IL METEORITE DI MURCHISON: Le nostre origini dallo spazio

Da diversi anni circolano elementi atti a dimostrare che le nostre origini siano da ricercare fuori dal pianeta terra.

Molti pensano che la questione sia assurda ma lo studio del meteorite di Murchison caduto in Australia nel 1969 ha fornito elementi molto interessanti e partiamo da un primo elemento presente nel libro del noto studioso Erich Von Daniken “Gli Extraterrestri hanno inventato l’uomo?” del 1977:

“Il biochimico americano Cyril Ponnaperuna dell’Ames Research Center organizzato dalla NASA  scoprì, nel cosiddetto meteorite di Murchison diciassette amminoacidi, ossia diciassette pietre di costruzione della vita. Tutti gli amminoacidi, che qui sulla terra, partecipano alla costruzione della vita sono levogiri, ossia di movimento antiorario. Ma soltanto cinque dei diciassette amminoacidi presenti nel meteorite di Murchison sono levogiri e tutti e cinque – la glicina, la glutammina, l’alanina, la valina e la prolina – sono pietre da costruzione indispensabili alla vita terrestre. Gli altri dodici, però, risultarono destrogiri, vale a dire di movimento antiorario, e sul nostro pianeta non esiste nessun amminoacido che possieda questa particolarità. Il meteorite è quindi l’indiscussa prova che nel cosmo vi sono forme di vita diversa dalla nostra, dato che quaggiù non esiste un solo amminoacido destrogiro”

 

Il secondo elemento, preso dalle informazioni basilari sugli amminoacidi, va a rafforzare molto bene il primo sulla questione degli amminoacidi destrogiri e levogiri:

Gli amminoacidi esistono in due forme speculari, definite enantiomeri (o isomeri ottici), che orientano il piano della luce polarizzata verso sinistra (forma “levogira”) o verso destra (forma “destrogira”): negli organismi viventi è presente soltanto la forma levogira.

Andando molto più avanti nel la lista di composti organici identificati nel meteorite Murchison si è arricchita nel 2001 dei polioli e nel 2008 anche di alcuni nucleotidi (xantina e uracile). La presenza di questi complessi composti organici in un meteorite dimostra come i mattoni della vita si siano formati anche al di fuori della Terra e anzi dà sostegno all’ipotesi secondo cui essi, o la vita stessa, possano essere arrivati sul nostro pianeta dall’esterno (panspermia).

Meteorite di Murchison

Certo dal 1969 fino al 2008 ne è stata fatta di strada ma tutta a dimostrare che le origini della nostra vita si trovano al di là del cielo in quello spazio infinito che abbiamo imparato a chiamare universo.

Nel mese di agosto del corrente anno sul sito “la stampa.it” è emerso un importantissimo articolo che riporto fedelmente:

Polvere di meteorite, acqua e formammide: ecco la «ricetta della vita» per ottenere sostanze come acidi carbossilici, basi azotate (adenina e citosina), amminoacidi e basi nucleiche, ovvero i mattoni del Dna. Di tipo carbonaceo e molto primitivo, il meteorite di Murchison, caduto in Australia nel 1969, è uno dei più studiati ed è anche alla base della recente scoperta alla quale è arrivato un gruppo di ricerca italiano e statunitense, coordinato da Ernesto Di Mauro, dell’università di Roma La Sapienza e da Raffaele Saladino, dell’università della Tuscia, dando luogo alla reazione in laboratorio. In linea con lo studio italiano, pubblicato sulla rivista Origin Of Life and Evolution of Biospheres, un altro risultato uscito sulla rivista dell’Accademia delle Scienze Americana (Pnas), secondo cui sui meteoriti, c’è un vero e proprio kit per fabbricare gli organismi viventi.
«Abbiamo ottenuto la generazione spontanea di ingredienti centrali per la vita: i mattoni che compongono il Dna e l’Rna e i componenti delle proteine, mancano solo le reazioni successive perchè si formi la vita», ha spiegato Di Mauro che insegna genetica molecolare nell’università di Roma La Sapienza. Questa ricerca, ha proseguito, in un certo senso «ci chiarisce se è nato prima ’l’uovo o la gallinà, ossia se è nato prima il metabolismo che crea il materiale genetico o se è nata prima la genetica che codifica le reazioni del metabolismo e ci dice che questi meccanismi sono nati insieme». Queste stesse reazioni ottenute con le poveri del meteorite di Murchison, ha proseguito l’esperto, possono essere ottenute con polveri di minerali presenti sulla Terra, quali zirconi, dorati e fosfati, e dimostra che la vita potrebbe essere nata sulla Terra anche senza l’apporto dei meteoriti, ma da reazioni spontanee di questi minerali in presenza di calore e raggi ultravioletti. «La chimica dell’idrogeno e del carbonio – ha aggiunto – è uguale ovunque, ma la selezione delle molecole più complesse che si verifica in un secondo momento dipende dall’ambiente in cui avvengono le reazioni». Per esempio, l’acqua è liquida da 0 a 100 gradi, ma la chimica che genera gli elementi precursori della vita, ha detto ancora Di Mauro, è possibile fra 0 e 204 gradi. Ciò, ha aggiunto, amplia la scena per la sintesi dei precursori della vita e per la ricerca di forme di vita e «ci dice, per esempio, che se vi sono forme di vita su Venere sicuramente vi sono condizioni chimiche che le rendono possibili anche a quelle temperature».

In breve è inutile negare che le nostre origini si nascondono nei meandri dell’universo. Di certo resta ancora un mistero da quale parte di questi meandri ha avuto origine la nostra vita ma credo che un passo alla volta riusciremo a scoprirlo e a capire chi siamo realmente.

Lombardi David

FONTE: http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/415991/

http://it.wikipedia.org/wiki/Racemizzazione_degli_amminoacidi

Gli Extraterrestri hanno creato l’uomo – Erich Von Daniken

 

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Pubblicato il 28 dicembre 2011 su Il Pianeta Sconosciuto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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