a ciò che scrivo.

4 secondo le ricerche di alcuni esperti tra cui Sitchin e Von Daniken il presunto Dio della bibbia non esiste o meglio esisterebbe una schiera di divinità. Cosa ne pensi al riguardo ?

4 Penso che non ci dovrebbero più essere dubbi in merito. La Bibbia ci narra chiaramente  di un “gruppo” di individui che chiama Elohim e dice spesso che Yahwèh era solo ”uno” di loro. Gli autori biblici non li rappresentavano neppure in forma di divinità ma ci descrivono Yahwèh come un governatore locale che aveva avuto in assegnazione quel territorio e quel popolo su cui governare e da cui farsi servire. Il pensiero teologico ha trasformato il “gruppo” di individui – che erano di carne ed ossa come noi – nel Dio universale, unico e trascendente. Ma si è trattato di un travisamento totale dei testi.

Ciò non significa necessariamente che Dio non esiste; la questione della sua esistenza o meno nelle varie forme che l’umanità ha elaborato nei millenni attiene alla fede e le persone di fede non devono metterla in discussione. Nelle conferenze che faccio in tutta Italia dico spesso che per un uomo di fede solida la presenza di questi Elohìm sul nostro pianeta può benissimo essere vista come pienamente inserita nel cosiddetto disegno provvidenziale di Dio che ha inviota0o questi suoi figli di altri mondi per dare una sorta di colpo di acceleratore all’evoluzione umana. La Bibbia raccontata nel modo che emerge dalle tradizioni letterali può benissimo essere sempre e comunque il libro che Dio ha scelto per farsi conoscere dall’uomo: questo appartiene al credo dei singoli ed io non me ne occupo; mi limito a raccontare ciò che leggo nel codice ebraico universalmente accettato e di Dio non parlo mai, perché di Dio non so nulla e quando non si sa è bene tacere.

5 Pensi che le divinità Sumere, Egiziane e quelle che compaiono nell’antico testamento siano la stessa cosa ? ossia che in passato diverse popolazioni abbiano dato nomi diversi alla stessa schiera di dei ? oppure ritieni che, come molti ipotizzano, tutto è partito dai testi Sumeri ?

5 Penso  i Sumeri rappresentino la più antica civiltà documentata e ci sono testimonianze dell’influenza che essi hanno avuto sulla cultura egizia. Le cosiddette divinità che hanno governato sui vari territori con ogni probabilità appartenevano tutte al gruppo di cui dicevo  prima. Presso i vari popoli sono poi state definite variamente ma la “storia” che è sottesa alla loro presenza è la stessa. Shamshu-Hor, Elohìm, Anunnaki, Viracochas, Deva, Tuata de Danaan ecc… sono varie denominazioni per definire gli esseri venuti dal cielo, i figli delle stelle, gli Elohìm/Malakìm biblici. Il fatto che tutti i popoli della terra ne abbiano parlato e che spesso li abbiano anche rappresentati nelle loro raffigurazioni ci fa pensare seriamente che non siamo di fronte a miti ma a cronache.

6 nel tuo libro si parla anche della figura del Diavolo e te fai un esame dettagliato dei nomi “Satana” e “Lucifero” mostrando come la storia di Lucifero prima angelo e poi demone sia stata una pura invenzione. Per quale motivo secondo te è stata elaborata questa figura negativa ?

6 Per identificare un principio responsabile del male presente sulla Terra: i teologi non possono concepire che il male provenga dal “Dio buono e amorevole” che hanno elaborato nelle loro dottrine e così si rende necessario trovare un avversario, un antagonista, un principio spirituale contrario. Di qui hanno preso avvio le varie forzature palesi del testo biblico finalizzate a trovare la controparte cui attribuire la responsabilità. Tutto questo per evitare di commentare e spiegare un passo biblico moto difficile per la teologia, quello in cui (Is 45,7) è Yahwèh stesso a dire che è stato lui a portare il bene ed il male sulla Terra. È proprio lui ad affermarlo, attraverso una delle voci più importanti e autorevoli dell’intera storia del pensiero ebraico, il profeta Isaia. Il versetto non si presta a dubbi interpretativi come spiego bene nel libro in cui documento che il termine satana non è il nome di una individuo o entità ma un termine che indica una funzione – quella del pubblico accusatore – che di volta in volta viene assunta da vari personaggi (sia malakìm che uomini) e spesso proprio su incarico esplicito da parte di Yahwèh risultando così essere addirittura un suo collaboratore.

7 Per quanto riguarda l’arca dell’alleanza, vari studiosi, ritengono tale manufatto un possibile strumento tecnologico di origine aliena. L’arca era fatta di legno di acacia e ricoperta d’oro ossia con un isolante e un conduttore. Con lo stesso sistema si fanno i condensatori elettrici. Cosa ne pensi ?

7 Dalle traduzioni letterali ricavo che l’Arca dell’alleanza era un condensatore elettrico (come scrive anche il rabbino Moshè Levine); un sistema per la comunicazioni radio tra Mosè e Yahwèh quando quest’ultimo era lontano e dice la Bibbia che in quelle occasioni Mosè ne sentiva  la voce tra i pannelli meccanici che erano sul suo coperchio

Era infine un’arma che veniva portata in battaglia.

Poteva essere maneggiata solo da addetti opportunamente addestrati, non poteva essere toccata perché “fulminava” chiunque lo facesse; quando veniva portata in guerra – e quindi risultava “carica” – il popolo doveva camminare a 2000 cubiti di distanza, cioè a un chilometro. Era veramente un oggetto tecnologico che Mosè fece costruire sulla base di un disegno/progetto che Yahwèh gli aveva mostrato in uno dei tanti incontri decritti nel libro dell’Esodo.

8 passando alla questione del politeismo e del monoteismo in relazione al testo biblico ritieni possibile che il passaggio dal primo al secondo sia dovuto essenzialmente al Concilio di Nicea ? e secondo te, tutto ciò è stato attuato per una questione di pura comodità o vi era qualche altro motivo ?

8 Il tema  è complesso e richiederebbe una trattazione lunga e articolata. Provo a sintetizzare dicendo che la questione di fondo è questa: il popolo ebraico in origine non era politeista perché non riteneva assolutamente che gli Elohìm fossero “dèi” nel senso che noi attribuiamo a questo termine. Gli ebrei, come i sumeri, sapevano bene di avere a che fare con individui molto più potenti di loro; sapevano di potere scegliere anche a chi affidarsi di volta in volta e sapevano che quegli esseri dovevano essere temuti, ubbiditi e serviti, ma non li consideravano entità o divinità spirituali Quindi l’elaborazione dell’idea monoteista è stata il prodotto della commistione col pensiero ellenistico che ha influenzato sia la teologia ebraica che quella cristiana.

9 secondo molti, circolano voci che il Vaticano nel suo archivio segreto sotterraneo nasconda tutte le prove atte a dimostrare che i fatti narrati nella bibbia siano di interesse ufologico. Qual è il tuo punto di vista ?

9 Ovviamente fino a che non ci saranno prove certe rimarremo nell’ambito delle ipotesi e quindi mi limito ad affermare con una certa convinzione che “non possono non sapere”: i testi sono evidenti. Il Vaticano negli ultimi anni ha intensificato il suo interesse per la vita aliena (congressi, incontri periodici con ufologi, osservatori astronomici affidati ai gesuiti…); il direttore della specola vaticana, padre Jorge Funes, ha detto che dobbiamo prepararci all’incontro con i nostri fratelli di altri mondi; mons. Corrado Balducci, che studiava questi temi su incarico ufficiale del Vaticano, disse in una intervista che cito nel primo libro “Gli UFO esistono e la Bibbia li conosceva”. A fine ottocento ed inizio novecento alcuni gesuiti sumerologi (J. Emming, F. Zugler…)  scrivevano ciò che negli ultimi anni il famosissimo Z. Sitchin ha poi ulteriormente elaborato ed approfondito.

Dunque è ovvio pensare che sappiano infinitamente più di quanto dicono.

10 ultima domanda e forse la più curiosa: sempre secondo alcuni studi noi saremmo stati creati da questa schiera di divinità e quindi da esseri con un elevatissima conoscenza della genetica. Lei che ha esaminato nel dettaglio la genesi biblica cosa può dirci ? ci sono più elementi a favore o contro questo argomento ?

10 Ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA analizzo i passi in cui si narra la cosiddetta creazione dell’uomo e devo dire che i riferimenti testuali all’intervento di ingegneria genetica sono presenti nei termini usato dagli autori biblici. Dai versetti ebraici che pubblico risulta che noi siamo stati fatti unendo lo [tzelèm] degli Elohim con l’[afàr] degli esseri presenti qui sulla terra quando gli Elohim vi sono giunti. I due vocaboli ebraici rimandano concretamente al DNA delle due specie., come si evince dai dizionari di etimologia ebraica pubblicati in USA e in Israele che uso per le traduzioni. Questo racconto biblico per altro non fa che confermare ciò che narrano moltissimi altri popoli di tutti i continenti: noi siamo il prodotto dell’’intervento di individui venuti dalle stelle.

Grazie per l’intervista ed un caro saluto ai lettori.

Io e Mauro Biglino

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Pubblicato il 31 dicembre 2011 su Interviste. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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