RENNES LE CHATEAU e IL CODICE DA VINCI novità sul mistero

La storia ha inizio nel 1 giugno 1885 quando nel paese di Rennes le Chateau arriva l’abate Berenger Sauniere.  Quando arriva ha una montagna di problemi da affrontare. Il povero parroco si trova a dover far i conti con forti ristrettezze economiche e con una chiesa nel centro del Paese che cade letteralmente a pezzi. Nonostante tutto si dà da fare e, poco alla volta, riesce a dare il via ai lavori. Prima molto faticosamente poi, d’un tratto, la situazione cambia. E cambia un giorno preciso. Dopo quasi 7 anni di ristrettezze, Sauniere appunta nel suo diario “Oggi ho trovato un tesoro!”. E’ probabilmente quello il giorno in cui Saunière, spostando l’altare della Chiesa – che all’epoca era attaccato al muro perché l’officiante, al contrario di oggi, dava le spalle ai fedeli – trovò quattro antiche pergamene nell’incavo di una colonnina di sostegno. Due di quelle pergamene risalivano pare al Medioevo mentre altre due erano state scritte da un predecessore di Sauniere, l’abate Antoine Bigou, che aveva retto in precedenza la parrocchia di Rennes. Sauniére porta questi documenti dal suo vescovo, nella vicina Carcassonne, e da questi viene autorizzato ad andare a Parigi. Per fare cosa? Non è ben chiaro: probabilmente per far consultare le pergamene a qualche esperto ma anche per fare qualche verifica personale. Infatti, sicuramente, oltre a frequentare alcuni circoli esoterici a Parigi, Berengere si dà anche alla bella vita e passa molte ore al Louvre, e precisamente nelle sale dove sono conservati i quadri di un grande pittore manierista del Seicento: Nicolas Poussin. Tra i quadri di Poussin uno in particolare interessava Saunière: “Pastori d’Arcadia”, una tela realizzata nel 1640, dove è raffigurato un antico sarcofago con l’iscrizione “Et in Arcadia Ego”. Molti sostengono che il sarcofago e il paesaggio circostante ricordassero uno scenario davvero esistente nei dintorni di Rennes le Chateau anche se non risulta che Poussin (un pittore molto noto e molto studiato) sia mai andato da quelle parti.  E di quel quadro, come di altri, Berengére si procurerà una copia. Curiosamente, tra i quadri che d’improvviso cominciarono a interessarlo c’era anche un ritratto di un papa speciale: Celestino V, un papa che non andò mai a Roma e che visse e morì a L’Aquila. Celestino, tra le altre cose, era il predecessore di quel Bonifacio VIII che tanta parte ebbe nello scioglimento sanguinoso dell’ordine dei Templari, all’inizio del trecento. Rientrato a Rennes le Chateau, nel giro di qualche anno, quasi per miracolo Saunière ristrutturerà la Chiesa con gran dispendio di mezzi economici e passando lui stesso ad uno stile di vita da nababbo, senza mai fornire spiegazioni di questo repentino cambiamento. Alcuni hanno calcolato che nel giro di pochi anni Sauniere spese l’equivalente di circa 15 milioni di euro (più o meno 30 miliardi di vecchie lire) . Non solo, dopo quel ritrovamento l’abate prese a fare lunghe escursioni da cui tornava con bisacce piene di pietre che si chiudeva a studiare in sacrestia. Cosa era arrivato a sapere Sauniere? Che tipo di tesoro aveva trovato? È probabile che parte del segreto di Sauniere sia custodito dai tanti simboli contenuti nella chiesa restaurata e dedicata a Maria Maddalena. Ecco i principali: 1) sul portone d’entrata c’è una scritta in latino che dice “Questo è un luogo terribile”  2) l’acquasantiera è retta da un demone la cui figura è tratta da un libro della biblioteca di Sauniere. In quel libro il demone viene chiamato “Asmodèo”: nella mitologia ebraica era questo il nome del re dei demoni e il guardiano del tesoro di Salomone 3) In un mosaico sopra l’altare è raffigurata l’Ultima Cena con una donna, ai piedi del Cristo, con una coppa in mano. Un accoppiamento quello tra Ultima Cena e Maria Maddalena che non trova riscontro nel racconto della Bibbia
4) In un grande affresco murario si vede una borsa semi aperta da cui si intravede il luccichio dell’oro; inoltre le iniziali dei nomi dei santi raffigurati dalle statue collocate nella Chiesa formerebbero il nome di GRAAL. 5) Alcune caratteristiche della Chiesa richiamano il testo di una delle pergamene ritrovate.  Ma Saunière non si limitò alla Chiesa: restaurò il presbiterio, riorganizzò il cimitero, creò un giardino geometrico davanti alla Chiesa. Al centro del giardino una statua della Vergine posta su una delle due antiche colonne (sistemata al contrario) che sorreggevano l’antico altare della Chiesa. Altra stranezza: si fece costruire uno studio a fianco del cimitero, uno studio che poggia su una grande cisterna d’acqua. E una volta che scoppiò un grande incendio, benché fosse molto amato dagli abitanti per il bene che faceva, negò l’utilizzo dell’acqua della sua cisterna. Come mai? Secondo alcuni esperti di magia l’acqua è una potente protezione dagli influssi negativi e Sauniere – di cui sono noti i legami con ambienti esoterici e magici – probabilmente non voleva rinunciarvi o ne aveva bisogno per le sue ricerche. L’iscrizione di Bigou, che Sauniere distrusse ma che era stata copiata in precedenza, aveva delle correlazioni con i testi delle pergamene trovate sotto l’altare. In particolare, mettendo in fila solo le parole scritte tenendo conto di errori e spaziature sbagliate si arriva a comporre – secondo alcuni – la frase: A RE DAGOBERTO II E A SION APPARTIENE QUESTO TESORO ED EGLI E’ LA MORTO.
Re Dagoberto era un re merovingio, il riferimento al tesoro del Tempio di Gerusalemme è evidente. Del resto la pergamena fa riferimento al “Demone Guardiano” riportato nell’acquasantiera, il demone Asmodeo che faceva da guardiano al tesoro del Tempio. Torre di Magdala. La torre-biblioteca dedicata alla Maddalena chiude il perimetro della casa e del piccolo parco voluti da Sauniere. Il sacerdote non volle mai spiegare perché aveva così tanto denaro a disposizione e non si fece sfuggire una parola neanche quando venne sospeso a divinis. Riammesso dalla Chiesa qualche anno prima della morte, Berengere Sauniere al momento di passare a miglior vita non risultò possessore di nulla. Tutto era intestato alla sua governante e forse anche amante: Marie Denardaud che visse nella lussuosa casa di Sauniere fino alla morte, nel gennaio 1953. Alla fine della Seconda Guerra mondiale, con l’introduzione dei nuovi franchi, veniva chiesto a chi voleva cambiare le vecchie monete con le nuove, la provenienza di quelle somme. La Denardaud non volle mai sottoporsi a questo interrogatorio e si racconta che avesse bruciato grossi mucchi di banconote in questo giardino. Anche lei purtroppo si è portata il suo grande segreto nella tomba.

Questo in grosse linee è il resoconto dell’enigma di Rennes le chateau, un enigma sul quale si sta lavorando da anni. L’enigma è iniziato nel 1885 con l’arrivo dell’abate Sauniere e che è diventato sempre più famoso nel 2003 con il libro di Dan Brown ossia “Il Codice da Vinci”. Cosa lega questo famoso romanzo ad una misteriosa chiesa della Francia meridionale ? ora arriva la risposta.

Il collegamento parte da un secondo libro uscito nel 1982 e scritto da tre scrittori di nome Michael Baigent, Richard Leigh e Hanry Lincoln dal titolo “Il Santo Graal”. Nel libro attraverso una serie di elementi i tre scrittori elaborano un ipotesi: Gesù non sarebbe morto sulla croce, sposò la Maddalena dalla quale ebbe alcuni figli e con essi si rifugiò in Francia. elemento importante dell’ipotesi è che i suoi discendenti regnarono con il nome di Merovingi. In tutto ciò notiamo la trama de “Il Codice da Vinci” o meglio troviamo il nocciolo della questione che Dan Brown ha messo nel suo romanzo. Ma dove è partita questa ipotesi dei tre ricercatori e autori de “Il Santo Graal” ?

Semplice: dalla chiesa di RENNES LE CHATEAU.

Tutto ebbe inizio con l’abate Sauniere e le pergamene da lui trovate e qui incontriamo un elemento singolare. Sauniere modifica la chiesa in modo da lasciare delle tracce per giungere al suo segreto. Questa è una mia interpretazione ovviamente ma caso strano la stessa cosa avviene nel codice da Vinci e da chi ?

Dal custode del museo del Louvre di nome SAUNIERE.

Che strana coincidenza: nel romanzo il custode del segreto che lascia delle tracce si chiama SAUNIERE e nel libro dei tre ricercatori l’abate che lascia delle tracce si chiama SAUNIERE. Ma sarà veramente una coincidenza ?

Un altro elemento emerso in una puntata di Voyager dal presentatore Roberto Giacobbo riguarda Ligh Teabing l’esperto sul Graal che sta nel romanzo. Nel codice da Vinci egli aiuta Robert Langdon e Sophie Neveu a trovare il santo Graal in quanto grande esperto in materia. Caso strano uno dei tre ricercatori di nome Michael Baigent ci porta a questo Teabing in quanto BAIGENT è l’anagramma di TEABING. Provate a farlo e vedrete.

Questi sono due elementi molto interessanti in quanto ci fanno capire che non solo Dan Brown ha messo dei personaggi veri nel suo romanzo ma ci fa anche capire la possibilità che nel suo romanzo non ci sia solo finzione ma anche qualcosa di vero.

A questo punto andiamo avanti con la questione e concentriamoci su due altri elementi che fanno la comparsa nel romanzo di Dan Brown ossia la fuga di Maria Maddalena in Francia e i cavalieri Templari. Questi ultimi nel romanzo sono il braccio armato del Priorato di Sion ossia la famosa setta che protegge Maria Maddalena e i suoi discendenti. Guarda caso anche il libro di Baigent, Leigh e Lincoln parla di questa fuga in Francia, come ho accennato prima, e parla anche dei templari come protettori della dinastia di Gesù e Maddalena.

Sui templari si sa che sono esistiti ma su di essi aleggiano tanti misteri. Non posso mettermi a raccontare nel dettaglio la loro vita altrimenti non si finirebbe più ma dirò quel che serve per mostrare i dettagli interessanti su di loro e sulla Maddalena in Francia.

Vicino Parigi vi è una cittadina di nome Chartres. La cattedrale di questa cittadina è di stile gotico e secondo alcuni studiosi fu costruita dai templari ma la cosa non finisce qui.

Una delle vetrate fatte a mosaico riporta alcune immagini della vita che Maria Maddalena ha vissuto in Francia partendo dal suo arrivo fino alla sua morte. Una possibile cattedrale templare con riferimenti a Maria  Maddalena è molto interessante ma lo diventa ancora di più con due elementi veramente impressionanti:

1) Maria Maddalena in Francia era nota anche come Maria Lucifera

2) il labirinto della cattedrale di Chartres era stato progettato per essere lungo 666 piedi.

Molti di voi che leggeranno questo articolo penseranno subito ad una cosa ossia il diavolo e la cosa non mi sorprende visto che il termine “lucifero” ed il numero “666” sono legati a tale figura ma secondo alcune ricerche fatte da molti studiosi hanno portato ad un interessante ipotesi in base alla quale la figura di Lucifero non va assolutamente legata al male ma al bene. Il discorso di questa ipotesi è molto lungo e dato che io lo sto ancora studiando mi limiterò a dire le cose basilari.

Il termine lucifero significa “portatore di luce” quindi illuminazione. Chi conosce gli illuminati del romanzo “Angeli e Demoni” di Dan Brown ? Penso un po’ tutti. Loro ricorrevano alla scienza per spiegare le cose e quindi combattevano la chiesa. Non so se questa cosa sia corretta visto che si tratta di un romanzo ma in ambito ipotetico se fosse vera vediamola nel seguente modo. L’illuminare significa dare luce e chissà quante volte avrete letto o sentito dire “non perdere il lume della ragione”. Ecco il fulcro di tutto: la ragione e la scienza. Questa setta che ragionava con la scienza combatteva la chiesa con la scienza. Perché ? la religione cristiana si basa sulla fede ossia “devi credere e basta senza chiedere spiegazioni. Vedere e credere”. Se uno cerca di capire con la scienza i misteri della religione, specialmente all’epoca di Sauniere e soprattutto molto prima, veniva considerato eretico. Per dirla breve vi è una frase che ho trovato in un libro che spiega il fulcro di tutto:

“L’IDEA DI UN UNIVERSO CONTROLLATO DA UN SISTEMA DIVERSO DA QUELLO APPROVATO DALLA CHIESA ERA NATURALMENTE E ASSOLUTAMENTE CONDANNATO”.

Questo cosa ci dice ? semplice. Se non si seguivano le regole della chiesa e si andava contro si veniva considerati eretici e quindi nemici della chiesa stessa. Quindi la chiesa decise (si tratta sempre di un ipotesi) di dare un nome a tutte quelle persone che volevano vedere e studiare i misteri della fede cristiana.

In un libro ho trovato il nome di queste persone: LUCIFERIANI.

Un ipotesi molto interessante con molti elementi che vanno a sostenerla ma il bello deve ancora arrivare.

La Maddalena non è l’unica persona che viene associata al termine Lucifero e ad essere legata ad uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità.

Pensate a Gesù ? anche la sua è una figura con aspetti misteriosi legati alla Maddalena e alla Francia ma vi è una terza figura ancora più enigmatica ossia GIOVANNI BATTISTA.

Questa persona è molto enigmatica e per quanto non compaia nel romanzo di Dan Brown e se non sbaglio neanche nel libro dei tre scrittori è un elemento che tocca molto la chiesa di Rennes le Chateau ed è quindi oggetto della nostra attenzione.

Il fonte battesimale della chiesa di Rennes le Chateau pone Gesù e Giovanni con sotto le lettere alfa e omega. L’alfa dovrebbe stare sotto Giovanni che è il precursore e l’omega sotto Gesù in quanto è colui che concluderà i tempi ma per un motivo apparentemente sconosciuto sopra l’alfa c’è Gesù e sopra l’omega c’è Giovanni. Tale elemento potrebbe avere una spiegazione ossia che il vero messia non è Gesù Cristo ma Giovanni Battista.

Oltre a ciò Micheal Lamy nel suo libro sui templari cita l’ultima frase di Jacopo da Varagine come segue: GIOVANNI E’ CHIAMATO LUCIFERO O STELLA DEL MATTINO. E non a caso Jacopo de Varagine è l’autore della Leggenda Aurea in cui viene descritto il viaggio della Maddalena in Francia.

Come vedete tutto si collega e sorgono molte domande. Se prima ci si chiedeva: Gesu e la Maddalena si sono sposati ? la Maddalena è il Graal ? i Merovingi sono i discendenti di Gesù e Maddalena ? a questo punto si aggiungono le seguenti domande:

1)cosa lega la Maddalena, Giovanni Battista e Gesù al termine Lucifero

2)chi era il vero messia ? Gesù o il Battista ?

3)qual’era il segreto di Berengere Sauniere ?

4)chi erano veramente i Templari ?

Per il momento mi fermo qui. Lo che alcuni lettori vorrebbero sapere del priorato di Sion, di Leonardo da Vinci, dei Merovingi e perché no anche dei Catari legati anche loro al mistero di Rennes le Chateau. Come risposta dico che questo articolo è uno dei tanti che dedicherò al mistero di Rennes che studio da quasi sei anni.

Lombardi David – Direttore Centro Italiano Ricerche

Fonti:

L’enigma di Rennes le Chateau – Giorgio Baietti

La storia segreta di Lucifero – Lynn Picknett

La rivelazione dei Templari – Lynn Picknett e Clive Prince

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Pubblicato il 20 marzo 2011 su misteri della religione. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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