I Blog di Giorgio Baietti

Il portale LUMOS coglie quest’occasione per sponsorizzare non solo i blog di uno dei più grandi esperti del mistero di RENNES LE CHATAU ma anche i suoi lavori che a parer mio vanno letti se si vuole avere una conoscenza completa del mistero in questione.

BLOG DI GIORGIO BAIETTI

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OPERE DI GIORGIO BAIETTI

 

BAIETTI B

 

Lombardi David – LUMOS

LE ARMI DEGLI DEI Un incredibile tecnologia (parte 6)

Nella quinta parte sono stati messi in evidenza i seguenti quattro elementi:

  • Le tracce di esplosione nel Sinai
  • I vari elementi trovati a Mohenjo-Daro
  • La storia di Sodoma e Gomorra descritta nella Bibbia
  • I legami tra la valle dell’Indo, la valle del Nilo e la terra di Sumer

I loro legame potrà fornire una spiegazione sulla distruzione di Mohenjo-Daro, Sodoma, Gomorra e le altre città.

I primi due elementi hanno un fattore in comune:

la colorazione nerastra di una parte del suolo atta ad indicare come in quel punto si sia verificato un particolare evento. Tale evento potrebbe essere spiegato da un esplosione atomica o nucleare.

Il secondo e terzo elemento sono legati da un secondo fattore:

vi sono elementi atti a dimostrare non solo come la distruzione di Mohenjo-Daro rispetti l’esatta distruzione di una città per opera di un arma atomica ma le precauzioni che vengono date nella Bibbia alla famiglia di Lot sono le stesse precauzioni che vengono date in caso di un esplosione atomica o nucleare.

Il quarto ed ultimo elemento è il più complesso in quanto entrano in campo non solo tre civiltà (Sumera, Egiziana e Indiana) ma anche un dettaglio di importanza estrema:

le divinità delle tre civiltà sono le stesse persone e si suppone tramite le ricerche di Z. Sitchin che la Valle dell’Indo venne affidata a Inanna una delle tante Annunaki termine che indica le divinità Sumere.

Inanna è la più importante divinità femminile del pantheon mesopotamico. Era la dea dell’amore, della bellezza e della fecondità (per questo motivo venne assimilata alla babilonese Isthar, alla greca Afrodite e alla romana Venere), ma allo stesso tempo era associata alla guerra e all’amore sessuale.

Inanna1

Venne generata dal dio del cielo An, che diede alla luce anche suo fratello Utu (dio del sole) e sua sorella Ereshkigal (dea degli inferi). Nipote di Enlil (dio dell’aria e dell’atmosfera), apparteneva al clan degli dei Enliliti, contrapposto a quello di Enki, fratellastro e nemico di Enlil. Dai Sumeri era soprannominata “Anunita”, perché era la prediletta del prozio Anu, padre degli dei che abitava in cielo e che giaceva con lei quando scendeva sulla terra.

Secondo la ricostruzione di Sitchin gli eventi che hanno coinvolto la stirpe degli Annunaki tra Nibiru e la terra arrivano fino al 2023 a.C. mentre secondo i dati riportati nelle cinque parti del capitolo le presunte esplosioni atomiche si sono verificate nel 2000 a.C.

Cos’è accaduto in quei 23 anni ?

Nel 2023 si giunge alla fine di Sumer e dopo cosa accade ? altre guerre ? possibile dato che stando sempre a Sitchin il dio Marduk ottiene la supremazia sulla terra ?

E se si trattasse di un errore di calcolo ? la guerra che coinvolge gli Annunaki tra la terra e Nibiru potrebbe non solo essere avvenuta tra il 2023 e il 2000 ma potrebbe aver coinvolto le distruzioni delle città menzionate nelle altre parti dell’articolo.

Potrebbe essere possibile ?

La questione non sarebbe del tutto impossibile visto che la distruzione di Sumer è legata all’uso delle famose “armi del terrore” le quali erano in grado di distruggere con un colpo solo un intera città.

Quindi la distruzione di queste città in particolar modo Mohenjo-Daro, Sodoma e Gomorra avrebbe come “movente” la guerra che tra le due fazioni degli Annunaki:

Da una parte gli Enliliti e dall’altra gli Enkiti.

Come è stato appreso Mohenjo-Daro si trovava nella zona localizzata come “Valle dell’indo” mentre Sodoma e Gomorra erano localizzate nel Sinai penisola di forma triangolare del Vicino Oriente che fa parte dell’Egitto nord-orientale.

Un aspetto importante dell’Egitto nell’ambito delle divinità sumere è Marduk figlio primogenito di Enki conosciuto con il nome di Ra ossia il Dio del Sole.

Quindi ecco che abbiamo due elementi alquanto interessanti:

  • Inanna legata al gruppo di Enlil
  • Marduk legato al gruppo di Enki suo padre

Oltre a questi due ne sono emersi altri due presi da un interessante lavoro di Zecharia Sitchin dal titolo “Il Libro Perduto del Dio Enki” in cui viene raccontata in quattordici tavolette la storia degli Annunaki tra Nibiru e il nostro pianeta.

  • Estratto dalla sinossi dell’undicesima tavoletta: Inanna da una guerra per catturare e punire Marduk. Gli Enliliti irrompono nel suo nascondiglio nella grande montagna.
  • Estratto dalla sinossi della dodicesima tavoletta: Marduk si impossessa dalle seconda regione. Depone ed esilia Ningishzidda (Thoth) in terre lontane. Si proclama Ra dio supremo di una nuova religione. Introduce i regni faraonici per contrassegnare una nuova civiltà…A Inanna viene assegnato il dominio della terza regione (la valle dell’Indo)

Le sinossi e di conseguenza le tavolette confermano ulteriormente la questione delle tre regioni:

  • Prima regione = SUMERIA (Enlil)
  • Seconda regione = EGITTO o VALLE DEL NILO (Marduk)
  • Terza regione = VALLE DELL’INDO (Inanna)

A questo punto la questione “potrebbe” inziare ad avere un senso ma ci sono ancora molte cose da esaminare come le divinità dell’antica India verificando la loro collocazione con quelle sumere ed egizie, controllare i dettagli del conflitto fra Enkiti ed Enliliti ma soprattutto capire cosa è accaduto tra il 2023 e il 2000 a.C.

Risolvendo questi tre quesiti forse non dico tutta ma il settantacinque per cento della verità dovrebbe venire alla luce.

Di conseguenza qui finisce la questione sulle ARMI DEGLI DEI e si passa ad un nuovo capitolo dal titolo GUERRE TRA GLI DEI

 

Lombardi David – LUMOS

FONTI:

2000 a.C. distruzione atomica – W.Davenport e E.Vincenti

Guerre Atomiche al tempo degli Dei – Z.Sitchin

Il libro perduto del Dio Enki – Z. Sitchin

 

 

ERESIA VATICANA

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Con Dan Brown si sono aperti vari spiragli sulla questione…

 ma ha prendere pala e piccone per scavare nelle viscere del passato della storia del Vaticano e dei suoi misteri, con una precisione e professionalità impeccabili, ci hanno pensato tre persone

ROBERT BAUVAL – CHIARA DAINELLI e SANDRO ZICARI

Grazie a loro davanti ai nostri occhi si prepara un viaggio impressionante e stupefacente il quale amplierà ulteriormente la conoscenza della pura verità. Quindi vi consiglio di aprire il libro il quale a sua volta aprirà ulteriormente la vostra conoscenza.Bauval-Dainelli-Zicari.jpg

PS: La vera eresia sarebbe non leggere questo libro😉

Lombardi David – LUMOS

BUIO COME IL VETRO

Anche se in ritardo per motivi di salute mi accingo a pubblicizzare l’opera non solo di un caro amico ma di un grande scrittore/ricercatore Giorgio Baietti dal titolo “BUIO COME IL VETRO”

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di questo suo capolavoro che suggerisco a tutti di leggere verrà qui riportata una sinossi e l’antefatto storico:

SINOSSI:

Una storia vera e incredibile allo stesso tempo; la realtà e la fantasia si fondono. Il protagonista è un vetro miracoloso che dal Medioevo arriva ai giorni nostri, passando per le mani di un cardinale amico di Leonardo da Vinci che per nasconderlo fa costruire una chiesa bizzarra e piena di simboli alchemici e dove, nell’Ottocento un parroco sarà assassinato perché, forse, aveva capito qualcosa di troppo. E il mistero avvolge la straordinaria e improvvisa ricchezza di un altro parroco che, nello stesso periodo, a pochi chilometri di distanza, costruisce un piccolo impero in un paese in cui, dal Medioevo, si fabbrica proprio il vetro.

Poi il buio e il silenzio coprono tutto, fino ai giorni nostri, quando un timido insegnante agli esami di Maturità deve correggere la tesina di una strana studentessa dal titolo Pink Stones, dedicata a due rockstar, SydBarrett e Brian Jones, fondatori, rispettivamente, dei Pink Floyd e dei RollingStones e alla loro ossessione per un pezzo di vetro! Ovviamente lui ne vorrebbe sapere di più ma la ragazza scompare e la sua ricerca proietterà il professore dentro un mondo che è quello di tutti i giorni, ma con particolari inquietanti e popolato di personaggi che non sono mai quello che sembrano.

Solo guardando attraverso quel vetro antico si può trovare la soluzione all’enigma ma non tutti gli occhi possono farlo, altrimenti la luce non cancellerà mai il buio. Mai!

ARTEFATTO STORICO

Tutto inizia con un patto. Autentico.

I monaci Leriniani (che nascono sull’isola di Lerins, di fronte a Cannes ed erroneamente identificati come Benedettini) convocano presso il loro monastero sull’isolotto di Bergeggi (Savona) un gruppo di Templari per realizzare una vetreria nell’entroterra ligure, nel villaggio di Altare. Questo accordo è stilato su una pergamena. I Templari saranno il braccio operativo, affidando l’incarico a dei maestri vetrai della Normandia che non dovevano avere alcun rapporto con la popolazione locale; sicuramente per mantenere inalterato il loro segreto. In questo laboratorio si produrràun vetro finissimo e molto, molto particolare.

Nel 1866 la pergamena finisce nelle mani di un notaio savonese, il quale la affida ad un sacerdote, don Torteroli, per chiarire alcuni punti che riguardano aspetti religiosi. Il parroco assume volentieri l’incarico ma, stranamente, pochi giorni dopo, si suicida gettandosi dalla finestra di casa sua. La pergamena sparisce con lui!

Nel 1964, quel poco che rimaneva sull’origine di questa vetreria scompare in un misterioso incendio.

Ma i misteri di Altare non finiscono qui. Alla fine dell’Ottocento giunge in paese il nuovo parroco: don Giuseppe Bertolotti, di famiglia poverissima, in pochissimo tempo diventa ricchissimo, una sorta di signorotto rinascimentale, amante dell’arte e della buona cucina che fa costruire due bellissime ville in stile Liberty dove non abiterà mai.

Re Umberto I gli concede la massima onorificenza dell’Ordine Mauriziano (e lui sarà l’unico sacerdote italiano ad averla) e papa Pio X, addirittura, lo nomina vescovo di San Giovanni in Laterano a Roma che significa essere Vice-Papa…e Bertolotti che fa? ringrazia il Santo Padre e rifiuta il favoloso incarico perché, parole sue, non può abbandonare il suo gregge ad Altare!

C’è poi un paese vicino, Cengio, dove l’antica chiesa parrocchiale, costruita a metà strada tra il castello medievale e un cimitero abbandonato, ha nei suoi sotterranei una grotta che era un tempio dedicato al dio Mitra.

Pochi chilometri ancora ed ecco un altro villaggio denso di enigmi, Saliceto, dove un marchese-cardinale, Carlo Domenico del Carretto (che per un solo voto non diviene Papa nel Cinquecento), fa costruire, secondo le indicazioni di Leonardo da Vinci (suo amico personale), una stranissima chiesa con una facciata su cui sono scolpiti strani simboli come Bafometto, Ermete Trismegisto, Giano Bifronte, una rana alata, la pianta perduta del Silfio e la Mandragola… e molte altre bizzarrie mai viste in una chiesa cristiana.

Tutto questo è come un libro di pietra che va letto da destra a sinistra, come usava fare proprio Leonardo. Anche all’interno molte sono le anomalie: la Via Crucis è posta al contrario rispetto alle altre chiese (come ad Altare e a Rennes le Chateau, villaggio del sud della Francia dove sono avvenuti fatti misteriosi e su cui ho scritto alcuni libri). In ogni Stazione troviamo dei particolari che sfuggono alla normalità: strani personaggi con copricapi bizzarri, simili a quelli dei buffoni di corte e, ad esempio, nella settima troviamo un nano che porta una pesante borsa piena di attrezzi  e che l’anonimo pittore ha messo in primo piano rispetto a Gesù, come se lui fosse più importante. Molto più importante. Sempre nella settima Stazione e nella nona c’è un personaggio che nulla a che vedere con i Vangeli: la dea Minerva! Nella tredicesima c’è uno stranissimo Giuseppe d’Arimatea che ha sei dita nella mano e proprio con il sesto indica la scritta INRI che ha la N rovesciata (proprio come a Rennes le Chateau…) che, secondo un’antica tradizione esoterica, rappresenterebbe la “camera dei segreti”. Sotto la chiesa, infatti, sono presenti alcune cripte e un parroco, nel 1957, le ha fatte chiudere ermeticamente come se ne avesse terrore; come se ciò che vi è sepolto potesse contaminarlo.

E per (non) concludere, questa Via Crucis dalla tredicesima alla quattordicesima Stazione sembra che sia subentrata una macchina del tempo, infatti, Gesù appare invecchiato di parecchi anni e ha perduto del tutto i capelli.

Dimenticavo…Carlo Domenico del Carretto, cardinale, espelle dai suoi territori i Domenicani, la polizia della Chiesa, per non avere impicci e problemi con l’Inquisizione per ciò che faceva nel suo tempio.

Forse il segreto di questa chiesa stranissima lo aveva scoperto un sacerdote, don Giovanni Battista Fenoglio e, forse, proprio per questo è stato assassinato nella canonica di Saliceto il giorno del suo compleanno nel 1875. Ma è tutto il paese ad essere particolare e un ulteriore esempio lo troviamo in una cappella campestre che ha splendidi affreschi del XIV secolo con scene di cavalleria ma in cui i protagonisti non sono i cavalieri ma i cavalli. Guardano diritto negli occhi chi entra in chiesa e ridono!

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CORRETE SUBITO IN LIBRERIA😉

Lombardi David – LUMOS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL DOPPIO SEGRETO DI RENNES LE CHATEAU: Terza Parte

Anche in questo è ambito è passato un bel po’ di tempo, all’incirca quattro anni, da quando scrissi la seconda parte sul “Doppio Segreto di Rennes le Chateau” e ora sono qui per portare avanti il lavoro e per collegare altri fatti a quelli già esposti.

Per riprendere bene il filo riporto la ricostruzione che feci nella seconda parte in quanto è assolutamente perfetta per tutto quello che verrà mostrato in questa terza parte:

“Quindi la mia ricostruzione parte dal matrimonio tra Maria Maddalena ed il Messia. A questo punto subentra il dettaglio della crocifissione il quale viene ben spiegato nel libro “Il Santo Graal” ove la crocifissione stessa era un inganno per far fuggire il Messia. La fuga porta il Messia e sua moglie in Grecia dove lui muore e qui la spiegazione del dipinto di Poussin: Et In Arcadia Ego. Tale frase unita alla tomba ci fa capire che il Messia potrebbe essere sepolto in Arcadia. Da qui la Maddalena si rifugia in Francia dove nasce sua figlia Sara, dove lei muore e dove si sviluppa con il passare del tempo la stirpe dei Merovingi. Tale stirpe scompare ufficialmente con l’ultimo re, Dagoberto II, ma in via non ufficiale qualcosa di essa sopravvive finendo con il passare del tempo nell’ordine dei Catari. La scomparsa dei Merovingi secondo alcune fonti è stata voluta per eliminare le prove viventi del matrimonio tra la Maddalena e il Messia.I Catari vengono a conoscenza della verità e diventano nemico della chiesa. Una volta eliminati i sopravvissuti si insediano nell’ordine Templare mettendolo a conoscenza del famoso segreto. Dai templari il segreto passa alla marchesa Marie de Negre il cui marito era imparentato con uno dei gran maestri dell’ordine Templare. Dalla de Negre il segreto passa all’abate Antoine Bigou e poi a Sauniere andando a creare quello che oggi conosciamo come “Il Mistero di Rennes le Chateau”

Stando a tutto ciò, il segreto alla base di tutto è la stirpe nata dal legame tra Maria Maddalena e il Messia e, stando sempre alla mia ricostruzione, tale segreto è stato custodito dalle seguenti persone e gruppi (li elencherò in ordine cronologico):

1.Catari

2.Templari

3.Leonardo da Vinci

4.Nicolas Poussin

5.Marie de Negre

6.Abate Antoine Bigou

7.Abate Berengere Sauniere

PS : ho inserito anche Leonardo da Vinci in base anche agli elementi riportati nella prima parte dell’articolo.

Quindi abbiamo sette detentori del segreto di cui due gruppi di persone e cinque persone singole. Ovviamente non essendo tutti molto vicini a livello cronologico ci saranno, senza ombra di dubbio, altre persone singole o enti negli spazi vuoti.

Chi altri sapevano del segreto ? “domanda da un milione di dollari” come si usa dire ma non del tutto impossibile in quanto ho identificato un altro “detentore” del segreto il quale con le sue conoscenze ha fatto chiarezza su altri punti oscuri.

Sto parlando di Dante Alighieri il quale con la sua opera più famosa ha lasciato alle generazioni presenti e future un immensa conoscenza, anche se molto ben nascosta, la quale ci fornirà altri nomi da aggiungere alla nostra lista.

Nel mio articolo “Da Vinci e Alighieri: Custodi della conoscenza degli Annunaki” ho mostrato come Dante non solo fosse a conoscenza di alcuni elementi inerenti l’astronomia sumera, ma di come tali elementi sarebbero poi arrivati con il passare del tempo a Leonardo.

Copia (2) di manifesto rosacroce

Ma c’è un altro elemento interessante in quanto oltre a dimostrare una sorta di passaggio di mano, inerente le conoscenze sull’astronomia sumera, ipotizzo, in base ad alcuni elementi, che Dante Alighieri potrebbe essere legato all’ordine templare.

Gli elementi su cui mi baso sono quattro:

1.nel manifesto rosacrociano del XIX secolo, mostrato nell’articolo prima citato si nota un Dante Alighieri che indossa una divisa templare.

2.Dante Alighieri è morto nel 1326 quindi molti anni dopo la distruzione ufficiale dell’ordine templare (si ipotizza uno suo coinvolgimento nell’ordine)

3.un trisavolo di Dante di nome Cacciaguida partecipò alla seconda crociata in terra santa e tra i vari enti vi era anche, guarda caso, quello dei cavalieri templari

4.stando ad un intervista fatta a Chiara Dainelli, esperta in ambito dantesco, mi ha confermato che Dante nel XIX canto dell’infermo usa parole aspre contro il re di Francia Filippo il Bello. L’accusa consiste nell’avere distrutto l’ordine templare nel suo regno.

Il-codice-astronomico-di-dante

Stando a questi quattro elementi esiste la possibilità che il Sommo Poeta o abbia fatto parta direttamente dell’ordine templare o ne abbia fatto parte indirettamente.

Inoltre è stato sempre ipotizzato che i Templari dopo la loro scomparsa ufficiale, intorno al 1307, siano in qualche modo sopravvissuti o meglio l’ordine ha continuato ad esistere sotto altri nomi.

Dal 1307 al 1326 abbiamo due fattori ipotetici interessanti:

1.continuazione dell’ordine templare sotto falsi nomi

2.possibile coinvolgimento di Dante nell’ordine

Se ciò fosse vero avremmo un nuovo incredibile quadro davanti ai nostri occhi ossia che Dante Alighieri abbia fatto parte dell’ordine templare e ciò andrebbe a confermare un altro dettaglio inerente il famoso manifesto rosacrociano del XIX secolo.

In esso tra Dante e Leonardo fa la sua comparsa il Santo Graal il quale, secondo un ipotesi che io reputo una delle più valide, l’icona di una grande, se non immensa, conoscenza.

A conferma di ciò, Leonardo il quale è vissuto dopo di Dante, stringe tra le mani una sorta di pergamena come ad indicare che le conoscenze, passate tra le mani di Dante sono giunte anche a lui.

Quindi esiste anche la possibilità che il Santo Graal cercato dai Templari e anche custodito non erano solo informazioni inerenti la Stirpe Reale ma anche informazioni di natura astronomica.

Guarda caso poi, se andiamo a vedere nelle coincidenze, ammesso che tali siano, Sauniere e da Vinci sono legati dagli stessi codici, come dimostrato nella prima parte dell’articolo, e guarda caso qui emergono sei elementi degni di nota:

1.Sauniere scopre delle pergamene nella chiesa di Rennes le Chateau. Pergamene che gli riveleranno il segreto

2.Da Vinci nel manifesto impugna una sorta di pergamena

3.le pergamene scoperte da Sauniere arrivano dalla Marchesa de Negre

4.la Marchesa de Negre era imparentata con i Templari

5.nel manifesto Dante, il quale si ipotizza cedere le sue conoscenze fino a da Vinci, indossa un uniforme templare

6.si ipotizza che i catari fuggiti da Montsegur di notte durante l’assalto a quest’ultima portassero con se materiale cartaceo in quanto non solo la strada per corsa era troppo ripida e tortuosa per portare oggetti pesanti e secondo, quest’ultimi erano stati portati via precedentemente.

I templari come ben si nota emergono sempre e ruotano attorno a varie persone tra cui Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Nicolas Poussin, Berengere Sauniere, Antoine Bigou e Marie de Negre. In modo però queste persone sono coinvolte:

Dante Alighieri – possibile legame ( manifesto rosacrociano e codice della divina commedia che conduce in Islanda dove il punto di arrivo è un fiume il cui profilo ricalca il cenacolo di Leonardo. Inoltre la meta in Islanda dovrebbe essere un anfiteatro templare )

Leonardo da Vinci – possibile legame (manifesto rosacrociano e codici sauniere/Rennes le Chateau)

Nicolas Poussin – possibile legame (legato a Leonardo da Vinci e all’abate Berengere Sauniere)

Marie de Negre – il marito era discendente di un gran maestro templare

Antoine Bigou – ha ricevuto le pergamene dalla marchesa Marie de Negre in punto di morte.

Berengere Sauniere – ha trovato le pergamene lasciate da Bigou in uno dei due altari che sorreggono l’altare

A questo punto arricchiamo la mia ricostruzione:

partiamo sempre dal matrimonio tra Maria Maddalena ed il Messia. A questo punto subentra il dettaglio della crocifissione il quale viene ben spiegato nel libro “Il Santo Graal” ove la crocifissione stessa era un inganno per far fuggire il Messia. La fuga porta il Messia e sua moglie in Grecia dove lui muore e qui la spiegazione del dipinto di Poussin: Et In Arcadia Ego. Tale frase unita alla tomba ci fa capire che il Messia potrebbe essere sepolto in Arcadia. Da qui la Maddalena si rifugia in Francia dove nasce sua figlia Sara, dove lei muore e dove si sviluppa con il passare del tempo la stirpe dei Merovingi. Tale stirpe scompare ufficialmente con l’ultimo re, Dagoberto II, ma in via non ufficiale qualcosa di essa sopravvive finendo con il passare del tempo nell’ordine dei Catari. La scomparsa dei Merovingi secondo alcune fonti è stata voluta per eliminare le prove viventi del matrimonio tra la Maddalena e il Messia. I Catari vengono a conoscenza della verità e diventano nemico della chiesa. Una volta eliminati i sopravvissuti si insediano nell’ordine Templare mettendolo a conoscenza del famoso segreto. Dai templari il segreto passa attraverso varie persone tra cui Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Nicolas Poussin i quali nascondono le tracce in alcune loro opere. Alcuni indizi mostrano che questo segreto è legato non solo alla Stirpe Reale, sviluppata dal Messia e Maddalena, ma è legato ad un qualche segreto astronomico dati i codici nascosti da Dante nella Divina Commedia. Il manifesto dei Rosa Croce, ordine che si ipotizza sia un proseguimento di quello templare, mostra in effetti Dante con una veste templare, il Santo Graal e da Vinci con in mano una pergamene e sul capo un copricapo riconducibile alle divinità sumere. Guarda caso non solo il popolo sumero fu il primo, se non erro, a studiare l’astronomia ma le loro divinità note come Annunaki corrispondono agli Elohim della Bibbia i quali vengono nominati nella porta alchemica, sita a Roma, la quale è collegata alla questione di Sauniere. In ordine cronologico dopo Poussin, siamo nella metà del 1600 facciamo un salto verso la fine del 1700 dove tale segreto passa alla marchesa Marie de Negre il cui marito era imparentato con uno dei gran maestri dell’ordine Templare. Dalla de Negre il segreto passa all’abate Antoine Bigou e poi a Sauniere andando a creare quello che oggi conosciamo come “Il Mistero di Rennes le Chateau”

Ecco che grazie a un nuovo nome e agli indizi legati ad esso i fatti assumono una nuova consistenza portando la luce in altri spazi bui del mistero di Rennes le Chateau.

Per chi ha seguito tutto vi comunico che la quarta parte non tarderà ad arrivare.

 

Lombardi David – LUMOS

 

FONTI CARTACEE

La Rivelazione dei Templari – Lynn Picknett e Clive Prince

I custodi del Messaggio – Giancarlo Gianazza e Gianfranco Freguglia

Il codice astronomico di Dante – Chiara Dainelli

FONTI WEB

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/04/27/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-prima-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2011/10/20/il-doppio-segreto-di-rennes-le-chateau-seconda-parte/

https://lombardimistero.wordpress.com/2013/12/01/dante-alighieri-e-leonardo-da-vinci-i-custodi-della-conoscenza-degli-annunaki/

 

 

MCS E I SUOI SEGNALI (Parte 3) Danni Gentici e Cure Principali

In questa terza parte andremo ad approfondire la questione dei danni genetici ossia i danni che avvengono in alcune parti del nostro DNA causando le mutazioni.

Qui sotto ho riportato il pannello inerente i geni legati alle attività di disintossicazione e alla produzione degli antiossidanti:

MnSOD C(-28)T PANNELLO

ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE E DETOSSIFICAZIONE

T175C
SOD3 C760G
GSTP1 I105V
A114V
GSTM1 delezione del gene
GSTT1 delezione del gene

Come potete vedere nella prima colonna alla vostra sinistra vi sono i nomi dei geni analizzati, nella colonna centrale le varianti genetiche studiate e in quella alla vostra desta il ruolo svolto da tali geni.

Gli ultimi due geni hanno una variante un po’ particolare chiamata “delezione del gene” ossia un tratto di DNA che può essere assente nell’individuo sin dalla nascita.

I geni emersi dalle analisi del soggetto preso in esame nella prima parte dell’articolo sono GSTP1 e GSTM1

Il soggetto come è stato già mostrato aveva il gene GSTP1 in forma eterozigote recessivo e il gene GSTM1 con il fenotipo nullo ossia che non era presente.

Entrambi i geni codificano una famiglia di isoenzimi detossificanti chiamati glutatione S-transferasi (GSTs)  che catalizzano la coniugazione di varie molecole tossiche con il glutatione rendendole meno reattive e più facilmente eliminabili dall’organismo. Questi geni compongono 5 classi:

alpha, Pi, Mu, Theta e Zeta.

Sul primo gene dal nome GSTP1 o Glutatione S-transferasi P1 recenti studi hanno associato due polimorfismi del gene ad una consistente diminuzione dell’ attività enzimatica. La variante I105V caratterizzato da una singola sostituzione A>G a livello del nucleotide 313, determina a livello della proteina una sostituzione aminoacidica alanina>valina in posizione 105 mentre l’altro polimorfismo, A114V, è caratterizzato dalla sostituzione C>T a livello del nucleotide 341 e determina la sostituzione aminoacidica isoleucina>valina in posizione 114. La variante GSTP1 105V presenta una frequenza del 33% tra la popolazione Caucasica con un 14% di omozigoti.

Mentre per il gene GSTM1 o Gltuatione S-transferasi mu, M1 vi è la delezione della maggiore parte della regione codificante del gene, con la perdita di funzionalità enzimatica. La frequenza del genotipo nullo della GSTM1 è presente nel 40% della popolazione mentre nei malati di MCS è presente all’80% ossia il doppio.

Ecco cosa accade al vertice delle mutazioni genetiche e quindi ecco cosa ci rende indifesi contro l’immensa quantità di sostanze ossidanti le quali non solo si formano fuori e dentro il nostro corpo ma vanno come è stato mostrato nel precedente articolo a recare danni al nostro DNA causando i fattori di rischio o segnali dell’MCS.

A questo punto pongo una domanda ossia in caso di mutazione o delezione dei geni addetti alla detossificazione come si può compensare questa carenza vitale e quindi indispensabile ?

La risposta è molto semplice dato che l’MCS nasce da un eccesso di elementi ossidanti l’unica soluzione o soluzione principale sono gli Antiossidanti ossia  sostanze chimiche (molecoleioni, radicali) o agenti fisici che rallentano o prevengono l’ossidazione di altre sostanze. Le reazioni di ossidazione possono produrre radicali liberi, responsabili dell’avvio di una reazione a catena che danneggia le cellule; gli antiossidanti terminano queste reazioni a catena intervenendo sui radicali intermedi ed inibendo altre reazioni di ossidazione facendo ossidare se stessi. Come risultato, gli antiossidanti sono definiti chimicamente agenti riducenti – come tioli o polifenoli – in quanto le reazioni chimiche coinvolte sono di ossido-riduzione.

antiossidanti_640x480

Gli antiossidanti sono classificati in due grandi divisioni, a seconda che siano solubili in acqua (idrofili) o nei lipidi (idrofobi). In generale, gli antiossidanti idrosolubili reagiscono con gli ossidanti nel citoplasma cellulare e nel plasma, mentre quelli liposolubili proteggono le membrane cellulari dalla perossidazione lipidica. Questi composti possono essere sintetizzati dal corpo umano o ottenuti dalla dieta. I differenti antiossidanti sono presenti nei fluidi e nei tessuti corporei in un ampio intervallo di contrazioni,come glutatione e ubichinone presenti per la maggior parte nelle cellule, mentre altri come l’acido urico sono uniformemente distribuiti attraverso il corpo (vedi tabella più sotto)

Antiossidante metabolita Solubilità Concentrazione in siero umano (μM) Concentrazione nel tessuto del fegato (μmol/kg)
Acido ascorbico (vitamina C) Acqua 50 – 60 260 (umano)
Glutatione Acqua 325 – 650 6.400 (human)
Acido lipoico Acqua 0.1 – 0.7 4 – 5 (ratto)
Acido urico Acqua 200 – 400 1.600 (umano)
Caroteni Lipidi β-carotene: 0.5 – 1

retinolo (vitamina A): 1 – 3

5 (umano, carotenoidi totali)
α-tocoferolo (vitamina E) Lipidi 10 – 40 50 (umano)
Ubichinolo (coenzima Q) Lipidi 5 200 (umano)

Ovviamente nell’ambito dell’MCS non si ricorre solo agli antiossidanti dato che lo stress ossidativo può svilupparsi in tutti gli organi e quindi servono altri due tipi di vitamine ossia il complesso vitaminico B e la vitamina D3.

Nel prossimo articolo verranno mostrati i quattro stadi della malattia e le principali strategie curative basate essenzialmente su integratori vitaminici

Lombardi David – LUMOS

Fonti:

http://www.nutrigenetica.it/nutrigenetica/pannello-nutrigenetica.aspx

http://www.nutrigenetica.it/nutrigenetica/stress-ossidativo.aspx

http://www.ebiolab.it/Attitvita_Antiossidante.html

MCS E I SUOI SEGNALI (Parte 2) La genesi delle mutazioni

Abbiamo visto, nella prima parte dell’articolo, che l’MCS viene identificata attraverso una serie di esami genetici, su particolari geni del nostro DNA, i quali mettono in evidenza una serie mutazioni, ben elencate nella prima parte dell’articolo.

Molti si porranno la domanda inerente le mutazioni mostrate nel primo articolo: perché esaminare proprio quei tratti del DNA ?

La risposta è molto semplice: l’esame di quei geni è stato ordinato dal professor Giuseppe Genovesi specialista in Endocrinologia, in Psichiatria ed in Immunologia, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, sezione di Fisiopatologia Medica, del Policlinico Umberto I dell’Università di Roma “La Sapienza”. In qualità di grande esperto della patologia il professor Genovesi è a conoscenza dei geni le quali mutazioni sono un segnale chiave della patologia.

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Tornando ora alla questione sulla genesi delle mutazioni ossia su cosa va a danneggiare il DNA la risposta ad una tale domanda ci da subito un nome: RADICALI LIBERI.

Cosa sono i radicali liberi ?

Elementi con un elettrone spaiato che mirano a strappare un altro elettrone per raggiungere la loro stabilità innescando cosi un processo che prende il nome di ossidazione.

immagine che descrive la formazione del radicale libero

immagine che descrive la formazione del radicale libero

Che ruolo svolgono nel nostro corpo ?

Essenzialmente i radicali liberi sono prodotti per uccidere eventuali patogeni come virus e batteri penetrati nel nostro organismo. Sono quindi delle armi difesa cellulari ma quando vengono prodotti in eccesso subentra il sistema antiossidante.

Quando la quantità di radicali liberi o ossidanti è superiore alla quantità di antiossidanti si innesca uno stress ossidativo.

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meccanismo di stress ossidativo

Perché tendono a recar danno al nostro DNA ?

Quando la cellula si trova in una condizione di stress ossidativo per eccesso di Radicali Liberi, questi ultimi, ingaggiano la loro personale lotta per la sopravvivenza: essendo carenti di un elettrone, cominciano a cercarlo disperatamente attaccando le strutture cellulari.

E così attaccano le membrane che sono costituite da fosfolipidi , molecole ricche di elettroni (perossidazione lipidica): in seguito a questo attacco le membrane perdono la loro continuità strutturale e funzionale.
Attaccano il DNA cellulare, provocando mutazioni spesso pericolosissime.

Attaccano le proteine, spesso quelle enzimatiche, degradandole e quindi modificandole o inattivandole.

Come e dove si formano ?

La loro formazione è provocata da agenti esterni o essere l’espressione di un attività metabolica endogena. Gli agenti esterni che portano alla loro formazione sono di tre tipi:

fisici:

chimici: ozono, inquinanti atmosferici, idrocarburi aromatici, pesticidi, farmaci, conservanti, coloranti, alimenti intolleranti, ecc…

biologici: batteri, virus, ecc…

al di la dei fattori esterni i radicali si formano direttamente all’interno degli organismi viventi e tale produzione è legata ai processi vitali. Ciò è un fenomeno fisiologico che avviene continuamente nel corso delle reazioni di ossido-riduzione per effetto di meccanismi di natura sia enzimatica che non enzimatica.

Inoltre nel nostro corpo i radicali liberi grazie alla loro azione di ossidazione essi giocano un ruolo molto importante nei processi reattivi quali infezioni e infiammazioni.

Per quanto riguarda il luogo della loro formazione dentro di noi uno dei luoghi principali è la membrana plasmatica dei leucociti attivati: in caso di infezioni tali molecole prodotte dai leucociti, nella ricerca dell’elettrone per la stabilità, attaccano gli agenti infettanti indebolendo la parete cellulare, rendendoli più accessibili alla fagocitosi e contribuendo in modo conclusivo alla loro distruzione.

Gli altri luoghi sono i mitocondri durante la respirazione, il reticolo endoplasmatico liscio durante la trasformazione di xeno biotici e il citosol durante varie trasformazioni metaboliche.

Questi sono diciamo i tasselli per comporre il puzzle della malattia ma ci manca ancora un tassello, forse il più importante, il meccanismo delle mutazioni ossia il danno al nostro DNA che verrà affrontato nella terza parte dell’articolo insieme alle precauzioni da prendere in caso si inneschi nel nostro corpo uno stress ossidativo

Lombardi David – LUMOS

Fonti:

http://www.biologonutrizionista.org/diete-realizzabili/dieta-stress-ossidativo/

http://www.nutrigenetica.it/nutrigenetica/stress-ossidativo.aspx

MCS E I SUOI SEGNALI (parte 1): Mutazioni nel DNA

La malattia nota come MCS (Sensibilità Chimica multipla) o meglio Sindrome Immuno Neurotossica Ambientale viene identificata attraverso una serie di esami genetici.

Tali esami vengono eseguiti presso il laboratorio di analisi DIMA (DIagnostica Molecolare Avanzata) dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e mirano a mostrare delle mutazioni presenti in alcuni tratti DNA che ora andrò ad elencare:

  1. mutazione in omozigosi del polimorfismo del gene GSTP1 con conseguente spiccato deficit di attività della glutatione trasferasi e aumentata difficoltà nell’eliminazione delle sostanze xenobiotiche e aumentato stress ossidativo. La glutatione trasferasi quindi coniuga varie molecole con il glutatione rendendole meno reattive e più facilmente eliminabili dall’organismo.
  2. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene MPO G463A che codifica per la Mieloperossidasi, un enzima che ha la funzione di detossificare le cellule dalle specie reattive dell’ossigeno come i perossidi. In presenza di tale mutazione si può una ridotta attività detossificante con aumento dello stress ossidativo.
  3. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene PON1 C108T che codifica per la Paraoxonasi, una glicoproteina calcio dipendente che circola nelle HDL ed è in grado di prevenire la perossidazione delle LDL e di contrastare il processo aterosclerotico. In questo caso ci può essere un deficit enzimatico con conseguente aumentato rischio cardiovascolare in quanto si favorisce il processo aterosclerotico e con ridotta detossificazione degli insetticidi organo fosfati.
  4. mutazione in omozigosi del polimorfismo del gene eNOS Asp298Glu, che codifica per Ossido Nitrico Sintetasi e conseguente ridotta attività dell’enzima. L’ossido nitrico sintetasi è un enzima ossido reduttasi che produce ossido nitrico (NO) che agisce come messaggero intra/extracellulare regolando funzioni come la vasodilatazione, il flusso sanguigno, la pressione arteriosa, trombo resistenza, proprietà protettive dell’endotelio dei vasi sanguigni, funzioni gastrointestinali come la secrezione e la motilità, funzioni respiratorie come la contrazione della muscolatura liscia dei bronchi, funzioni immunitarie contro batteri e infine funzioni di controllo della crescita tumorale. La ridotta funzionalità di tale enzima predispone ad arteriosclerosi, ipertensione, patologie coronariche e a tutte quelle patologie dove l’ON è implicato.
  5. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene VKORC1 G1639A che codifica per il bersaglio enzimatico della vitamina K (vitamina K epossido reduttasi) per i processi di coagulazione. In questo caso si può avere minor potere coagulante.
  6. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene UGT1A1*28 che codifica per l’UDP-glucorosil-transferasiA1. Tale mutazione causa un deficit di attività enzimatica. Si consiglia una maggior farmacovigilanza in caso di utilizzo di farmaci metabolizzati da tale enzima, come ad esempio il paracetamolo.
  7. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene CYP 1A2 C163*1F con conseguente aumentata inducibilità in presenza di sostanze induttori. I citocromi metabolizzano sia sostanze endogene che sostanze esogene come farmaci e xenobiotici ambientali.
  8. mutazione in eterozigosi del polimorfismo del gene CYP 2C9*2 C430T con fenotipo metabolizzatore lento e attività enzimatica ridotta. Tale situazione comporta una lenta eliminazione dei farmaci metabolizzati da tale citocromo con possibili reazioni avverse simili a quelle da sovradosaggio. Inoltre è stata dimostrata un’aumentata sensibilità al Warfarin con rischio aumentato di emorragie durante il trattamento anticoagulante.
  9. mutazione del polimorfismo del gene CYP 2C19 con conseguente fenotipo metabolizzatore intermedio e attività enzimatica ridotta del 10-35%. Tale situazione comporta una lenta eliminazione dei farmaci metabolizzati da tale citocromo P4502C19 con possibile reazioni avverse simili a quelle da sovradosaggio. Inoltre bisogna aumentare la sorveglianza in caso di interazioni farmacologiche. I citocromi P450 sono i maggiori attori della detossificazione dell’organismo, insieme agli enzimi dello stress ossidativo, e sono in grado di agire su molti substrati sia endogeni che esogeni, compresi i farmaci e le sostanze xenobiotiche.

Ovviamente non sono mutazioni stardand in quanto possono verificarsi solo alcune di queste in forme piu o meno gravi. Per quanto riguarda il polimorfismo del gene GSTP1 nel referto del DIMA viene mostrato in questo modo:

GENOTIPO G/G

E accanto a tale scritta compaiono i tre valori di riferimento o possibili

OMOZIGOTE A/A

ETEROZIGOTE A/G

OMOZIGOTE G/G

Quindi nel caso G/G il genotipo è omozigote recessivo e ciò sta a significare che la produzione del Gltuatione è irrisoria e varia tra il 0-10%. Ciò dimostra che il soggetto, per quanto riguarda quel gene, non produce glutatione o lo produce in quantità minima.

Oltre a ciò sempre in relazione al glutatione vi è un altro gene GSTM1 il quale può avere solo due valori di riferimento

GENOTIPO NORMALE

GENOTIPO NULLO

dima3

Nel primo caso ovviamente è presente e favorisce la produzione di glutatione aiutando il soggetto ad eliminare le sostanze tossiche e simili. A questo punto la casistica ci pone sei casi possibili a livello genetico:

CASO1:

OMOZIGOTE A/A – GENOTIPO NORMALE

In questo caso il soggetto ha un quadro alquanto sicuro dato che i due geni sono presenti e producono la quotidiana dose di glutatione.

CASO2:

ETEROZIGOTE A/G – GENOTIPO NORMALE

In questo caso il soggetto lo possiamo definire alquanto sicuro nonostante il caso di eterozigosi legato al gene GSTP1 che presenta una lettera G al posto della seconda A. Tale lettera sta ad indicare l’allele recessivo e quindi la produzione di glutatione invece di essere al 100% può essere dell’75-85% ma non è un danno alquanto grave in quanto vi è l’altro gene completamente attivo.

CASO3:

OMOZIGOTE G/G – GENOTIPO NORMALE

In questo caso la faccenda è leggermente diversa ed inizia a porsi un problema dato che l’allele recessivo ossia G compare in entrambe le posizioni. Per recessivo sta a indicare che è predisposto alla “non-produzione” di glutatione. Quindi il soggetto è sicuro solo in parte e dovrà prendere delle piccole precauzionu

CASO4:

OMOZIGOTE A/A – GENOTIPO NULLO

In questo caso siamo di fronte al primo caso di “glutatione al 50%” in quanto abbiamo un gene funzionante e uno inesistente in quanto entriamo nella casistica del “genotipo nullo”. Però il soggetto avendo un gene funzionante dovrà prendere delle piccole precauzioni come nel caso3.

CASO5:

ETEROZIGOTE A/G – GENOTIPO NULLO

In questo caso il soggetto presenta una situazione genetica tutt’altro che rosea in quanto non solo compare il “genotipo nullo” ossia l’assenza del gene GSTM1 ma il gene GSTP1 è eterozigote e presenta l’allele recessivo G portando a una ridotta produzione del glutatione pari al 40-50%. Tale bassa produttività va legata all’assenza del gene GSTM1 e quindi le precauzioni in questo caso vanno ampliate.

CASO6:

OMOZIGOTE G/G – GENOTIPO NULLO

In quest’ultimo caso il soggetto presenta una situazione alquanto deleteria sulla produzione del glutatione in quanto non solo presenta il “genotipo nullo” ma anche l’altro gene presenta due alleli G o recessivi. Di conseguenza in questo caso il soggetto non solo avrà una bassissima produzione di glutatione pari al 0-15% massimo 20% ma dovrà prendere grandi e immediate precauzioni.

Ovviamente indipendentemente dalla questione genetica vi è anche un altro fattore fondamentale ed è quello “ambientale” e passo a spiegare ciò con il primo ed il sesto caso:

se prendiamo un soggetto con le caratteristiche del primo caso ossia con una produzione “completa” di glutatione e lo mettiamo in un ambiente con un elevatissimo livello di inquinamento oltre alla presenza di prodotti chimici alquanto nocivi si potrà sviluppare subito la mutazione del gene da A/A in G/G portando il soggetto ad avere un dose di rischio del 50%. Quindi il nostro soggetto dovrà in qualche modo compensare il 50% della sua perdita in relazione al quadro ambientale. Se prendiamo un soggetto con le caratteristiche del sesto caso e lo poniamo in un ambiente dove il livello di inquinamento ambientale/presenza di prodotti altamente nocivi sono pari al 0-5/10% e quindi una percentuale irrisoria o nulla non avrà alcun danno o il danno sarà talmente minimo da non produrre effetti gravi o irreversibili.

Quindi l’MCS gioca su due fattori: genetico e ambientale.

I due fattori portano l’individuo a tollerare o meno l’ambiente in cui sta e a prendere le giuste precauzioni.

PS: le mutazioni qui riportate sono di una paziente di MCS e credo che la gente che inizia ad avere i vari sintomi della malattia, specificati in un mio precedente articolo, debba effettuare le opportune analisi genetiche per poter curare in tempo questa malattia la quale può diventare in casi estremi irreversibile.

Nella seconda parte inizieremo a vedere la genesi dei danni al DNA

Lombardi David – LUMOS

CONVEGNO UFOLOGICO C.I.R. BOLOGNA

IL CENTRO ITALIANO RICERCHE

VI ASPETTA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015 A BOLOGNA PER IL CONVEGNO:

“TERRA: APPRODO E CONTATTO COSMICO”

UMANI ED ALIENI, THE SECRET HISTORY

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IL SOTTOSCRITTO DIRETTORE DEL C.I.R. NON SOLO PARLERA’ DEI VARI ASPETTI MISTERIOSI CHE LEGANO INEQUIVOCABILMENTE L’UFOLOGIA ALLE ANTICHE CIVILTA’ MA ALLA LUCE DEI VARI MESSAGGI EMERSI DAI VARI CASI DI CONTATTISMO VERRA’ MOSTRATA E SPIEGATA NEI VARI DETTAGLI UN ALQUANTO PERICOLOSA MALATTIA AMBIENTALE DI NOME “SENSIBILITA CHIMICA MULTIPLA”

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VI ASPETTO NUMEROSI A BOLOGNA

LOMBARDI DAVID

DIRETTORE C.I.R. E FONDATORE PORTALE LUMOS

LA VERITA’ SULLA SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA

Lettera aperta del Prof. Giuseppe Genovesi  presidente della  SOS UTENTI e della Società italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia.

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Prof. Giuseppe Genovesi esperto di MCS

Al di la di come si voglia definirla, la “Sensibilità Chimica Multipla” (MCS) è una patologia in evidente aumento a causa delle condizioni ambientali progressivamente peggiorate negli ultimi 15 anni. E’ una malattia che si manifesta con una progressiva intolleranza nei confronti di sostanze chimiche di varia origine, soprattutto se volatili, e tale intolleranza si esprime con una sintomatologia talmente multiforme ed aggressiva a carico praticamente di ogni organo e apparato a tal punto che il paziente, all’inizio incredulo e disorientato, viene completamente sopraffatto dalla situazione. E’ qui  che inizia il pellegrinaggio da un medico all’altro.  Dopo avere fatto effettuare al paziente un lungo percorso di analisi di routine spesso seguite da approfondimenti ed  esami talvolta  invasivi e costosi in termini sia economici che psicologici,  già così provato e scioccato da quanto gli sta accadendo, trasformandogli il pellegrinaggio in calvario, il medico scambia la malattia per una nevrosi o peggio per una psicosi e invia il paziente da quello che ritiene lo specialista definitivo, lo psichiatra o se ritiene di farne a meno  addirittura lui stesso gli  prescrive degli psicofarmaci SENZA CONOSCERE ALCUNCHE’ SULLA PATOLOGIA DI FRONTE ALLA QUALE SI TROVA.

Il malato si trova, così, ad affrontare anche lo scetticismo dei parenti, che hanno ovviamente difficoltà a credere in quello che il paziente descrive, soprattutto dopo essersi sentiti dire dal medico “BISOGNA CHE LO PORTIATE DALLO PSICHIATRA”. Ed è qui che il carico stress correlato, causa delle esacerbazioni della patologia stessa,  avvia il paziente verso acutizzazioni ed alterazioni del quadro che diviene via via sempre più grave intricato ed apparentemente  inaffrontabile.

Studio questa malattia da alcuni anni, sono un medico specialista in endocrinologia, in psichiatria ed in immunologia e, grazie anche alle ricerche svolte su questa patologia in questi anni, credo di aver raggiunto una competenza sufficiente per permettermi di fare una serie di considerazioni in merito.

Purtroppo mi trovo spesso a confrontarmi con colleghi la cui arroganza è tale da non consentir loro di guardare più in là della punta del proprio naso, medici che negano l’esistenza dell’MCS pur non conoscendo affatto le caratteristiche genetiche e conseguentemente metaboliche, della malattia, medici che, anziché pensare con la loro testa e, una volta tanto nella loro vita, studiare nel senso più universale del termine, preferiscono riferire le decisioni di “Commissioni” che si auto nominano in ambienti dove la medicina è dominata dalla politica, che scelgono di “dichiarare che l’MCS non esiste… IGNORANTI che fanno della loro ignoranza un vanto, che ritengo corresponsabili della grave sofferenza e del disagio che la maggior parte dei malati di MCS si trova a dover affrontare ogni giorno, corresponsabili della scelta di alcuni di togliersi la vita….certo, proprio così, chi legge probabilmente non sa che nelle scorse settimane ben 2 pazienti, disperati, si sono suicidati.

Bene, sappiate tutti allora che L’MCS esiste ed è legata ad una difficoltà ad eliminare numerosissime sostanze chimiche, una difficoltà sostenuta da mutazioni genetiche presenti in parte dalla nascita, ma che non si sarebbero mai espresse in forma di malattia se i malcapitati affetti fossero vissuti in un contesto ambientale idoneo (tanto per capirci chi vivesse in un’isola del pacifico cibandosi di frutta e verdura senza pesticidi, pesci e carni senza conservanti, ormoni, antibiotici e quant’altro, pur avendo la predisposizione genetica non si ammalerebbe mai). In più si dà anche il caso che in determinate circostanze l’inquinamento sia tale da provocare al soggetto un’alterazione genetica EX NOVO,  cioè che non esisteva dalla nascita,  che lo fa ammalare.

Le  indagini che il sottoscritto, con la preziosissima collaborazione dell’associazione dei malati di  MCS  “AMICA”,  ponte tra il mio  Dipartimento di Fisiopatologia Medica del Policlinico Umberto I di Roma e l’IDI di Roma,  istituto questo che possiede laboratori adeguatissimi e soprattutto  “know how” adeguato ,  eseguite dietro mia specifica  prescrizione su moltissimi pazienti affetti da MCS, hanno finora prodotto risultati eccezionali che confermano quanto ho appena dichiarato.

Abbiamo una casistica di circa 200 casi, 70 dei quali    dallo   screening già  effettuato  presentano dei risultati incontrovertibili; il 100% dei pazienti possiede, infatti, un’alterazione funzionalmente molto significativa di un gene che produce un enzima fondamentale per eliminare i radicali liberi, il 90% circa possiede una spiccata riduzione funzionale di un altro enzima chiave nell’eliminazione dei radicali liberi ed è superfluo dire che, ovviamente, i controlli fatti su persone non affette dall’MCS, hanno mostrato le alterazioni esaminate solo in circa il 20% dei casi e la maggior parte delle volte non associate tra di loro come invece accade nell’MCS. Tuttavia l’elemento più significativo e paradossale, forse, è che la maggior parte dei malati affetti da MCS ha un’alterazione funzionale di una classe di enzimi che servono a metabolizzare le benzodiazepine e i neurolettici cioè proprio quella classe di farmaci che i medici ignoranti prescriverebbero ai pazienti ritenendoli “picchiatelli”; non solo quei farmaci sarebbero inefficaci come sedativi o deliriolitici, ma soprattutto sarebbero estremamente pericolosi su un organismo non in grado di utilizzarli correttamente ed eliminarli adeguatamente.

Il 20 marzo avrò un ulteriore incontro con la Regione Lazio con la quale stiamo cercando di puntualizzare la diagnostica e la terapia da offrire ai malati dei MCS, i suggerimenti dovrebbero consentire a chi di dovere di identificare il centro di riferimento regionale e, poi, sulla scia, nazionale per la diagnosi e la cura dell’MCS. Spero che prevalgano i dati e le competenze acquisite rispetto a ragioni politiche e clientelari che sono un male cronico del nostro paese.

E’ follia tutto ciò, no, è solo la realtà dei fatti in un paese in cui non c’è rispetto per la “diversità” e non c’è cultura per comprenderla in un paese dove chi è affetto da una patologia sconosciuta non solo non viene assistito ma viene perseguitato anche nelle aule dei tribunali perché nel non dichiararsi pazzo ed affrontando un male sconosciuto ed una trasformazione totale della propria vita deve anche essere perseguitato da chi crede di essere e di sapere di fare il bene della collettività magari nel negare un supporto economico a delle cure che non hanno saputo  dare.  L’ignoranza verso uno stato di  sofferenza e di  malattia ne impediscono assolutamente qualunque miglioramento ed eventuale  chance di guarigione.

Conduco questa lotta consapevole dei rischi e la conduco in qualità innanzitutto di  uomo, un uomo che è  anche  medico, e come medico è presidente della Società italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia, che da sempre agisce secondo una linea di pensiero per la quale le verità scientifiche debbano essere divulgate anziché tenute nel cassetto  ed  anche ed ancora di più conduco questa lotta nella mia qualità di Presidente di un Associazione per la tutela dei consumatori la SOS UTENTI che in Italia conta oltre 30.000 iscritti e che ha voluto proprio quali utenti prioritari nel proprio statuto i malati di MCS nella consapevolezza delle gravi carenze socio-economiche sanitario-assistenziali alle quali gli stessi sono soggetti espressione globale di come una assolutamente inadeguata tutela da parte delle istituzioni sotto profili plurimi e di come questo possa condurre a danni estremi quale  il rinunciare alla propria stessa vita e purtroppo giungere proprio a ciò che è accaduto in questi giorni.

Per questo e per evitare che ancora accada tutto ciò, che altre vite siano distrutte o perdute, mi metto a disposizione di qualsiasi network che voglia conoscere i dettagli.

Il PRESIDENTE

Prof. Giuseppe Genovesi

FONTI

http://www.mednat.org/vaccini/sensibilita_chimica_multipla.htm