INTERVISTA A IVAN CECI

L’intervista fatta dal sottoscritto Lombardi David – Direttore del Centro Italiano Ricerche ad Ivan Ceci – giornalista e fondatore del Progetto Perego

Ivan Ceci

1.    Cosa ne pensi dell’ufologia in generale?

  1. Penso che l’ufologia oggi abbia bisogno di un profondo rinnovamento. Sia da un punto di vista generazionale che da un punto di vista di approccio al problema. I vecchi schemi di ricerca, basati essenzialmente sullo studio statistico del fenomeno ufo sono ormai totalmente obsoleti. Oggi abbiamo bisogno di domande nuove, che ci aiutino a comprendere il problema della presenza extraterrestre in una prospettiva più ampia, che tenga conto non solo della dimensione materiale del fenomeno ufo ma anche della sua dimensione immateriale, spirituale, così come delle implicazioni sociali, religiose, politiche che la presenza di queste culture può avere sullo sviluppo della nostra società. L’ufologia deve evolvere e trasformarsi in qualcosa di più maturo, nell’esopolitica per esempio. Trent’anni fa la domanda che si poneva l’ufologia era “Siamo soli nell’Universo?”. Oggi la domanda che dovremmo porci è “Vogliamo essere soli nell’Universo?”. Non è una domanda banale. E’ una domanda che ci spinge verso la ricerca di un nuovo paradigma di sviluppo che tenga conto non solo presenza di queste culture tra di noi ma anche della nostra presenza tra di Loro.
    1. 2.    Hai mai avuto esperienze dirette nel campo ? esami dei famosi cerchi nel grano, intervistato gente che ha subito presunti rapimenti o cose simili ?

    In tredici anni di ricerca ho avuto la fortuna di fare molte esperienze sul campo e di conoscere molte persone. Alcune hanno lasciato un segno permanente nella mia vita e hanno modificato profondamente la mia visione del fenomeno ufo e con moltissime di loro è nata non solo una collaborazione ma anche una profonda amicizia e stima reciproca. Credo che se dovessi fare un bilancio di questi tredici anni, più che le “prove” della presenza extraterrestre che mi sono passate sotto gli occhi, ricorderei i legami umani che sono riuscito a costruire e che hanno arricchito la mia vita. Una persona può scoprire tutto quello che vuole ed essere il miglior ricercatore del mondo, ma se durante il suo “viaggio” si guarda intorno e vede solo il deserto, allora secondo me ha fallito completamente.

    1. 3.    Cosa spinge, secondo te, gli extraterrestri a visitare il nostro pianeta ? e cosa li spinge a compiere dei rapimenti ?

    A volte penso che il nostro Pianeta e le nostre vite siano in un certo senso più interessanti per coloro che le osservano dall’alto che per noi che siamo qui sulla Terra. Questo un po’ mi preoccupa perché dovremmo essere noi umani a preoccuparci del nostro destino. Invece i vari casi di contattismo che fino ad oggi sono emersi ci raccontano che da parte delle culture che visitano il nostro pianeta c’è un profondo interesse nei nostri confronti. Più di quello che noi abbiamo per noi stessi. E’ in un certo senso un denominatore comune di quasi tutte le esperienze. Un aspetto su cui, credo, dovremmo riflettere molto attentamente.

    Quanto alle esperienze dei rapimenti, dico che sarebbe veramente assurdo negarne la realtà. Ci sono persone che hanno provato e provano sulla loro pelle molto dolore e molta sofferenza a causa di queste esperienze.

    E’ una materia molto delicata e c’è bisogno di molto rispetto e delicatezza nell’affrontare questi argomenti. Si tratta della vita di persone, non di cavie da laboratorio.

    Tuttavia io vorrei fare anche un’altra riflessione riguardo a questo tema.

    La prima è che non esistono solamente esperienze negative. Chi afferma che i casi di contatto positivo tra umani e alieni non esistono e che i testimoni che le riportano sono persone in mala fede o dei pazzi, non solo è palesemente in errore, perché fa vedere solo una parte della realtà nascondendone un’altra, ma dico anche che intraprende una strada molto pericolosa, perché è una strada che porta ad un unico sentimento, che è la paura; un sentimento di cui purtroppo è ormai pervasa la nostra società e le nostre vite.

    La paura è un sentimento strano. Da un lato ci aiuta a tenere gli occhi aperti e a difenderci. Dall’altro però, quando diventa terrore, e terrorismo, chiude la nostra mente e il nostro spirito nei confronti del mondo esterno. Quando siamo terrorizzati non ragioniamo più e non ascoltiamo più. Agiamo solo in base alla paura e smettiamo di comprendere noi stessi e gli altri.

    Per questo dico che nei confronti di coloro che hanno vissuto esperienze negative serve un atteggiamento di massimo rispetto e comprensione. Ben venga anche chi studia questi casi ma attenzione a chi trasforma la paura di alcuni nel terrore di tutti.

    Il fenomeno stesso delle interazioni umano-aliene è molto più complesso di come viene rappresentato. Il bene e il male c’è sulla terra come c’è probabilmente anche nello spazio. E dirò di più, forse un domani ci potremo trovare di fronte a delle culture molto più negative di quelle che conosciamo oggi. Per questo dico che invece di chiederci se gli alieni siano buoni o cattivi, dovremmo porci la domanda: “Noi, con chi di loro vogliamo costruire delle relazioni, con quelli buoni o con quelli cattivi?” Io dico che ora dobbiamo costruire delle relazioni con quelle culture che hanno dimostrato di essere interessate alla nostra crescita e alla nostra evoluzione. E i molti casi di contattismo in Italia e in tutto il mondo dimostrano che queste culture esistono. Con gli altri dovremo comunque, un giorno, fare i conti.

    1. 4.    Secondo alcune classificazioni esistono razze simili agli angeli della bibbia ed a molti esseri simili. C’è qualcosa di vero ?

    Una volta ascoltai una lunga intervista a Giorgio Dibitonto, che è un contattista italiano che ha avuto esperienze di contatto con esseri che lui definisce nel suo libro con l’espressione “angeli in astronave”. Ciò che mi ha colpito di più di quest’uomo è il modo in cui ha interiorizzato questa esperienza. Io non ho una cultura religiosa e non frequento alcuna chiesa, eppure la sua testimonianza umana mi ha colpito molto perché al di là dei fenomeni fisici di cui pure è stato testimone questa esperienza lo ha arricchito come persona, lo ha reso, credo un uomo migliore. Consiglio vivamente di leggere il suo libro a tutti coloro che sono interessati a questi argomenti.

    1. 5.    Per quanto riguarda le altre razze aliene si dice che i grigi siano i responsabili dei rapimenti. C’è qualcosa di vero ?

    Questo è vero solo in parte. Se si esamina nel dettaglio la casistica ci si accorge che i testimoni riferiscono di aver visto spesso diverse razze aliene durante la loro esperienza.

    Come dicevo prima, il fenomeno è più complesso di come ce lo ha rappresentato un certo tipo di cinematografia e di letteratura ufologica.

    1. 6.    Esistono probabili visite extraterrestri in epoche molto remote ? del tipo preistoria, medioevo e simili ?

    Durante gli anni in cui frequentavola Facoltàdi Lettere Classiche mi occupai molto intensamente di raccogliere una statistica degli avvistamenti ufo in epoche remote, in particolare nel Medioevo, un’epoca della nostra storia tanto vasta quanto ancora sconosciuta. E fu proprio nella letteratura medioevale che trovai traccia di numerosi avvistamenti ufo, alcuni molto espliciti, che curiosamente venivano descritti con una semplicità, una “purezza” e anche un’accuratezza che oggi noi non possediamo più perché in qualche modo “contaminati” da una conoscenza più approfondita del fenomeno. La “scuola” francese fu quella più attiva negli anni settanta nello studio del fenomeno ufo in epoche remote. Ricercatori come Jacques Valleé , Michel Aimeé, Bougard sono stati dei veri pionieri in questo campo. E’ anche grazie a loro che oggi possiamo dire che non solo non siamo soli, ma che non lo siamo mai stati!

    1. 7.    Cosa ci puoi dire sulle voci inerenti i misteri dell’Area 51 ? esiste una base ancora più segreta nota con il nome di Area S4 ?

    L’Area 51 è un mistero perché è di competenza militare e tale rimarrà temo per molti anni a venire. Quello che mi stupisce è che ancora la comunità ufologica stia qui a discutere di questo caso. Nell’Area51 amio giudizio non c’è nulla che possa aiutarci a comprendere il mistero di ciò che ci vola sulla testa.

    A rischio di sembrare polemico dico che dobbiamo smetterla di sprecare energie cercando qualcosa che non può aiutarci in nessun modo.

    Esistono casi molto più interessanti su cui indagare, a mio avviso.

    1. 8.    Secondo il tuo punto di vista Robert Lazar diceva la verità o le sue informazioni sono state una completa montatura ?

    Anche su questo punto, se posso fare una battuta, dico che non me ne importa nulla.

    Che Bob Lazar abbia detto o meno la verità non cambia la realtà delle cose, né ci aiuta a risolvere il problema di fondo.  Poniamo, per ipotesi che domani scoprissimo che aveva ragione, che l’Area 51 esiste e che vi sono conservati dei resti di dischi volanti e di alieni. Che cosa cambierebbe? Avere la prova che esistono gli alieni, risolverebbe il problema di fondo sulla loro presenza tra di noi? Io penso di no. Certo ci aiuterebbe a convincere gli scettici, ma sinceramente non credo sia questo l’obiettivo della ricerca ufologica, e di certo non è il mio. Se vogliamo provare a guardare a questo straordinario fenomeno con occhi nuovi dobbiamo avere anche il coraggio di buttarci alle spalle questa ossessiva ricerca del “santo graal” dell’ufologia…della pistola fumante, della “prova definitiva” dell’esistenza degli alieni. Una volta che l’avremo dimostrato, cosa cambierà? Nulla, se non saremo noi a cambiare e a capire che il problema degli ufo non sono gli ufo. Siamo noi!

    1. Qual è il tuo punto di vista sulla retro ingegneria o ingegneria inversa ?

    Innanzitutto penso che il problema non sia il termine con cui la chiamiamo. Ho visto su internet gente che si è accanita in discussioni infinite sull’esattezza di una traduzione al posto di un’altra. Una scena degna delle vecchie scuole nominalistiche medioevali.

    Quando penso alla retro ingegneria penso a quello che scrisse Perego, nella prefazione al suo secondo libro, quando ricordava amaramente le guerre e i conflitti scoppiati in nome del petrolio o dell’energia nucleare. Tutte forme di energia assolutamente inutili e obsolete dal momento che esistono “nuove” forme di energia che potrebbero davvero cambiare il nostro modo di vivere, garantendo a tutti enormi quantità di energia pulita e gratuita.

    Questa tecnologia esiste, i nostri governi lo sanno e la nascondono per tutelare gli interessi dell’industria del petroli e del nucleare. Perché questa energia non dovrebbe essere a disposizione di tutto il genere umano, permettendo a tutti noi di vivere una vita migliore e in un Pianeta più pulito?

    Di questo dovremmo parlare quando parliamo di reverse engineering, non di come tradurre il termine!

    1. 10.          Il governo americano o altri governi studiano in segreto e da molti anni la tecnologia ufo ? e quali sarebbero gli scopi di tale studio ?

    Senza dubbio i governi sanno molto sugli ufo, ma tacciono. Non è una scoperta. D’altronde ci nascondono cose molto più terrene e tutto sommato innocue. Purtroppo le finalità sono ad esclusivo utilizzo militare. Come d’altronde è tutta la scienza attuale. Gran parte della nostra teconologia casalinga, dal pc, al telefonino, alla stessa rete internet, deriva da progetti nati in ambito militare e poi “divulgati” alle masse non appena una nuova tecnologia soppiantava quella vecchia. Quelle che noi chiamiamo novità tecnologiche sono solo gli scarti dell’industria militare.

    1. 11.          Cosa ne pensi dei rapporti tra chiesa e ufologia ? le divinità del passato potrebbero essere gli alieni che sorvolano i nostri cieli oggi ?

    La Chiesasi sta senza dubbio aprendo pubblicamente al fenomeno degli ufo, più per paura di rimanere spiazzata, credo , che per reale intenzione divulgativa. D’altronde questo è un problema che ha anche implicazioni religiose e prima o poi anchela Chiesadovrà farci i conti. Quando dalle colonne dell’Osservatore Romano, il direttore della Specola Vaticana (l’osservatorio astronomico gestito dal Vaticano) dichiara che l’esistenza di culture extraterrestri non è in contraddizione con la religione cattolica, sta facendo una dichiarazione di natura politica, non solo religiosa. Se vogliamo dirla in altri termini, sembrerebbe che stiano mettendo le mani avanti, così come gran parte dei governi del mondo. Molti ricercatori salutano queste aperture con piacere, sperando in una prossima disclosure.

    Io comunque inviterei alla prudenza. Chi detiene il potere, vuole mantenerlo in ogni situazione, soprattutto durante i momenti storici di maggior cambiamento.

    Se questa realtà, come io credo, ha il potere di rivoluzionare davvero il nostro modo di vivere, allora dobbiamo riflettere bene a chi affidare il compito di gestire questo cambiamento.

    La disclosure è solo il primo passo. Sono i passi successivi quelli più importanti, quelli su cui anche l’ufologia deve riflettere.

    1. 12.          Secondo alcune voci questi dei-alieni proverrebbero da un pianeta sconosciuto del nostro sistema solare noto come X o Nibiru. Cosa puoi dirmi in proposito ?

    Dubito che vi possano essere certezze in proposito. Tuttavia, se queste voci sono vere, allora presto avremo visite, che lo vogliamo o meno. Io peno però che in questo momento dovremmo concentrarci su di noi.

    Quale mondo abbiamo costruito fino ad ora? Quale mondo vogliamo costruire in futuro?

    Queste sono le domande che dobbiamo porci in questo momento. E dobbiamo trovare delle risposte. Qualunque cosa arriverà dal cielo, penso che sarebbe bene se si trovasse di fronte ad una Umanità migliore di quella che abbiamo sotto gli occhi.

    1. 13.          Tempo fa hai scritto un libro sul console Alberto Perego dal titolo: Alberto Perego – il console che svelò il mistero dei dischi volanti. Secondo Perego cosa si nascondeva dietro tale mistero ?

    Per il console Perego, di cui ho scritto la biografia, dietro gli ufo non si nascondeva nessun mistero. Per lui la presenza extraterrestre era una realtà. Da buon diplomatico ne aveva compreso bene le implicazioni politiche, sociali, religiose, economiche, e da pioniere degli studi ufologici ebbe la fortuna di essere coinvolto in una dei più importanti casi di contattismo della storia non solo italiana, ma mondiale, il caso “Amicizia”.

    Per Perego, che aveva anticipato di quasi cinquant’anni gli studi dell’esopolitica, la presenza di queste culture extraterrestri tra noi era un fatto assolutamente naturale. Nessun mistero, quindi. Il mistero, semmai è capire perché quest’uomo, che è stato senza alcun dubbio il più grande ricercatore italiano in questo campo, sia stato completamente “dimenticato” tanto negli ultimi anni della sua vita, quanto, peggio, dopo la sua morte, avvenuta nel1981. Avolte mi chiedo cosa sarebbe successo se l’ufologia italiana, invece di dimenticarlo, avesse continuato sulla strada da lui tracciata. Oggi di certo lo scenario ufologico italiano sarebbe completamente diverso. Saremmo la punta di diamante del movimento esopolitico europeo e forse non vivremmo quello stato di isolamento e di arretramento culturale a cui alcuni ufologi nostrani ci hanno costretto per più di trent’anni.

    1. 14.          Essendo venuto al tuo convegno su Perego hai parlato molto del famoso Caso Amicizia. Ti va di illustrare anche in questo caso le linee generali e quindi raccontare in breve di cosa tratta.

    “Amicizia” è senza dubbio il più importante – per quanto ancora poco conosciuto- caso di contattismo mai avvenuto in Italia e credo anche in Europa, tra la seconda metà degli anni ’50 e la fine degli anni ‘70.

    Ciò che lo distingue da altri casi simili non è soltanto la quantità e la qualità del materiale fotografico che è giunto fino a noi ma anche il numero e la tipologia dei testimoni che hanno preso parte a questa straordinaria vicenda. Il console Alberto Perego, per esempio, fu uno di questi, basta scorrere le pagine dei suoi libri per capire che era perfettamente a conoscenza della storia e ne faceva parte.

    Nel corso di questi ultimi anni ho poi avuto la fortuna di incontrare alcuni dei testimoni che all’epoca presero parte alle vicende legate al gruppo di “Amicizia”, come il pittore Gaspare De Lama, sua moglie Mirella, e il fumettista Paolo di Girolamo. Tutte persone assolutamente straordinarie che mi hanno reso partecipe di qualcosa di veramente prezioso che porterò sempre con me. Perché Amicizia non è solo una storia di alieni e dischi volanti. Amicizia è stata, ed è, una storia di relazione tra uomini della Terra e uomini provenienti da altri pianeti. Uomini assolutamente simili a noi, che hanno scelto in un certo momento della nostra storia di tessere delle relazioni con diversi gruppi di persone, non solo in Italia, per renderle consapevoli dell’esistenza di una realtà più grande, della quale facciamo tutti parte ma di cui dobbiamo diventare consapevoli e protagonisti.

    Più che una storia di contatto mi piace definirla dunque una storia di interazione e di integrazione. Credo che sia la definizione più corretta.

    1. 15.          Secondo te ci sono più elementi a favore dell’esistenza di Ufo e alieni o ci sono più elementi atti a dimostrare il contrario ?

    Se fossimo in un aula di tribunale e questo fosse un processo equo direi che le prove a favore dell’esistenza degli Ufo schiaccerebbero completamente quelle della testi contraria.

    Il problema è che il processo non è equo. Perché i sostenitori della tesi contraria non hanno assunto solo il ruolo della parte avversa ma anche quello di giudice e giuria.

    La scienza ufficiale dice: “dove sono le prove degli ufo?” e tu rispondi: “eccole!”, loro immancabilmente a quel punto ti risponderanno: “si, ma quelle non sono prove!”.

    Ecco, il processo non è equo perché chi deve esaminare le prove non può essere la stessa persona che le deve giudicare. Purtroppo la scienza ortodossa dimentica che la sua storia è passata attraverso la riabilitazione delle eresie. Ogni scoperta scientifica moderna è nata dal pensiero di un eretico che a suo tempo fu osteggiato dall’allora scienza ufficiale. Sarà così anche con gli ufo. Quando la cosa sarà palese ed evidente, la scienza la accetterà e la farà sua. Il prezzo, come sempre, lo pagherà chi ha fatto da apripista.

    1. 16.          Ultima domanda e forse la più importante: cosa dobbiamo aspettarci ora e in futuro da questi esseri che sorvolano i nostri cieli ? Perché appaiono solo a determinate persone o gruppi di persone ?

    Questo dipenderà da noi. Come dicevo sono molte le culture con cui siamo venuti in contatto, ora sta a noi scegliere con quali di loro costruire delle relazioni.

    La domanda ancora una volta non è cosa vogliono loro da noi, ma cosa vogliamo noi da noi stessi. Quale tipo di umanità vogliamo costruire? Che persone vogliamo essere? Quale progetto abbiamo per il nostro presente e per il nostro futuro? Rispondiamo a queste domande e poi, solo dopo, chiediamoci in che modo questo nostro progetto si può relazionare con le culture che ci fanno visita.

    Come fai a costruire delle relazioni (umane e non) basandole esclusivamente su un sentimento di paura? Come si fa ad avere paura degli alieni cattivi, quando noi stessi abbiamo il terrore di uscire di casa e a volte anche delle persone che abbiamo intorno ogni giorno?

    Ecco io credo che l’ufologia oggi dovrebbe fare prima di tutto due cose: prima di tutto smetterla di correre dietro agli ufo così come si corre dietro alle farfalle con il retino e cominciare invece a riflettere sul significato profondo delle interazioni con queste culture. Secondo, deve abbandonare quel senso di paura e di attesa che ormai pervade ogni ambito della ricerca.

    Smettiamola di attendere date e rivelazioni ufficiali e trasformiamo invece l’ufologia in una grande forza di cambiamento che contribuisca ad immaginare e a costruire un nuovo modello di sviluppo etico e sociale basato sulla consapevolezza che non siamo soli nell’universo e che non lo siamo mai stati.

    Sono sicuro che in questo modo faremo molti più passi verso gli alieni di quanti loro ne potranno mai fare verso di noi.

     

    Io e Ivan Ceci

 

Ringrazio il mio caro amico Ivan per avermi concesso l’onore di intervistarlo e riporto le sue ultime frasi che meritano di essere lette e capite in tutta la loro essenza:

“…trasformiamo invece l’ufologia in una grande forza di cambiamento che contribuisca ad immaginare e a costruire un nuovo modello di sviluppo etico e sociale basato sulla consapevolezza che non siamo soli nell’universo e che non lo siamo mai stati…”

http://www.ivanceci.it/

Annunci

Pubblicato il 25 agosto 2011 su Interviste. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Complimenti a David per l’ottima intervista dettagliata e complimenti ad Ivan che come sempre ci regala informazioni e pensieri degni di un Grande Ricercatore.

    Alessio Vasselli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: